Asociazione che mette a disposizione caffe e merendine confezionate in teatro pubblico

Buongiorno, mi è stata posta questa domanda e sinceramente non so rispondere: un’associazione vorrebbe dare la possibilità ai fruitori di un teatro comunale di poter rifocillarsi con un macchina del caffè messa a disposizione dell’associazione insieme alle cialde del caffè e con merendine confezionate messe sempre a disposizione dell’associazione chiedendo in cambio solo un contributo volontario. A vostro avviso che pratica suap devo far fare?
Grazie dell’aiuto. Elisa

La cessione di beni da parte di associazioni o ETS in cambio di un contributo volontario in denaro (“a offerta libera”) non è considerata “commercio” se è effettuata nell’ambito di raccolte fondi occasionali e a scopi puramente benefici, solidaristici o di ricerca.
Se invece diventa un’attività continua, sistematica e in qualche modo strutturata (come sembra di capire che dovrebbe avvenire nel caso in questione), allora si configura come un’attività commerciale vera e propria, con quello che ne consegue sul piano amministrativo e fiscale, e quindi l’affare si complica parecchio…

Trattandosi di cessione di alimenti, poi, la cosa comporterebbe inoltre il rispetto delle norme igienico-sanitarie e il possesso dei requisiti professionali (anche se per quest’ultimo punto - cioè la necessità dei requisiti professionali - potrebbe valere l’esenzione riservati ai casi in cui l’accesso ai locali è consentito solo previo possesso di un titolo di ingresso).

Un altro aspetto da valutare: se il comune intende integrare gli spettacoli offerti dal teatro comunale con un servizio di piccolo ristoro dovrebbe partire con un bando pubblico.

La questione va analizzata scindendo il profilo igienico-sanitario (obbligatorio in ogni caso) da quello commerciale/abilitativo SUAP (dipendente dalle reali modalità erogative e dalla gratuità dell’attività).

1. Profilo Igienico-Sanitario (Sempre Obbligatorio)

A prescindere dal regime no-profit dell’associazione e dalla formula del “contributo volontario”, la messa a disposizione di alimenti e bevande al pubblico del teatro (seppur limitata a cialde e merendine confezionate) qualifica l’associazione come OSA (Operatore del Settore Alimentare) ai sensi dei Regolamenti CE n. 178/2002 e n. 852/2004.

  • Pratica SUAP richiesta: Presentazione della Notifica Sanitaria ai sensi dell’art. 6 del Reg. CE 852/2004 (registrazione stabilimento/attività alimentare) per il tramite dello sportello SUAP, destinata alla ASL di competenza.

  • Adempimenti gestionali: Trattandosi di soli prodotti preconfezionati a basso rischio (bevande calde da cialde sigillate e snack confezionati), la notifica è a regime semplificato. L’associazione dovrà comunque garantire un piano essenziale di autocontrollo (HACCP), la tracciabilità dei prodotti, il rispetto delle date di scadenza e la pulizia/sanificazione periodica della macchina del caffè.

2. Profilo Commerciale e Titolo Abilitativo SUAP

Sul piano commerciale e amministrativo, la pratica da trasmettere al SUAP varia a seconda delle modalità concrete di erogazione:

  • Ipotesi A: Effettiva gratuità / Offerta di cortesia (Contributo 100% libero e non vincolante)

    • Inquadramento: Se il contributo è realmente un’offerta spontanea e facoltativa (senza importi minimi suggeriti, listini o condizionamenti all’erogazione del prodotto), l’attività non ha natura commerciale né d’impresa.

    • Pratica SUAP: Non occorre alcuna SCIA commerciale. È sufficiente la sola Notifica Sanitaria di cui al punto 1.

  • Ipotesi B: Contributo volontario con importo minimo o assimilato a corrispettivo

    • Inquadramento: Se il “contributo volontario” prevede un importo minimo caldeggiato o è preteso per accedere al punto ristoro, gli organi di vigilanza (Polizia Locale/ASL) la riqualificano come somministrazione di alimenti e bevande aperta al pubblico.

    • Pratica SUAP: Occorre presentare una SCIA per Somministrazione Temporanea di alimenti e bevande (ex D.Lgs. 222/2016, Tabella A, Sezione I), riferita alle giornate di spettacolo o alla stagione teatrale, con indicazione dei requisiti morali dei responsabili.

  • Ipotesi C: Installazione di distributore automatico (Vending)

    • Inquadramento: Se la macchina è un distributore automatico azionabile direttamente dall’utente (anche a gettoni/monete):

    • Pratica SUAP: Si applica la disciplina della vendita/somministrazione mediante distributori automatici (art. 17 D.Lgs. 114/1998). Di norma, la Notifica Sanitaria e la comunicazione di installazione dei distributori sul territorio comunale gravano direttamente sulla ditta proprietaria/gestrice del distributore automatizzato, non sul singolo ente ospitante.

3. Verifiche di Natura Convenzionale col Comune

Essendo la struttura un teatro comunale, oltre alla pratica SUAP è necessario verificare:

  1. Atto di concessione/convenzione d’uso: Verificare che l’accordo di utilizzo del teatro tra il Comune (Settore Patrimonio/Cultura) e l’associazione preveda la possibilità di posizionare macchinari ed erogare alimenti e bevande negli spazi comuni o nel foyer.

  2. Idoneità dei locali: Accertare la presenza di allacciamenti elettrici a norma e punti d’acqua/servizi idonei nelle vicinanze della postazione.