Regali al dipendente pubblico, per la Cassazione conta il patto, non il valore. I giudici: “Anche 100 euro sono reato se c’è un accordo con il pubblico ufficiale”

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Cassazione: anche 100 euro configurano reato se legati a un accordo corruttivo, prevalendo il patto sul valore del dono

CONTENUTO

La Corte di Cassazione ha recentemente ribadito un principio fondamentale in materia di reati contro la Pubblica Amministrazione: nei rapporti con il pubblico ufficiale, ciò che rileva penalmente è l’esistenza di un accordo corruttivo, indipendentemente dall’entità economica del regalo ricevuto. Secondo i giudici, anche somme modeste, come ad esempio 100 euro, sono idonee a integrare il reato quando rappresentano il corrispettivo di un atto d’ufficio.

Il ragionamento giuridico si fonda sull’applicazione dell’art. 318 c.p. (corruzione per l’esercizio della funzione) e, in via collegata, dell’art. 320 c.p.. La giurisprudenza chiarisce un confine netto tra la cortesia e l’illecito: il richiamo ai “doni di modico valore” previsto dall’art. 4 d.P.R. 62/2013 (Codice di comportamento dei dipendenti pubblici) non può essere invocato come scriminante quando il regalo è direttamente legato a una pratica amministrativa. In presenza di un nesso tra l’utilità ricevuta e l’attività funzionale, la soglia del valore economico perde di rilievo di fronte alla violazione dei doveri di imparzialità e integrità.

CONCLUSIONI

L’effetto pratico di questo orientamento è l’irrilevanza della tenuità del valore del dono qualora sussista il cosiddetto pactum sceleris. La tutela dell’immagine e del buon andamento della PA impedisce che la funzione pubblica possa essere oggetto di scambio, anche per cifre simboliche, prevalendo la natura del legame tra il dono e l’atto d’ufficio su ogni valutazione quantitativa.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

  • Per il Dipendente: è necessaria la massima vigilanza nell’accettare utilità di qualsiasi genere. La convinzione che un piccolo omaggio (sotto la soglia dei 150 euro solitamente indicata dai codici interni) sia sempre lecito è errata se tale omaggio è connesso a una pratica pendente o a un atto dell’ufficio. Le conseguenze non sono solo disciplinari, ma possono sfociare in una responsabilità penale e conseguente danno all’immagine con intervento della Corte dei Conti.
  • Per il Concorsista: il tema ricade nell’ambito del Diritto Penale (Delitti contro la Pubblica Amministrazione) e del Diritto Amministrativo (Rapporto di pubblico impiego e Codice di comportamento). È fondamentale conoscere il coordinamento tra l’art. 318 c.p. e il d.P.R. 62/2013, distinguendo tra la violazione dei doveri di comportamento e l’integrazione della fattispecie di reato.

PAROLE CHIAVE

Accordo corruttivo, Pubblico ufficiale, Modico valore, Art. 318 c.p., d.P.R. 62/2013, Reati contro la PA, Etica pubblica.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Art. 318 c.p.: Disciplina il reato di corruzione per l’esercizio della funzione, sanzionando il pubblico ufficiale che riceve indebitamente denaro o altra utilità.
  2. Art. 320 c.p.: Estende le sanzioni previste per la corruzione anche all’incaricato di un pubblico servizio.
  3. Art. 4 d.P.R. 62/2013: Norma del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici che regolamenta il divieto di accettare regali, compensi o altre utilità, salvo quelli d’uso di modico valore (effettuati occasionalmente nell’ambito delle normali relazioni di cortesia).

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