Giustizia Amministrativa - Precettazione dello sciopero e motivazione su necessità ed urgenza Giustizia Amministrativa - Precettazione dello sciopero e motivazione su necessità ed urgenza
TAR Lazio n. 22/2025: L’ordinanza di precettazione dello sciopero richiede una motivazione rafforzata su necessità e urgenza
CONTENUTO
Il TAR Lazio, Sezione III, con la sentenza n. 22 del 16 gennaio 2025 (e con richiamo all’ordinanza cautelare n. 1289 del 24 gennaio 2025), ha affrontato il delicato tema del bilanciamento tra il diritto di sciopero e la tutela dei diritti costituzionali della persona. Il caso riguarda l’ordinanza di precettazione emanata dal Ministro delegato (o dal Presidente del Consiglio) ai sensi dell’art. 8 della Legge n. 146/1990.
Secondo la normativa, la precettazione è legittima solo in presenza di un fondato pericolo di pregiudizio grave e imminente ai diritti della persona costituzionalmente tutelati. Tuttavia, il TAR ha stabilito l’annullamento del provvedimento a causa di un difetto di motivazione rafforzata. I giudici hanno chiarito che il potere di precettazione, pur essendo di natura discrezionale, incontra limiti rigorosi:
- Esistenza del pericolo: il rischio deve essere fondato, non semplicemente possibile o probabile.
- Elementi fattuali: l’amministrazione deve dimostrare la concretezza e l’eccezionalità del rischio attraverso dati oggettivi.
- Iniziativa ministeriale: qualora il Ministro agisca di propria iniziativa, ovvero senza previa segnalazione della Commissione di garanzia (art. 8, comma 1, L. 146/1990), l’obbligo di motivazione deve essere ancora più stringente e circostanziato.
In sintesi, la sentenza sancisce che la precettazione non può essere un atto “automatistico”, ma deve poggiare su un’istruttoria che ne giustifichi l’assoluta necessità e urgenza.
CONCLUSIONI
La decisione del TAR Lazio rappresenta un precedente fondamentale nel diritto del lavoro e amministrativo. Viene ribadito che la limitazione di un diritto costituzionale, come lo sciopero nei servizi essenziali, richiede un esercizio del potere pubblico estremamente trasparente e supportato da una motivazione analitica, che provi l’impossibilità di tutelare i cittadini con misure meno restrittive.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
- Per il Dipendente: è fondamentale prestare attenzione alla tenuta motivazionale degli atti restrittivi delle libertà individuali o sindacali. L’adozione di provvedimenti basati su motivazioni generiche o non supportate da elementi di fatto concreti espone l’amministrazione al rischio di annullamento in sede giurisdizionale e a potenziali profili di responsabilità per l’illegittimità dell’azione amministrativa.
- Per il Concorsista: il tema è centrale nella materia del Diritto Amministrativo (discrezionalità amministrativa e obbligo di motivazione dell’atto) e del Diritto del Lavoro (disciplina dello sciopero nei servizi pubblici essenziali). È utile collegare questa pronuncia al principio di legalità e al sindacato del giudice amministrativo sull’eccesso di potere.
PAROLE CHIAVE
Sciopero, Precettazione, Servizi pubblici essenziali, Motivazione rafforzata, TAR Lazio, Legge 146/1990, Diritti costituzionali.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- Legge n. 146/1990, art. 8: disciplina il potere di ordinanza (precettazione) per garantire il godimento dei diritti della persona costituzionalmente tutelati in occasione di scioperi.
- TAR Lazio, Sez. III, sent. n. 22/2025: sentenza che annulla l’ordinanza di precettazione per carenza di motivazione adeguata su necessità e urgenza.
- TAR Lazio, ordinanza cautelare n. 1289/2025: provvedimento cautelare collegato alla decisione di merito sulla precettazione.
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