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Mobilità volontaria nella PA: quando è vietato lo scorrimento della graduatoria | Altalex Page Expired

Cons. Stato n. 11065/2022: lo scorrimento della graduatoria non riattiva la procedura di mobilità volontaria esaurita

CONTENUTO

Il tema della copertura dei posti vacanti nelle Pubbliche Amministrazioni richiede un delicato equilibrio tra le diverse modalità di reclutamento. Secondo quanto stabilito dal Consiglio di Stato, sez. III, con la sentenza 19 dicembre 2022, n. 11065, vige un principio di preclusione circa l’utilizzo dello scorrimento delle graduatorie per finalità di mobilità oltre i termini della procedura stessa.

Il ragionamento espresso dai giudici amministrativi si fonda sull’interpretazione dell’art. 30 d.lgs. 165/2001, norma cardine che disciplina la mobilità volontaria tra amministrazioni diverse. Sebbene la mobilità rappresenti un canale prioritario per la copertura degli organici, la giurisprudenza citata chiarisce che lo scorrimento della graduatoria non può essere trasformato in uno strumento per determinare la reviviscenza di una procedura di mobilità che deve considerarsi ormai esaurita.

In altre parole, una volta che la procedura di mobilità ha raggiunto il suo scopo originario o si è conclusa, l’amministrazione non può attingere ulteriormente a quella specifica graduatoria per coprire nuovi posti, poiché ciò comporterebbe una riattivazione illegittima di un iter amministrativo già chiuso.

CONCLUSIONI

L’effetto pratico della pronuncia è la cristallizzazione dell’esito delle procedure di mobilità. L’istituto dello scorrimento, pur essendo un principio generale teso all’efficienza e al risparmio di risorse, incontra un limite invalicabile nella natura della mobilità volontaria: essa non può essere utilizzata come un bacino perenne da cui attingere, evitando così che una procedura “esaurita” torni in vita per coprire vacanze sopravvenute.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

  • Per il Dipendente: Il funzionario che opera nell’Ufficio Risorse Umane deve prestare estrema attenzione nella programmazione del fabbisogno. L’adozione di atti che prevedano lo scorrimento di vecchie graduatorie di mobilità per eludere l’indizione di nuovi concorsi o nuove procedure di mobilità potrebbe configurare un vizio di legittimità dell’atto, con potenziali riflessi in sede di contenzioso amministrativo e responsabilità gestionale.
  • Per il Concorsista: Il tema è centrale nella materia del Diritto Amministrativo e del Pubblico Impiego, in particolare per quanto riguarda le modalità di accesso alla PA e il rapporto tra art. 30 d.lgs. 165/2001 e i principi generali sullo scorrimento delle graduatorie. È un tipico caso di confine tra discrezionalità tecnica e rispetto delle procedure selettive.

PAROLE CHIAVE

Mobilità volontaria, scorrimento graduatoria, Pubblico Impiego, reviviscenza, art. 30 d.lgs. 165/2001, Consiglio di Stato.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Cons. Stato, sez. III, 19 dicembre 2022, n. 11065: Sentenza che esclude la possibilità di utilizzare lo scorrimento per riattivare procedure di mobilità volontaria già concluse (esaurite).
  2. Art. 30 d.lgs. 165/2001: Disposizione normativa che disciplina il passaggio diretto di dipendenti tra diverse amministrazioni (mobilità volontaria).
  3. Principi sullo scorrimento delle graduatorie: Criteri generali che regolano l’utilizzo di graduatorie esistenti per la copertura di posti vacanti, subordinati alla vigenza e alla pertinenza della procedura.

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