Buongiorno, scrivo da un SUAP della provincia di Bologna in quanto abbiamo ricevuto una prima richiesta di informazioni su cosa occorre per vendere alimenti a terzi presso il proprio domicilio, direi Impresa alimentare domestica (Home Food).Non avendo avuto ancora casi analoghi, prima di presentare la notifica sanitaria ( sul portale di Accesso Unitario dell’Emilia Romagna non c’e una SCIA per Home Food ma la Notifica Sanitaria in cui hanno aggiunto la voce" Produzione di alimenti di origine animale-vegetale in cucina domestica Home Food) devono aprire partita iva, iscriversi alla Camera di Commercio ,aver frequentato un corso di formazione HACCP, rivolgersi ad un tecnico per il manuale di autocontrollo (Piano HACCP), sapere i requisiti della cucina?
Le informazioni tecniche le possono avere contattando l’AUSL prima di inviare la notifica al SUAP? Grazie mille per l’aiuto
Ciao. Esatto, in Emilia Romagna gli OSA che intendono avviare una “impresa alimentare domestica” - home food - presentano da accesso unitario una notifica sanitaria. Ti allego le linee guida della Regione e le slide di un corso sempre svolto dalla regione dove puoi trovare tutte le informazioni su requisiti, formazione, HACCP, ecc.. a cui devono attenersi
estratto BURERT n. 85 del 29.03.2023.pdf (8,3 MB)
Home Food -Home restaurant 2025.pdf (2,6 MB)
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L’attività di Impresa Alimentare Domestica (IAD / Home Food) è a tutti gli effetti un’impresa alimentare ai sensi del Regolamento (CE) n. 852/2004, anche se esercitata tra le mura di casa.
L’inquadramento corretto e l’iter da seguire prevedono passaggi specifici:
1. Prerequisiti fiscali e amministrativi
Prima dell’invio della pratica al SUAP, l’interessato deve:
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Aprire Partita IVA e iscriversi alla CCIAA: Trattandosi di un’attività economica organizzata volta alla vendita a terzi (anche se su piccola scala), è necessaria la Partita IVA con codice ATECO coerente (es. 56.21.00 o 56.29.00 per la preparazione di cibi, oppure 10.89.09 per produzione di altri prodotti alimentari) e l’iscrizione al Registro Imprese / Albo Artigiani della Camera di Commercio. Non può essere gestita come mera prestazione occasionale senza P.IVA se l’attività ha carattere di abitualità o organizzazione.
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Aggiornamento posizione INPS: Contestuale all’iscrizione camerale (Gestione Commercianti o Artigiani).
2. Formazione e Piani di Autocontrollo (HACCP)
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Formazione HACCP: L’operatore (e gli eventuali collaboratori) deve aver frequentato i corsi di formazione per alimentaristi secondo le linee guida della Regione Emilia-Romagna (che hanno sostituito il vecchio libretto sanitario).
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Manuale di Autocontrollo (HACCP): È obbligatorio. Trattandosi di una cucina domestica, occorre predisporre un piano di autocontrollo su misura che evidenzi come vengono gestiti i rischi specifici degli ambienti promiscui (es. separazione temporale tra la preparazione dei pasti familiari e la produzione destinata alla vendita, tracciabilità delle materie prime, allergeni, gestione degli infestanti e sanificazione). È fortemente consigliato avvalersi di un tecnico/consulente igienico-sanitario per la stesura.
3. Requisiti della cucina e dell’immobile
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Requisiti igienico-sanitari (Capitolo III del Reg. CE 852/2004): Non è richiesta una destinazione d’uso industriale della cucina, ma la struttura deve garantire superfici lavabili e disinfettabili, idonea ventilazione/illuminazione, acqua potabile, sistemi anti-insetto e attrezzature idonee alla conservazione della catena del freddo/caldo.
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Destinazione d’uso urbanistica: L’immobile rimane a destinazione residenziale, ma è sempre bene verificare che il Regolamento Urbanistico/Edilizio del Comune non ponga limiti specifici per l’esercizio di attività artigianali/commerciali in abitazione o che il Regolamento Condominiale non lo vieti espressamente.
4. Presentazione della pratica al SUAP
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Formulario: Come giustamente evidenziato, sul portale Accesso Unitario dell’Emilia-Romagna l’iter corretto è la Notifica Sanitaria ai sensi dell’art. 6 del Reg. CE 852/2004 (selezionando la specifica opzione “Produzione di alimenti di origine animale-vegetale in cucina domestica Home Food”), e non una SCIA di somministrazione tradizionale.
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Efficacia: Trattandosi di Notifica Sanitaria, l’attività può iniziare contestualmente alla data di protocollazione della pratica, salvo diverse indicazioni o controlli successivi dell’AUSL.
5. Contatto preventivo con l’AUSL
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Sì, è assolutamente possibile e consigliato. L’Operatore del Settore Alimentare (OSA) può rivolgersi preventivamente ai servizi di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN) o alla Veterinaria dell’AUSL di Bologna competenti per territorio.
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L’AUSL offre spesso un servizio di orientamento o consulenza preventiva per illustrare i requisiti strutturali, le deroghe ammissibili in ambito domestico e i punti critici da inserire nel Piano HACCP prima del formale inoltro della Notifica Sanitaria tramite il vostro SUAP.
Grazie mille per la conferma e gli allegati che mi hai inviato
Grazie mille per la spiegazione delle varie fasi ,delle tempistiche, dei requisiti e documenti necessari.