Giustizia Amministrativa - Normativa anticorruzione e whistleblowing: finalità preventive, tutela del segnalante e accertamento della ritorsività https://share.google/BFbg2q1PvccgJ0MV4
Consiglio di Stato n. 615/2020: Whistleblowing e tutela del segnalante tra prevenzione della corruzione e ruolo sanzionatorio dell’ANAC
CONTENUTO
Il Consiglio di Stato, Sez. I, con il parere 24 marzo 2020, n. 615, ha analizzato la disciplina delle Linee guida ANAC in materia di whistleblowing nel settore pubblico. Il quadro normativo di riferimento si fonda sull’art. 54-bis d.lgs. 165/2001 e sulla l. 179/2017, norme cardine per la prevenzione dei fenomeni corruttivi all’interno della Pubblica Amministrazione.
L’istituto del whistleblowing non ha una funzione meramente punitiva, ma persegue primariamente finalità preventive. La disciplina mira a creare un ambiente lavorativo in cui l’emersione di condotte illecite sia incentivata e protetta. Il cuore della tutela risiede nella protezione del dipendente pubblico che segnala illeciti (il “segnalante”) da qualsiasi forma di misura ritorsiva che potrebbe subire a seguito della sua segnalazione.
Secondo quanto stabilito dal Consiglio di Stato, spetta all’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) un ruolo centrale in questo processo:
- L’accertamento della ritorsività: l’Autorità ha il compito di verificare se i provvedimenti adottati dall’amministrazione nei confronti del segnalante (come sanzioni disciplinari, demansionamenti o trasferimenti) siano effettivamente conseguenti alla segnalazione effettuata.
- L’irrogazione delle sanzioni: qualora venga accertata la natura ritorsiva della misura, l’ANAC ha il potere di applicare le sanzioni previste dalla legge.
CONCLUSIONI
La pronuncia n. 615/2020 ribadisce che la tutela del whistleblower è un pilastro della legalità amministrativa. Il sistema garantisce che la segnalazione non si trasformi in un pregiudizio per la carriera del dipendente, affidando a un’autorità terza (ANAC) il controllo ispettivo e sanzionatorio.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
- Per il Dipendente: è fondamentale conoscere le procedure interne di segnalazione e la protezione garantita dall’art. 54-bis d.lgs. 165/2001. L’adozione di misure ritorsive contro un collega che ha segnalato illeciti espone i dirigenti e i responsabili a pesanti sanzioni amministrative pecuniarie irrogate direttamente dall’ANAC, oltre a possibili profili di responsabilità disciplinare e dirigenziale.
- Per il Concorsista: il tema rientra pienamente nella materia del Diritto Amministrativo e della Legislazione Anticorruzione. È strettamente collegato agli obblighi di comportamento previsti dal Codice di comportamento dei dipendenti pubblici e alla trasparenza amministrativa. È un argomento frequente nelle prove d’esame relative al rapporto di lavoro alle dipendenze della PA.
PAROLE CHIAVE
Whistleblowing, ANAC, Anticorruzione, Art. 54-bis d.lgs. 165/2001, Misure ritorsive, Tutela del segnalante, L. 179/2017.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- Consiglio di Stato, Sez. I, 24 marzo 2020, n. 615: Parere sulle Linee guida ANAC relative alla protezione del dipendente pubblico che segnala illeciti.
- Art. 54-bis d.lgs. 165/2001: Norma che disciplina la tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti, stabilendo il divieto di ritorsione.
- L. 179/2017: Legge recante disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato.
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