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Cons. Stato n. 2270/2019: l’Intelligenza Artificiale nella PA è legittima solo se conoscibile e non discriminatoria

CONTENUTO

L’integrazione dell’intelligenza artificiale e degli algoritmi nei processi decisionali della Pubblica Amministrazione rappresenta una sfida cruciale per coniugare innovazione e legalità. L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha recentemente ribadito che l’IA deve essere intesa come uno strumento di trasparenza, richiamando l’importante orientamento espresso dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 2270/2019.

Secondo la giurisprudenza amministrativa, l’utilizzo di procedure automatizzate è ammesso a condizione che il procedimento resti conoscibile, controllabile e non discriminatorio. Questi tre pilastri garantiscono che l’azione amministrativa non si trasformi in un sistema opaco, preservando i principi cardine di trasparenza, imparzialità e pubblicità.

Il ragionamento giuridico sottolinea che l’adozione di un algoritmo non esonera l’amministrazione dagli obblighi previsti dalla L. 241/1990, con particolare riferimento alla necessità di motivazione e alla piena sindacabilità dell’atto da parte del giudice. Il quadro normativo trova oggi un punto di riferimento specifico nell’art. 14 L. 132/2025, che si affianca alle disposizioni generali sul procedimento amministrativo per assicurare che la tecnologia sia sempre al servizio del pubblico interesse senza sacrificare i diritti dei cittadini.

CONCLUSIONI

L’effetto pratico di questo orientamento è l’impossibilità di adottare decisioni basate su “scatole nere” tecnologiche. Ogni scelta algoritmica deve essere decodificabile, permettendo di ricostruire l’iter logico seguito dalla macchina, affinché la responsabilità finale resti in capo all’organo amministrativo.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

  • Per il Dipendente: l’operatore deve assicurarsi che i software utilizzati per l’attività istruttoria o decisoria siano accompagnati da una documentazione tecnica che ne spieghi il funzionamento. L’adozione di atti basati su algoritmi discriminatori o privi di criteri conoscibili può esporre a responsabilità amministrativa e all’annullamento degli atti in sede di giustizia amministrativa per difetto di motivazione.
  • Per il Concorsista: il tema ricade nel Diritto Amministrativo, specificamente nel capitolo dedicato alla digitalizzazione della PA e alle nuove frontiere del procedimento amministrativo (L. 241/1990). È fondamentale collegare l’uso dell’IA ai principi di imparzialità (Art. 97 Cost.) e al diritto di accesso, evidenziando come l’algoritmo sia un “atto amministrativo informatico” soggetto ai medesimi limiti di legittimità di quelli tradizionali.

PAROLE CHIAVE

Intelligenza Artificiale, Algoritmi, Pubblica Amministrazione, Trasparenza, Consiglio di Stato, Procedimento Amministrativo, Motivazione dell’atto.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Sentenza Consiglio di Stato n. 2270/2019: definisce i requisiti di conoscibilità, controllabilità e non discriminazione per l’uso degli algoritmi nella PA.
  2. Art. 14 L. 132/2025: disposizione normativa che disciplina l’impiego dell’intelligenza artificiale nel contesto amministrativo.
  3. L. 241/1990: legge generale sul procedimento amministrativo, fondamento degli obblighi di motivazione e trasparenza applicabili anche ai sistemi automatizzati.

Nota: Le sintesi fornite sono generate automaticamente grazie a Gemini (analisi della notizia di origine) e ChatGPT modificato da Omniavis. Puoi chiedere il parere di un esperto umano qui nel forum o continuare la conversazione sulla nostra piattaforma: https://espertorisponde.omniavis.it/. Per una consulenza specifica da parte del team Omniavis inviaci una email a info@omniavis.it. Per un feedback sulla qualità della sintesi invia una email a Marco Scarselli