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Consiglio di Stato n. 5846/2026: illegittimo il diniego di sanatoria che ripropone motivi già censurati senza istruttoria

CONTENUTO

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 5846 del 17 luglio 2026, ha delineato i confini invalicabili del potere di riesame della Pubblica Amministrazione in seguito a un annullamento giurisdizionale. La pronuncia chiarisce che, qualora un provvedimento di diniego di sanatoria edilizia sia stato annullato per difetto di istruttoria, il Comune non può limitarsi a riemanare un atto identico riproponendo le stesse ragioni già censurate in sede di giudizio.

Il ragionamento espresso dai giudici amministrativi si fonda su tre pilastri:

  • Obbligo di colmare la lacuna istruttoria: Il nuovo esercizio del potere amministrativo deve necessariamente integrare gli elementi mancanti che avevano portato all’annullamento del precedente atto.
  • Stabilità del titolo originario: L’amministrazione non può negare la sanatoria mettendo in discussione la legittimità del titolo edilizio originario, a meno che quest’ultimo non sia stato preventivamente e formalmente annullato.
  • Rispetto del procedimento: L’azione della PA deve conformarsi ai principi contenuti nell’art. 10-bis L. 241/1990 (comunicazione dei motivi ostativi) e ai più generali principi sul giudicato, che impongono alla PA di dare esecuzione sostanziale alle sentenze.

In sintesi, la sentenza ribadisce che il riesame non è una mera ripetizione formale, ma un dovere di approfondimento tecnico e giuridico volto a superare i vizi rilevati dal giudice.

CONCLUSIONI

L’effetto pratico della sentenza è la tutela del legittimo affidamento del cittadino e l’imposizione di un vincolo conformativo per la PA. Un Comune che ripropone un diniego “fotocopia” senza apportare nuovi elementi istruttori agisce illegittimamente, violando il dovere di corretta esecuzione della sentenza di annullamento.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

  • Per il Dipendente: Il funzionario dell’Ufficio Tecnico o il Responsabile del Procedimento deve evitare la mera reiterazione di atti già annullati. L’adozione di un provvedimento che ignora le statuizioni del giudice può configurare un’ipotesi di nullità per violazione o elusione del giudicato, con conseguenti rischi di responsabilità amministrativo-contabile davanti alla Corte dei Conti per l’inutile protrazione del contenzioso e l’eventuale condanna alle spese dell’ente.
  • Per il Concorsista: Il tema è centrale nella materia del Diritto Amministrativo, con particolare riferimento al procedimento amministrativo (L. 241/1990) e all’efficacia delle sentenze di annullamento. È importante collegare questo orientamento all’istituto del preavviso di rigetto e al potere di autotutela della PA, distinguendo tra il riesame doveroso e l’annullamento d’ufficio dei titoli preesistenti.

PAROLE CHIAVE

Sanatoria edilizia, Diniego illegittimo, Difetto di istruttoria, Consiglio di Stato, Art. 10-bis L. 241/1990, Giudicato amministrativo, Riesame.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Sentenza Consiglio di Stato n. 5846 del 17 luglio 2026: Definisce l’illegittimità del diniego di sanatoria reiterato senza nuova istruttoria dopo un annullamento giudiziario.
  2. Art. 10-bis L. 241/1990: Disciplina l’obbligo di comunicare i motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza prima dell’adozione del provvedimento finale.
  3. Principi sul giudicato e sull’obbligo di istruttoria: Norme regolatrici che impongono alla PA di conformarsi alle decisioni del giudice e di svolgere una completa valutazione dei fatti.

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