LOMBARDIA - rumore somministrazione

Una somministrazione alimenti e bevande ha le seguenti prescrizioni dell’arpa:

  1. aperture (porte finestre e porta accesso) chiuse sempre
  2. parte esterna orario limitato dalle 9 alle 20. dopo tale orario non è accessibile nemmeno per zona fumatori

I vicini si lamentano del rumore sia interno che esterno anche alle ore 1 - 1.30 di notte.
ESATTAMENTE cosa può fare la polizia locale ? e il SUAP ?

si ringrazia

Normativa sul rumore da somministrazione in Lombardia

CONTENUTO

In Lombardia, la gestione del rumore derivante dalle attività di somministrazione, come bar e ristoranti, è disciplinata principalmente dal D.Lgs. 194/2005, che recepisce la Direttiva 2002/49/CE sul contenimento del rumore ambientale. Questo decreto stabilisce l’obbligo per i comuni di redigere piani di azione per la gestione del rumore, che devono essere aggiornati periodicamente. Ad esempio, il Comune di Como ha approvato la Delibera di Giunta n. 128 del 24 aprile 2024, che include un Piano d’Azione per il 2024, estendibile anche alle attività di somministrazione.

In aggiunta, le Regioni hanno la competenza di intervenire in caso di immissioni sonore intollerabili, come previsto dall’articolo 844 del Codice Civile, che consente di ordinare la cessazione delle attività rumorose e di richiedere risarcimenti per i danni causati. È importante notare che, sebbene non esista una Delibera di Giunta Regionale specifica per la somministrazione in Lombardia, si applica la Legge Quadro 447/95, che fornisce un quadro normativo generale per la gestione del rumore.

I comuni sono tenuti ad adottare regolamenti in collaborazione con l’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) per stabilire i limiti di rumore consentiti. Questi limiti possono variare, ma generalmente si attestano tra i 50 e i 65 decibel, a seconda del periodo della giornata (giorno/notte). Le sanzioni per il mancato rispetto di tali normative possono variare da 500 a 50.000 euro, a seconda della gravità della violazione.

CONCLUSIONI

La normativa sul rumore da somministrazione in Lombardia è complessa e richiede un’attenta osservanza da parte dei gestori di attività di somministrazione. È fondamentale che i comuni attuino piani di azione efficaci e che i gestori siano consapevoli delle normative vigenti per evitare sanzioni e garantire un ambiente vivibile per i cittadini.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, la conoscenza della normativa sul rumore è cruciale, poiché possono essere coinvolti nella redazione e nell’applicazione dei regolamenti locali. Comprendere le leggi e i regolamenti pertinenti permette di svolgere un ruolo attivo nella tutela della salute pubblica e nella promozione di un ambiente urbano sostenibile.

PAROLE CHIAVE

Rumore, somministrazione, Lombardia, D.Lgs. 194/2005, Legge Quadro 447/95, ARPA, sanzioni, immissioni sonore.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. D.Lgs. 194/2005 - “Attuazione della direttiva 2002/49/CE relativa alla valutazione e alla gestione del rumore ambientale”.
  2. Legge Quadro 447/95 - “Legge quadro sull’inquinamento acustico”.
  3. Codice Civile, Art. 844 - “Immissioni”.
  4. Delibera Giunta Comunale di Como n. 128 del 24 aprile 2024.

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mi dite esattamente cosa si può fare ?
magari allegando fac simili di atti…

grazie

Il SUAP niente. Il servizio competente comunale, in genere il servizio Ambiente, può inviare il privato a fare una nuova valutazione di impatto acustico e a verificare se le abilitazioni sono in regola. I vigili urbani possono accertare se tali lamentele sono fondate. Se non si risolve in tempi rapidi, il Sindaco, ai sensi dell’art. 9 può impartire limitazioni coattive. La questione è complessa, vedi post come questo: