Riforma Zangrillo cartina di tornasole di una PA in crisi perenne - Le Autonomie Riforma Zangrillo cartina di tornasole di una PA in crisi perenne - Le Autonomie
Legge 2 luglio 2026, n. 119: la riforma Zangrillo introduce il merito e nuovi tetti alle valutazioni nella PA
CONTENUTO
La Legge 2 luglio 2026, n. 119, definita come la “riforma del merito”, introduce modifiche sostanziali alla gestione del personale e alla valutazione della performance nelle pubbliche amministrazioni. L’intervento normativo agisce principalmente novellando il D.lgs. 30 marzo 2001, n. 165 (Testo Unico del Pubblico Impiego) e il D.lgs. 27 ottobre 2009, n. 150.
Il cuore della riforma risiede nel superamento delle valutazioni “a pioggia”, imponendo criteri di merito rigorosi e obiettivi misurabili. Tra le novità principali si segnalano:
- Limiti alle valutazioni di eccellenza: per evitare appiattimenti verso l’alto, la legge stabilisce che le valutazioni massime non possono superare il 30% del personale, con un ulteriore limite del 20% per il riconoscimento della qualifica di “eccellenza”.
- Accesso alla dirigenza: viene prevista una riserva del 30% dei posti dirigenziali destinata alle progressioni interne, valorizzando l’esperienza e le competenze maturate dai dipendenti già in servizio.
- Performance: il sistema di valutazione diventa più articolato, ponendo l’accento sulla capacità dell’amministrazione di raggiungere risultati concreti e verificabili, agendo come “cartina di tornasole” per una PA che mira a superare uno stato di crisi perenne.
CONCLUSIONI
La riforma punta a trasformare la cultura amministrativa italiana, passando da un sistema basato sull’anzianità o su valutazioni formali a uno incentrato sulla performance reale. L’introduzione di quote rigide per i premi e le valutazioni di eccellenza obbliga i dirigenti a una differenziazione meritocratica effettiva.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
- Per il Dipendente: il lavoratore pubblico dovrà confrontarsi con sistemi di valutazione più selettivi. La presenza di un tetto massimo (30%) per i punteggi più alti rende la competizione interna più serrata. Al contempo, per i funzionari di area elevata, si apre una corsia preferenziale per l’accesso alla dirigenza grazie alla riserva del 30% dei posti. È fondamentale monitorare il rispetto di tali limiti per evitare profili di illegittimità negli atti di valutazione.
- Per il Concorsista: il tema della riforma Zangrillo è centrale nella materia del Diritto Amministrativo e del Pubblico Impiego. Occorre padroneggiare il coordinamento tra la Legge 119/2026 e le norme precedenti (D.lgs. 165/2001 e D.lgs. 150/2009). I collegamenti principali riguardano il ciclo della performance, il potere disciplinare e le modalità di accesso alla qualifica dirigenziale.
PAROLE CHIAVE
Merito, Valutazione performance, Dirigenza pubblica, Legge 119/2026, Riforma Zangrillo, Progressioni di carriera, Obiettivi misurabili.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- Legge 2 luglio 2026, n. 119: Disciplina il merito nella PA, la valutazione della performance e l’accesso alla dirigenza.
- D.lgs. 30 marzo 2001, n. 165: Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche (modificato dalla riforma).
- D.lgs. 27 ottobre 2009, n. 150: Disciplina in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle amministrazioni (modificato dalla riforma).
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Oltre ai comuni privi di dirigenza, pure tra gli organi periferici dei ministeri alcuni sono dirigenziali e alcuni hanno solo una posizione organizzativa, in base a scelte esclusivamente politiche di macroorganizzazione
