il nuovo codice degli incentivi si applicherebbe al comune solo per la parte dei principi generali, per cui l’ente deve coordinarsi con le nuove disposizioni nei propri interventi.
l’art. 9 rubricato in attuazione, elenca le cause di esclusione tassative all’accesso alle agevolazioni: si applica direttamente anche agli enti locali?
No, l’articolo 9 del Codice degli incentivi (D.Lgs. 184/2025) non si applica direttamente ed erga omnes alle misure di incentivo definite autonomamente dagli enti locali.
L’ente locale non subisce l’applicazione automatica e diretta dell’art. 9 sui propri bandi di agevolazione, ma è tenuto ad un adeguamento/coordinamento dei propri atti aziendali e regolamentari con i principi generali dettati dal Codice.
Quadro di riferimento per i Comuni
Riparto di competenze (Art. 117 Cost. e Art. 1 D.Lgs. 184/2025)
Il Codice degli incentivi (attuativo della L. 160/2023) armonizza la disciplina generale per la concessione di agevolazioni alle imprese. Per gli enti territoriali (Regioni ed Enti Locali), le disposizioni operative del Codice fungono da norme di principio e di coordinamento della finanza pubblica e del sistema economico. Gli enti locali si conformano a tali principi nell’esercizio dell’autonomia regolamentare garantita dalla Costituzione.
Perché l’art. 9 non è “direttamente applicabile” al bando comunale?
Le cause di esclusione previste dall’art. 9 (come la mancata stipula delle polizze catastrofali, la non regolarità contributiva DURC, le violazioni antimafia o le condotte ostative in materia di delocalizzazione/sicurezza) costituiscono la disciplina di dettaglio procedimentale per gli incentivi a titolarità statale/ministeriale.
Per le agevolazioni ed i contributi a titolarità del Comune (finanziati con fondi propri o nell’ambito di interventi locali di sviluppo economico), l’amministrazione comunale deve recepire e coordinare tali requisiti ostativi nei propri avvisi/regolamenti, nell’ambito del proprio ordinamento.
Incentivi cofinanziati o a titolarità statale gestiti dal Comune
Qualora il Comune agisca come mero soggetto gestore/attuatore di una misura d’incentivo istituita a livello nazionale (o delegata dallo Stato), la disciplina dell’art. 9 trova invece applicazione vincolata in virtù della norma statale istitutiva della misura.
Cosa deve fare concretamente il Comune?
Adeguamento del Regolamento per la concessione di contributi/agevolazioni alle imprese: Nel disciplinare i bandi locali per il sostegno al tessuto economico e imprenditoriale, il Comune deve richiamare e integrare le cause tassative di esclusione previste dal Codice tra i requisiti generali di ammissibilità soggettiva.
Interoperabilità e banche dati: Per le verifiche sul possesso dei requisiti e l’assenza di cause ostative, il Comune deve avvalersi dei servizi digitali integrati (RNA - Registro Nazionale Aiuti di Stato e Piattaforma Incentivi.gov.it) secondo i principi di semplificazione e digitalizzazione fissati dal decreto.