Giustizia Amministrativa - News UM n. 91/2026. L’Adunanza plenaria riconosce al giudice amministrativo il potere di accertare il quantum del rimborso delle spese legali https://share.google/ujbZOeSYrPeh6BGJs

Giustizia Amministrativa - News UM n. 91/2026. L’Adunanza plenaria riconosce al giudice amministrativo il potere di accertare il quantum del rimborso delle spese legali Giustizia Amministrativa - News UM n. 91/2026. L’Adunanza plenaria riconosce al giudice amministrativo il potere di accertare il quantum del rimborso delle spese legali

Adunanza Plenaria n. 3/2026: il giudice amministrativo può determinare direttamente il quantum del rimborso spese legali

CONTENUTO

Con la sentenza 8 luglio 2026, n. 3, l’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato ha espresso un principio fondamentale in materia di diritto al rimborso delle spese legali per i dipendenti pubblici. La questione centrale riguarda l’ampiezza dei poteri del giudice amministrativo nel caso in cui il parere di congruità dell’Avvocatura dello Stato risulti carente di motivazione.

Secondo l’orientamento sancito dalla Plenaria, il giudice non deve limitarsi al solo annullamento dell’atto viziato, ma ha il potere di accertare e determinare direttamente la somma spettante al dipendente a titolo di rimborso. Tale decisione si fonda su un’interpretazione evolutiva dell’art. 18 d.l. 67/1997, convertito in l. 135/1997, e risponde ai principi di:

  • Effettività della tutela: garantendo al cittadino-dipendente una risposta celere e definitiva senza costringerlo a nuovi passaggi amministrativi.
  • Concentrazione della tutela: evitando la frammentazione dei giudizi e assicurando che la pretesa economica venga soddisfatta direttamente in sede giurisdizionale.

Il ragionamento dei giudici di Palazzo Spada chiarisce che, a fronte di un parere dell’organo consultivo (l’Avvocatura) privo di un adeguato supporto motivazionale, il giudice può sostituirsi nell’attività di quantificazione del quantum, superando la tradizionale distinzione tra giurisdizione di legittimità e di merito in funzione della pienezza della protezione del diritto soggettivo coinvolto.

CONCLUSIONI

L’effetto pratico della pronuncia è l’eliminazione dei tempi morti derivanti dai rinvii all’amministrazione per la rideterminazione della spesa. Una volta riscontrato il vizio di motivazione nel parere di congruità, la misura del rimborso viene fissata direttamente dalla sentenza, accelerando la chiusura del contenzioso economico.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

  • Per il Dipendente: maggiore certezza nella riscossione dei rimborsi legali dovuti per cause inerenti al servizio. Non è più necessario attendere una nuova (e potenzialmente errata) deliberazione amministrativa dopo una vittoria in tribunale, poiché il giudice ha ora il “potere-dovere” di quantificare la somma, riducendo i rischi di inerzia dell’ente o di nuove lungaggini burocratiche.
  • Per il Concorsista: il tema ricade nell’ambito della Giustizia Amministrativa (poteri del giudice e tipologia di azioni) e del Rapporto di Lavoro alle Dipendenze della P.A. È fondamentale collegare questa sentenza ai principi costituzionali del giusto processo e all’istituto del rimborso spese legali ex l. 135/1997.

PAROLE CHIAVE

Giustizia Amministrativa, Rimborso spese legali, Adunanza Plenaria, Parere di congruità, Avvocatura dello Stato, Effettività della tutela, Dipendente pubblico.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Sentenza Consiglio di Stato, Adunanza plenaria, 8 luglio 2026, n. 3: stabilisce il potere del GA di determinare il quantum del rimborso in caso di parere di congruità non motivato.
  2. Art. 18 d.l. 67/1997 (conv. in l. 135/1997): base normativa che disciplina il rimborso delle spese legali per i dipendenti della Pubblica Amministrazione.

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