L’amministrazione, nel contesto di procedure pubbliche, deve operare senza procedere alla “caccia all’errore” (dichiarazione sull’impegno a conformarsi al principio DNSH). - Giurisprudenzappalti https://share.google/hteW7VHRuMZwaxokl

L’amministrazione, nel contesto di procedure pubbliche, deve operare senza procedere alla “caccia all’errore” (dichiarazione sull’impegno a conformarsi al principio DNSH). - Giurisprudenzappalti L’amministrazione, nel contesto di procedure pubbliche, deve operare senza procedere alla “caccia all’errore” (dichiarazione sull’impegno a conformarsi al principio DNSH). - Giurisprudenzappalti

TAR CALABRIA N. 1825/2026: L’AMMINISTRAZIONE NON DEVE PROCEDERE ALLA “CACCIA ALL’ERRORE” NELLE PROCEDURE PUBBLICHE

CONTENUTO

Il TAR Calabria, Catanzaro, Sez. II, con la sentenza n. 1825 del 30 settembre 2026, ha ribadito un principio fondamentale in materia di contratti pubblici: l’attività dell’amministrazione non può e non deve trasformarsi in una sterile “caccia all’errore”.

Il caso specifico riguardava l’esclusione di un operatore economico da una procedura pubblica. L’amministrazione aveva motivato il provvedimento espulsivo lamentando la mancata indicazione della scheda di valutazione relativa al principio DNSH (Do No Significant Harm). Tuttavia, i giudici amministrativi hanno rilevato che l’avviso di gara richiedeva esclusivamente l’impegno a conformarsi a tale principio e non l’allegazione di specifici documenti tecnici o schede di dettaglio.

Il ragionamento del tribunale si fonda sulla necessità di privilegiare la sostanza sulla forma. Nelle procedure di gara, il controllo esercitato dalla Pubblica Amministrazione deve essere improntato a criteri di ragionevolezza e proporzionalità, evitando che formalismi non espressamente previsti dalla lex specialis diventino ostacoli insormontabili per la partecipazione degli operatori economici.

CONCLUSIONI

La pronuncia chiarisce che se un avviso richiede un semplice impegno formale (come nel caso del rispetto del principio DNSH), l’amministrazione non può successivamente escludere un concorrente per la mancanza di elementi integrativi non richiesti esplicitamente. Il controllo sostanziale deve prevalere su interpretazioni eccessivamente rigide e formalistiche che finirebbero per limitare ingiustificatamente la concorrenza.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

  • Per il Dipendente: è necessario prestare massima attenzione alla stesura dei bandi e alla fase di verifica dei requisiti. Un’esclusione basata su requisiti non previsti chiaramente nell’avviso espone l’ente al rischio di ricorsi, con conseguente annullamento degli atti e possibili profili di responsabilità per il ritardo nella conclusione della procedura. L’operato deve essere improntato al principio del controllo sostanziale.
  • Per il Concorsista: il tema ricade nell’ambito del Diritto Amministrativo, con particolare riferimento alla materia dei Contratti Pubblici. È un esempio perfetto del principio di favor participationis e del superamento del formalismo negoziale. Si collega strettamente agli istituti del soccorso istruttorio e ai principi generali di buon andamento e imparzialità della P.A.

PAROLE CHIAVE

DNSH, contratti pubblici, caccia all’errore, principio di sostanza, esclusione operatori, TAR Calabria.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. TAR Calabria, Sez. II, sent. n. 1825 del 30 settembre 2026: Sentenza che annulla l’esclusione di un operatore, sancendo il divieto per l’amministrazione di agire con un approccio formalistico di “caccia all’errore” nelle gare pubbliche.
  2. Principio DNSH (Do No Significant Harm): Criterio ambientale che prevede che gli interventi finanziati non arrechino danni significativi all’ambiente, citato come oggetto dell’impegno richiesto nell’avviso di gara.

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