La trasparenza per gradi nell’accesso civico generalizzato: il sindacato giudiziale tra controllo della spesa pubblica, riservatezza e sostenibilità amministrativa | Salvis Juribus La trasparenza per gradi nell’accesso civico generalizzato: il sindacato giudiziale tra controllo della spesa pubblica, riservatezza e sostenibilità amministrativa | Salvis Juribus
Consiglio di Stato n. 3159/2026: Limiti all’accesso civico generalizzato massivo per la tutela della sostenibilità amministrativa
CONTENUTO
Il principio della trasparenza, pur rappresentando un asse portante del moderno ordinamento, non costituisce un diritto assoluto e illimitato. Con la sentenza Consiglio di Stato, sez. V, 23 aprile 2026, n. 3159, il Giudice amministrativo ha ribadito la legittimità del diniego opposto dalla Pubblica Amministrazione di fronte a una richiesta di accesso civico generalizzato massivo.
Secondo il ragionamento espresso dai giudici, la richiesta risultava illegittima in quanto concentrata in un arco temporale ridotto, riferibile a un unico centro di interesse e palesemente sproporzionata rispetto alle esigenze di buon andamento dell’azione amministrativa. Il quadro normativo di riferimento è individuato nel d.lgs. 33/2013, art. 5-bis, il quale disciplina i limiti all’accesso FOIA (Freedom of Information Act).
Il sindacato giudiziale, la cui giurisdizione è incardinata dall’art. 133 c.p.a., non deve limitarsi a una verifica formale, ma deve soppesare la trasparenza rispetto a controinteressi fondamentali quali la riservatezza e la sostenibilità amministrativa. In sintesi, l’istanza non può trasformarsi in un onere irragionevole che paralizzi l’attività ordinaria dell’ente.
CONCLUSIONI
La pronuncia conferma che il diritto dei cittadini a conoscere dati e documenti pubblici incontra un limite invalicabile nella necessità di garantire l’efficienza degli uffici. Un accesso “massivo” e concentrato può essere legittimamente respinto se pregiudica la sostenibilità dell’azione amministrativa, bilanciando così il controllo sociale sulla spesa pubblica con il rispetto della privacy.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
- Per il Dipendente: è fondamentale valutare l’impatto organizzativo delle istanze di accesso civico. In presenza di richieste “massive” che rischiano di bloccare l’ufficio, è possibile motivare il diniego facendo leva sul principio di proporzionalità e sostenibilità, evitando così potenziali responsabilità per rallentamenti ingiustificati dei procedimenti ordinari.
- Per il Concorsista: il tema ricade nell’ambito del Diritto Amministrativo, specificamente nel capitolo dedicato alla trasparenza e ai diversi regimi di accesso (L. 241/1990 vs D.lgs. 33/2013). È un importante collegamento con l’art. 97 della Costituzione (buon andamento) e con le norme sulla giurisdizione esclusiva previste dall’art. 133 c.p.a..
PAROLE CHIAVE
Accesso civico generalizzato, FOIA, Consiglio di Stato, Buon andamento, Sostenibilità amministrativa, Riservatezza, Art. 133 c.p.a.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- Consiglio di Stato, sez. V, 23 aprile 2026, n. 3159: Sentenza che stabilisce i limiti alla trasparenza in caso di istanze massive e sproporzionate.
- D.lgs. 33/2013, art. 5-bis: Norma che elenca le eccezioni e i limiti all’accesso civico generalizzato (FOIA).
- Art. 133 c.p.a.: Codice del Processo Amministrativo, definisce la giurisdizione del giudice amministrativo sulle controversie in materia di accesso.
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