Accesso agli atti: nessun diritto alla trasmissione telematica dei document

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Cons. Stato n. 4478/2023: illegittimo l’obbligo esclusivo di piattaforma online per l’accesso agli atti

CONTENUTO

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 4478/2023, ha fornito importanti chiarimenti in merito alle modalità di presentazione delle istanze di accesso ai documenti amministrativi. Secondo i giudici di Palazzo Spada, la Pubblica Amministrazione non può imporre al cittadino l’utilizzo esclusivo di una piattaforma online o di una specifica modulistica predisposta sul sito istituzionale dell’ente.

Sebbene il diritto di accesso debba essere garantito anche per via telematica, per favorire la semplificazione e la digitalizzazione, tale modalità non può trasformarsi in un vincolo stringente che escluda altre forme di presentazione. La modulistica presente sul sito comunale è da considerarsi puramente facoltativa: l’istanza di accesso resta dunque pienamente valida anche se presentata con forme diverse da quelle previste dai regolamenti locali.

Il ragionamento poggia sul primato della disciplina nazionale dettata dagli articoli 22-24 della Legge 241/1990 e dal d.P.R. 184/2006, che definiscono i confini del diritto di accesso. Un regolamento comunale non può, infatti, limitare l’esercizio di un diritto soggettivo o di un interesse legittimo introducendo barriere tecnologiche esclusive non previste dalla legge generale sul procedimento amministrativo.

CONCLUSIONI

In sintesi, la sentenza riafferma il principio del non-formalismo nell’accesso agli atti. La PA ha il compito di agevolare l’interazione con il cittadino tramite strumenti digitali, ma non può sanzionare con l’inammissibilità o l’invalidità le istanze che non utilizzano i portali telematici dedicati, purché la richiesta sia chiaramente identificabile e provenga da un soggetto legittimato.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

  • Per il Dipendente: è necessario prestare massima attenzione alla gestione delle istanze “extra-portale”. Rigettare o ignorare una richiesta di accesso solo perché non presentata tramite la piattaforma informatica dell’ente espone l’amministrazione a soccombenza in sede di ricorso giurisdizionale e il dipendente a possibili responsabilità per inerzia o diniego illegittimo. Gli uffici devono dunque istruire anche le domande pervenute tramite PEC o altri canali tradizionali.
  • Per il Concorsista: il tema rientra pienamente nella materia del Diritto Amministrativo, con particolare riferimento alla Legge 241/1990 (Trasparenza e Accesso). È un caso scuola di rapporto tra fonti (Legge vs Regolamento comunale) e di applicazione del principio di semplificazione che non deve però ledere il diritto di difesa e di partecipazione del cittadino.

PAROLE CHIAVE

Accesso agli atti, Legge 241/1990, Consiglio di Stato, Trasparenza, Piattaforma online, Semplificazione amministrativa.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Consiglio di Stato, sent. n. 4478/2023: stabilisce la natura facoltativa della modulistica online per l’accesso agli atti.
  2. L. 241/1990 (artt. 22-24): norme generali che disciplinano il diritto di accesso ai documenti amministrativi.
  3. d.P.R. 184/2006: regolamento recante disciplina in materia di accesso ai documenti amministrativi.

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