Giustizia Amministrativa - Gallone G., Risultato e discrezionalità indirizzata tra modello teorico e verifiche applicative. Alcune riflessioni attorno al libro di Sergio Perongini “Le nuove categorie dogmatiche della discrezionalità amministrativa” Giustizia Amministrativa - Gallone G., Risultato e discrezionalità indirizzata tra modello teorico e verifiche applicative. Alcune riflessioni attorno al libro di Sergio Perongini “Le nuove categorie dogmatiche della discrezionalità amministrativa”
Discrezionalità indirizzata e Principio del Risultato: riflessioni sul d.lgs. 36/2023 e le nuove categorie dogmatiche
CONTENUTO
Il dibattito dottrinale recente, alimentato dal contributo di Gallone G. in merito all’opera di Sergio Perongini dal titolo “Le nuove categorie dogmatiche della discrezionalità amministrativa”, pone l’accento su una trasformazione profonda del potere decisionale della Pubblica Amministrazione. Il nucleo della riflessione risiede nella distinzione tra le norme che disciplinano la comparazione degli interessi e le norme che indirizzano la scelta verso un esito preferenziale stabilito dal legislatore.
Si approda così alla definizione di “discrezionalità indirizzata”, intesa come un giudizio interpretativo dove l’attività dell’amministrazione non è più una libera ponderazione, ma è orientata ex ante verso un risultato specifico. Questo mutamento trova il suo fondamento normativo principale nel nuovo Codice dei Contratti Pubblici, specificamente all’art. 4, c. 4, d.lgs. 36/2023, il quale eleva il principio del risultato a criterio interpretativo e applicativo prioritario.
Il modello teorico della discrezionalità indirizzata trova riscontro in diverse verifiche applicative citate nell’analisi, tra cui:
- La disciplina degli abusi edilizi di cui all’art. 31 d.P.R. 380/2001, dove l’attività repressiva è strettamente vincolata al ripristino della legalità violata.
- Le verifiche previste dall’art. 94, commi 3-4, codice antimafia, in cui il potere amministrativo è orientato alla tutela della pubblica sicurezza e della libera concorrenza contro le infiltrazioni criminali.
Secondo la tesi di Perongini, ripresa da Gallone, la discrezionalità si trasforma: non è più solo mediazione, ma perseguimento di un esito preferenziale che la norma indica come ottimale.
CONCLUSIONI
L’effetto pratico di questo orientamento è il superamento di una visione della discrezionalità come “libertà nei fini”. Oggi l’amministrazione è chiamata a interpretare il proprio potere come uno strumento per raggiungere il “risultato” indicato dalla legge, riducendo lo spazio di manovra arbitrario a favore di una scelta tecnica e interpretativa guidata dal dettato normativo.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
- Per il Dipendente: è necessario porre estrema attenzione alla motivazione degli atti, che deve ora riflettere non solo il bilanciamento degli interessi, ma soprattutto la coerenza con il principio del risultato e il raggiungimento dell’obiettivo prefissato dalle norme d’indirizzo (come il d.lgs. 36/2023). L’inosservanza di tali indirizzi può rilevare in sede di valutazione della performance e responsabilità amministrativa.
- Per il Concorsista: il tema ricade centralmente nel Diritto Amministrativo (teoria della discrezionalità) e nella disciplina dei contratti pubblici. È fondamentale collegare l’istituto della discrezionalità con l’art. 4, c. 4, d.lgs. 36/2023 e distinguere tra discrezionalità “pura” e “indirizzata” nelle prove scritte e orali.
PAROLE CHIAVE
Discrezionalità amministrativa, Principio del risultato, Discrezionalità indirizzata, d.lgs. 36/2023, Codice Antimafia, d.P.R. 380/2001.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- Art. 4, c. 4, d.lgs. 36/2023: Definisce il principio del risultato come criterio prioritario per l’esercizio del potere discrezionale e per l’interpretazione delle clausole contrattuali.
- Art. 31 d.P.R. 380/2001: Disciplina gli interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali, orientando l’azione amministrativa verso la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi.
- Art. 94, commi 3-4, d.lgs. 159/2011 (Codice Antimafia): Regola gli effetti delle comunicazioni e informazioni antimafia interdittive, indirizzando la discrezionalità verso la preclusione dei rapporti contrattuali con soggetti a rischio infiltrazione.
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