Proroga tecnica schede Anac e CIG

Buonasera Avvocato, sono a chiederle un consiglio in merito alla gestione del CIG per una proroga tecnica che proprio non mi è chiaro. In ufficio sostengono che esaurito l’importo del CIG originario del contratto al fine di attivare la proroga tecnica si deve acquisire un nuovo CIG. Il dubbio è: ma Anac non ha comunicato che per le proroghe tecniche non si deve acquisire nessun nuovo CIG ma si deve compilare una scheda di modifica andando ad indicare l’importo della proroga? Come devo comportarmi da un punto di vista operativo senza commettere errori ? La ringrazio per l’attenzione e mi perdoni la domanda da “novellina” ma la questione mi preoccupa e confido in un suo riscontro.

Hai perfettamente ragione tu e il tuo dubbio è del tutto fondato: la procedura corretta secondo le indicazioni dell’ANAC e la disciplina della digitalizzazione dei contratti pubblici (in vigore dal 1° gennaio 2024 con il D.Lgs. 36/2023) NON prevede l’acquisizione di un nuovo CIG, ma la modifica del CIG originario.

Richiedere un nuovo CIG per una proroga tecnica è un errore operativo diffuso, ma concettualmente scorretto: la proroga tecnica non è un nuovo affidamento, bensì una modifica in corso di esecuzione dello stesso contratto originario.

Il quadro normativo e le indicazioni ANAC

  1. Nessun nuovo CIG: L’ANAC (cfr. Vademecum sulla digitalizzazione e Faq sulla tracciabilità/piattaforme certificate PCP) ha chiarito che le varianti, le opzioni di proroga e le modifiche contrattuali ex art. 120 del D.Lgs. 36/2023 vanno gestite sul CIG iniziale.

  2. Scheda di modifica contrattuale: La proroga tecnica va comunicata tramite la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP) o la piattaforma di approvvigionamento digitale (PAD) utilizzata dall’ente, trasmettendo un’apposita scheda di variazione/modifica contrattuale (es. scheda M2 o equivalente integrata nella piattaforma utilizzata).

  3. Proroga tecnica (art. 120, comma 11, D.Lgs. 36/2023): La proroga tecnica ha carattere eccezionale e serve esclusivamente a coprire il tempo strettamente necessario alla conclusione della nuova gara. Deve essere già prevista negli atti di gara originari o straordinariamente motivata per fatti non imputabili alla Stazione Appaltante.

Guida operativa passo-passo

Per gestire la proroga tecnica in modo corretto ed evitare errori di tracciabilità, ecco la procedura da seguire:

1. Verifica degli atti e dell’importo

  • Calcola l’importo stimato necessario per coprire il periodo di proroga (ai prezzi e condizioni del contratto originario).

  • Predisponi la determina a contrarre/dirigenziale di proroga tecnica dando atto dei presupposti d’urgenza, della continuità del servizio e del tempo strettamente necessario al perfezionamento del nuovo affidamento.

2. Gestione del CIG sulla Piattaforma Digitale (PAD / PCP)

  • NON richiedere un nuovo CIG.

  • Accedi alla piattaforma di e-procurement (es. Start, Acquisti in Rete PA, MPE, ecc.) o direttamente alla scheda del contratto sulla PCP dell’ANAC sul CIG originario.

  • Seleziona la funzione di Modifica contrattuale / Variante / Proroga.

  • Compila la scheda di variazione indicando:

    • La causale (Proroga tecnica ex art. 120, c. 11, D.Lgs. 36/2023).

    • Il nuovo importo contrattuale incrementato del valore della proroga.

    • La nuova data di scadenza del contratto.

  • Invia la scheda alla BDNCP per aggiornare lo stato del CIG originario.

3. Gestione della fatturazione elettronica

  • L’operatore economico continuerà a fatturare utilizzando il CIG originario.

  • Avendo aggiornato il quadro economico/importo sul CIG originario in BDNCP, la piattaforma di contabilità e la tracciabilità dei flussi finanziari risulteranno perfettamente allineate senza blocchi nei pagamenti.

Come superare le perplessità dei colleghi in ufficio

Se in ufficio persistono dubbi, puoi argomentare formalmente evidenziando che:

  • Creare un nuovo CIG duplicherebbe fittiziamente la procedura di gara, generando una falsa tracciabilità per un affidamento diretto mai avvenuto.

  • Il nuovo codice Appalti (D.Lgs. 36/2023) e il sistema della digitalizzazione richiedono che la “storia” dell’appalto (dalla determina a contrarre al collaudo/scadenza, incluse proroghe e varianti) rimanga legata ad un unico CIG madre.