Decreto di revoca di disconoscimento della cittadinanza italiana del consolato

In seguito ad una nota del Consolato con la quale comunica che bisogna annullare gli atti di un’ intera famiglia poiché il discendente femminile è nato prima del 1/01/1948 non poteva trasmettere la cittadinanza italiana.

Premesso che un atto era stato già trascritto nel 2023, l’ ufficiale di stato civile avanza istanza di cancellazione di un, ai sensi dell’ art 95 del DPR 396/2000, nel mese di aprile 2025.

Viene fissata l’ udienza di comparizione, alla quale si presenta l’ ufficiale, ma il ricorso non viene accolto perché nel frattempo è intervenuta una sentenza del Tribunale di Potenza numero 308 del 2024, in base alla quale la titolarità della cittadinanza italiana deve ritenersi riconosciuta anche ai figli di madre cittadina che non l’avevano acquistata perché nati anteriormente al 1 gennaio 1948 e, conseguentemente, ai loro discendenti.

In conseguenza di ciò, il Consolato comunica di dover annullare il decreto di disconoscimento della cittadinanza italiana non solo al resistente ma dell’ intera famiglia, e inoltre chiede parere all’ ufficiale di stato civile, fermo restando che dovrà rinviare gli atti di stato civile dell’ intera famiglia corredati dal mod cons 01 al fine di trascriverli e iscriverli all’ AIRE, al contempo si chiede cosa deve richiedere ancora l’ ufficiale e che parere deve inviare?

Urge fare una precisazione, che la sentenza sopra citata è stata emessa in data successiva alla trasmissione degli atti da parte del Consolato, ma in data antecedente alla presentazione dell’ istanza da parte dell’ ufficiale di stato civile.

Ecco l’analisi della situazione attuale e le indicazioni operative su cosa deve fare l’Ufficiale di Stato Civile (USC), cosa richiedere e quale parere inviare.

1. Il quadro della situazione

  1. L’istanza dell’USC (art. 95 DPR 396/2000): L’Ufficiale ha agito correttamente ad aprile 2025, basandosi sulla prima nota del Consolato. Il rigetto del Tribunale non è avvenuto per un errore dell’USC, ma perché il Giudice ha applicato un orientamento giurisprudenziale (la Sentenza del Tribunale di Potenza n. 308/2024) favorevole al riconoscimento dello status di cittadini.

  2. La posizione del Consolato: Preso atto della pronuncia del Tribunale (che verosimilmente ha efficacia di giudicato o comunque detta una linea insuperabile per la pubblica amministrazione), il Consolato ha revocato il proprio diniego. Questo significa che la cittadinanza della famiglia è a tutti gli effetti valida e riconosciuta.

  3. L’atto del 2023: L’atto già trascritto nel 2023, per il quale il Tribunale ha respinto la cancellazione, resta valido e intatto nei registri. Non c’è più bisogno di toccarlo.

2. Cosa deve richiedere l’Ufficiale di Stato Civile?

Prima di procedere alle nuove trascrizioni e alle iscrizioni AIRE, l’USC deve assicurarsi che il fascicolo sia completo e legalmente inattaccabile. Al Consolato vanno richiesti:

  • Copia conforme della Sentenza n. 308/2024 del Tribunale di Potenza munita del certificato di passaggio in giudicato (se il Consolato ha agito in forza di quel giudizio specifico che vincola le parti).

    • Nota di cautela: Se la sentenza di Potenza riguardava specificamente questa famiglia, l’atto del giudice è il titolo stesso del riconoscimento. Se invece il Consolato ha usato la sentenza di Potenza solo come “precedente illustre” per cambiare il proprio orientamento interno in via amministrativa, il Consolato deve inviare il proprio formale Decreto di revoca/annullamento dell’originario provvedimento di diniego.
  • Gli atti di stato civile dell’intera famiglia (nascite, matrimoni), debitamente legalizzati/apostillati e tradotti in italiano, ad eccezione di quello già trascritto nel 2023.

  • I modelli Cons 01 debitamente compilati per ciascun membro del nucleo familiare da iscrivere in AIRE.

  • L’attestazione consolare di “non rinuncia” alla cittadinanza italiana da parte degli avi (ove non fosse già allegata alla documentazione originaria).

3. Quale parere deve inviare l’Ufficiale di Stato Civile?

Il Consolato chiede un “parere” all’USC. In questo contesto, il parere dell’Ufficiale deve essere un parere tecnico-giuridico favorevole alla definizione bonaria e alla regolarizzazione della posizione dello stato civile della famiglia, formulato nei seguenti termini:

Contenuto del Parere da inviare al Consolato:

  1. Presa d’atto del rigetto del ricorso ex art. 95: L’USC comunica formalmente che il Tribunale adito per la cancellazione dell’atto del 2023 ha respinto il ricorso, proprio in virtù dell’orientamento espresso dalla giurisprudenza (citando la sentenza n. 308/2024). Di conseguenza, l’atto del 2023 conserva piena validità.

  2. Esito favorevole alla trascrizione: L’USC esprime parere favorevole al ricevimento e alla successiva trascrizione degli atti di stato civile dei restanti membri della famiglia, nonché alla loro iscrizione AIRE, in quanto il quadro giuridico (consolidato dal dietrofront del Consolato e dal rigetto del Tribunale) riconosce pienamente lo status iure sanguinis del nucleo familiare.

  3. Condizione sospensiva: Il parere deve specificare che si procederà alle trascrizioni e alle comunicazioni AIRE non appena codesta Autorità Consolare farà pervenire gli atti originali completi di traduzione, legalizzazione e i relativi Mod. Cons 01.

In sintesi: come procedere operativamente

Non c’è più alcun contenzioso in atto. L’USC non rischia nulla: ha attivato l’art. 95 quando i presupposti amministrativi lo richiedevano, e l’autorità giudiziaria ha sbarrato la strada blindando la cittadinanza del richiedente.

L’USC deve ora rispondere al Consolato dicendo: “Preso atto del rigetto del Tribunale e della revoca del vostro diniego, si esprime parere favorevole alla regolarizzazione della famiglia. Restiamo in attesa degli atti cartacei/digitali completi e dei modelli Cons 01 per procedere a trascrizioni e iscrizioni AIRE”.