Giustizia Amministrativa - Sull’inapplicabilità dello scorrimento delle graduatorie alle procedure riservate al personale interno per l’accesso alla qualifica dirigenziale Giustizia Amministrativa - Sull'inapplicabilità dello scorrimento delle graduatorie alle procedure riservate al personale interno per l'accesso alla qualifica dirigenziale
Consiglio di Stato n. 4361/2026: Inapplicabile lo scorrimento delle graduatorie per i concorsi interni alla dirigenza
CONTENUTO
Con la sentenza 1° giugno 2026, n. 4361, il Consiglio di Stato, sez. V, ha chiarito un confine fondamentale in materia di reclutamento e progressioni di carriera nella Pubblica Amministrazione. I giudici hanno stabilito che l’istituto dello scorrimento delle graduatorie non trova applicazione nelle procedure comparative riservate al personale interno finalizzate all’accesso alla qualifica dirigenziale.
Secondo l’orientamento espresso, tale meccanismo — che consente l’assunzione degli idonei non vincitori in caso di successive vacanze organiche — è una prerogativa esclusiva dei concorsi pubblici rivolti all’esterno. Nel caso delle selezioni interne, la graduatoria mantiene la propria efficacia limitatamente ai posti originariamente messi a bando.
Il ragionamento della Sezione V si fonda sulla distinzione tra l’accesso dall’esterno e le manovre di progressione verticale interna. L’amministrazione, pertanto, non ha l’obbligo di motivare la scelta di non procedere allo scorrimento, in quanto non sussiste un’aspettativa legittima dei candidati idonei oltre i posti messi a concorso. Le norme di riferimento per l’analisi del caso sono l’art. 35, c. 5-ter, d.lgs. 165/2001 e l’art. 63, c. 4, d.lgs. 165/2001.
CONCLUSIONI
L’effetto pratico della pronuncia è una netta restrizione delle possibilità di stabilizzazione per i funzionari interni risultati idonei in procedure riservate. La P.A. non può essere costretta a utilizzare graduatorie interne “scadute” o esaurite rispetto ai posti banditi, preservando la propria discrezionalità organizzativa nel coprire ulteriori posizioni dirigenziali.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
- Per il Dipendente: Il dipendente che partecipa a una selezione interna per la dirigenza deve considerare che l’idoneità non garantisce alcun diritto all’assunzione futura tramite scorrimento. Sul piano operativo, gli uffici risorse umane non sono tenuti a redigere atti motivati per giustificare il mancato scorrimento di graduatorie interne, riducendo il rischio di contenzioso per eccesso di potere.
- Per il Concorsista: Il tema rientra pienamente nella materia del Diritto del Pubblico Impiego (Accesso e progressioni). È fondamentale distinguere, in sede d’esame, tra lo scorrimento come “regola generale” per i concorsi pubblici (ex art. 35 d.lgs. 165/2001) e l’eccezione rappresentata dalle procedure interne per la dirigenza, dove prevale la natura comparativa limitata ai posti banditi.
PAROLE CHIAVE
Scorrimento graduatorie, Dirigenza pubblica, Procedure riservate, Personale interno, Pubblico impiego, Idonei non vincitori.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- Consiglio di Stato, sez. V, sent. 1° giugno 2026, n. 4361: Sentenza cardine che esclude l’obbligo di scorrimento per le procedure interne dirigenziali.
- Art. 35, comma 5-ter, d.lgs. 165/2001: Disciplina generale sull’efficacia e lo scorrimento delle graduatorie nei concorsi pubblici.
- Art. 63, comma 4, d.lgs. 165/2001: Norma relativa alla ripartizione della giurisdizione e alle controversie in materia di concorsi e progressioni.
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