Con la legge di bilancio 2026 sono state apportate alcune modifiche alla disciplina dei c.d. affitti brevi di cui all’art. 4 del DL 50/2017. In particolare è disposto che oltre la soglia di due immobili scatti in automatico la presunzione di attività imprenditoriale.
La L.R. 16/2004 dell’E.R. all’art. 12 definisce l’attività di “appartamenti ammobiliati ad uso turistico” come quell’attività svolta fuori dall’esercizio d’impresa in cui proprietari e usufruttari concedono in locazione a turisti immobili con contratti inferiori a sei mesi, in numero non superiore a tre.
A livello regionale i c.d. affitti brevi sono inglobati nell’attività di cui all’art. 12 della L.R. (l’unico modo che hanno per ottenere il CIN è quello di avviare una attività ai sensi del citato art. 12).
Qual è il limite di appartamenti applicabile? In materia di turismo la competenza legislativa è regionale, in materia fiscale la competenza è statale…
Affitti Brevi e Presunzione di Impresa: Cosa Devi Sapere
CONTENUTO
Gli affitti brevi, definiti come contratti di locazione di immobili ad uso abitativo con una durata massima di 30 giorni, sono regolati dall’articolo 4 del D.L. 50/2017. Questi contratti possono essere stipulati da persone fisiche che non esercitano un’attività d’impresa. Tuttavia, a partire dal 1° gennaio 2026, la Legge di Bilancio 2026 introduce una significativa modifica: la soglia per la presunzione legale di impresa scende da 4 a 2 immobili. Ciò significa che, dal terzo immobile in poi, il locatore sarà considerato un imprenditore e dovrà aprire una partita IVA e adottare il regime fiscale previsto per le imprese, in base all’articolo 1, comma 595, della Legge 178/2020.
Inoltre, la tassazione per i redditi derivanti da affitti brevi prevede l’applicazione della cedolare secca, con un’aliquota del 21% per il primo immobile e del 26% per gli immobili successivi. È importante notare che l’offerta di servizi extra, oltre a quelli di pulizia e fornitura di biancheria, può accelerare il riconoscimento della presunzione di impresa.
Queste norme si applicano non solo ai proprietari degli immobili, ma anche a comodatari e sublocatari, ampliando così il campo di applicazione della normativa.
CONCLUSIONI
La modifica della soglia per la presunzione di impresa rappresenta un cambiamento significativo per chi gestisce affitti brevi. È fondamentale che i locatori siano consapevoli delle implicazioni fiscali e normative derivanti da questa nuova regolamentazione, per evitare sanzioni e problematiche legate alla gestione degli immobili.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, la conoscenza di queste normative è cruciale, soprattutto per coloro che aspirano a ruoli legati alla gestione del territorio e dell’urbanistica. Comprendere le regole sugli affitti brevi e la presunzione di impresa può rivelarsi utile anche in ambito concorsuale, dove la capacità di interpretare e applicare la normativa vigente è spesso valutata.
PAROLE CHIAVE
Affitti brevi, presunzione di impresa, partita IVA, cedolare secca, normativa fiscale, Legge di Bilancio 2026.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- D.L. 50/2017, art. 4
- Legge 178/2020, art. 1, co. 595
- Legge di Bilancio 2026
- Normativa fiscale sugli affitti brevi
- Cedolare secca e aliquote applicabili

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In verità, anche a livello aministrativo, per la locazione imprenditoriale si applica l’art. 13-ter del DL 145/2023 e quindi la SCIA da presentare al SUAP. In questo caso, la LR si applica in via residuale.
Vedi: Legge bilancio 2026 e locazioni turistiche - n°3 da mario.maccantelli
Sulla necessità di SCIA per la locazione imprenditoriale non c’è dubbio, anche la LR lo prevede, il problema è a monte su quale normativa applicare sulla locazione di tre immobili (senza altri elementi che suggeriscano la forma imprenditoriale, anche perchè, comprensibilmente, gli uffici della regione ritengono applicabile la disciplina regionale