Food Truck in area privata di pertinenza di capannone industriale (Toscana)

Buongiorno, ho un po’ spulciato in altri quesiti simili ma avrei bisogno di un ulteriore chiarimento.

Premesso che, ai sensi dell’art. 32 L.R. 61/2018, si intende:

  • per commercio su aree pubbliche l’attività di vendita al dettaglio e di somministrazione di alimenti e bevande effettuata sulle aree pubbliche o su aree private delle quali il comune abbia la disponibilità,

  • per posteggio, le parti delle aree pubbliche o private di cui il comune abbia la disponibilità che vengono date in concessione per l’esercizio dell’attività commerciale.

Venendo meno l’area pubblica (o privata in disponibilità), l’attività credo di aver capito che non possa essere inquadrata nel “commercio su aree pubbliche” e, pertanto, rientrerebbe nel commercio al dettaglio in sede fissa e, come tale, necessiterebbe dei relativi titoli abilitativi per lo svolgimento dell’attività oltre che di destinazione d’uso dell’area conforme agli strumenti urbanistico-edilizi nonché di verifica per gli aspetti igienico-sanitari e per la nuova disposizione degli spazi (parcheggi di relazione o pertinenziali).

E’ corretto?

Quanto sopra poiché ci è stato richiesto se sia possibile posizionare un food truck (panini, bevande, ecc.) nell’area esterna di un capannone della zona industriale in cui viene effettuato il deposito e la vendita all’ingrosso di acque, bevande e prodotti alimentari confezionati con anche vendita al dettaglio degli stessi.

Detto food truck sarebbe collocato nell’area esterna del capannone, su area privata quindi, in uno spazio appositamente destinato nel piazzale antistante l’ingresso, all’interno della recinzione del capannone e sarebbe gestito dagli stessi titolari dell’ingrosso.

Nel caso in cui non si frapponessero ostacoli dal punto di vista urbanistico-edilizio, sarebbe possibile lo svolgimento di una simile attività? Sarebbe necessario un servizo igienico per i clienti?

Sì, è un tema molto discusso ma le tue osservazioni sono giuste. Vedi qua:

Se ok, da un punto di vista urbanistico edilizio, e si potesse presentare una procedura per la sede fissa (come fosse un chiosco su area privata) si potrebbe fare a meno del bagno se restasse un esercizio di commercio. Se fosse un esercizio di vera e propria somm.ne, allora il bagno occorrerebbe

Un’ulteriore precisazione: attualmente insieme all’attivtà di ingrosso già viene esercitata la vendita al minuto all’interno del capannone, qualora potessero posizionare nell’area esterna il furgoncino, diventerebbe un’altra unità locale e quindi tenuti a presentare un nuovo avvio di esercizio di vicinato oppure è sufficiente che comunichino la variazione della notifica sanitaria?