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Cons. Stato n. 2840/2026: Trasparenza obbligatoria anche per le università non statali per le attività di pubblico interesse

CONTENUTO

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 2840 del 9 aprile 2026 (Sez. V), ha segnato un importante mutamento giurisprudenziale in materia di trasparenza amministrativa. La pronuncia ribalta il precedente orientamento del 2016 (sent. n. 3043), stabilendo che la disciplina sulla trasparenza si applica anche alle università non statali (cosiddette “libere”).

Il ragionamento giuridico muove dal presupposto che la natura privata dell’ente non costituisce un ostacolo all’applicazione degli obblighi di pubblicità qualora l’ente stesso svolga funzioni amministrative o attività di pubblico interesse. Secondo il Collegio, gli obblighi previsti dal d.lgs. 33/2013 devono coprire i compiti istituzionali dell’ateneo, come ad esempio l’erogazione di borse di studio e la gestione dei servizi agli studenti.

Restano invece esclusi dal perimetro della trasparenza gli aspetti puramente organizzativi e negoziali di natura privatistica. Tale orientamento si allinea a quanto già sostenuto dall’ANAC con l’atto di segnalazione n. 7 del 23 luglio 2019, che auspicava l’estensione delle misure anticorruzione a questi enti limitatamente alle attività di pubblico interesse, pur senza imporre l’adozione dei piani triennali preventivi.

CONCLUSIONI

L’effetto pratico della sentenza è l’ampliamento del perimetro soggettivo di applicazione del d.lgs. 33/2013. Le università non statali sono ora tenute a garantire la conoscibilità degli atti relativi alle loro funzioni istituzionali, garantendo il controllo sociale sulla gestione di attività che, pur se poste in essere da soggetti privati, incidono su diritti collettivi (istruzione e servizi).

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

  • Per il Dipendente: Il personale operante presso università non statali o in enti privati che svolgono funzioni analoghe deve prestare massima attenzione alla corretta pubblicazione dei dati relativi a bandi, borse di studio e servizi. L’omissione può configurare responsabilità in ordine alla mancata attuazione degli obblighi di trasparenza, con possibili rilievi da parte dell’ANAC o profili di responsabilità dirigenziale.
  • Per il Concorsista: Il tema ricade nell’ambito del Diritto Amministrativo, con particolare riferimento all’ambito soggettivo di applicazione del d.lgs. 33/2013 (Trasparenza) e della Legge 190/2012 (Anticorruzione). È un classico esempio di come il concetto di “Amministrazione in senso oggettivo” prevalga sulla natura formale del soggetto (pubblico o privato).

PAROLE CHIAVE

Trasparenza amministrativa, Università non statali, Consiglio di Stato, d.lgs. 33/2013, ANAC, Funzioni amministrative, Borse di studio.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Consiglio di Stato, Sez. V, sentenza n. 2840 del 9 aprile 2026: Sentenza che sancisce l’obbligo di trasparenza per le università libere per le attività di pubblico interesse.
  2. D.lgs. n. 33/2013: Testo unico sulla trasparenza che disciplina gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni.
  3. ANAC, Atto di segnalazione n. 7 del 23 luglio 2019: Atto con cui l’Autorità auspicava l’estensione delle misure anticorruzione alle università non statali.
  4. Consiglio di Stato, sentenza n. 3043 del 2016: Precedente orientamento giurisprudenziale, ora superato, che escludeva le università non statali dagli obblighi di trasparenza.

Nota: Le sintesi fornite sono generate automaticamente grazie a Gemini (analisi della notizia di origine) e ChatGPT modificato da Omniavis. Puoi chiedere il parere di un esperto umano qui nel forum o continuare la conversazione sulla nostra piattaforma: https://espertorisponde.omniavis.it/. Per una consulenza specifica da parte del team Omniavis inviaci una email a info@omniavis.it. Per un feedback sulla qualità della sintesi invia una email a Marco Scarselli