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TAR Campania n. 1039/2026: la perdita di efficacia vincolante del parere paesaggistico tardivo

CONTENUTO

La sentenza n. 1039/2026 del TAR Campania, Sezione I, interviene su un tema critico del governo del territorio: la gestione della sanatoria paesaggistica e il ruolo della Soprintendenza. Secondo i giudici amministrativi, il superamento del termine di 90 giorni previsto per il rilascio del parere da parte della Soprintendenza produce un mutamento sostanziale della natura giuridica dell’atto.

Nello specifico, una volta decorso infruttuosamente tale termine:

  • Il parere tardivo perde la sua efficacia vincolante;
  • L’atto si trasforma in un semplice contributo istruttorio;
  • Si verifica un “effetto devolutivo”, in forza del quale la competenza decisionale torna integralmente in capo all’ente locale o regionale.

Il ragionamento espresso nella sentenza n. 1039/2026 chiarisce che il Comune, riacquistando il potere decisionale, non può limitarsi a un recepimento acritico o automatico delle conclusioni della Soprintendenza se queste giungono oltre i termini di legge. L’amministrazione procedente ha l’onere di esprimere una propria autonoma valutazione motivata, potendo anche decidere in senso difforme dal parere tardivo, purché ne espliciti le ragioni. Questo orientamento si allinea alla giurisprudenza consolidata del Consiglio di Stato, confermando che il tempo dell’azione amministrativa è un limite alla natura vincolante dei pareri tecnici.

CONCLUSIONI

Il superamento dei 90 giorni per il parere della Soprintendenza non impedisce a quest’ultima di esprimersi, ma ne declassa il valore giuridico. Il Comune non è più obbligato a conformarsi a quanto indicato dall’organo ministeriale e deve assumersi la responsabilità di una valutazione autonoma sul merito della compatibilità paesaggistica.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

  • Per il Dipendente: il responsabile del procedimento deve monitorare attentamente la tempistica del parere della Soprintendenza. Se il parere giunge oltre i 90 giorni ed è negativo, il dipendente non può rigettare l’istanza di sanatoria basandosi solo su di esso; è necessario redigere un provvedimento che valuti autonomamente l’istanza. L’omissione di questa valutazione autonoma potrebbe rendere l’atto illegittimo e impugnabile, con possibili profili di responsabilità per il ritardo o per difetto di motivazione.
  • Per il Concorsista: il tema ricade nell’ambito del Diritto Amministrativo (conclusione del procedimento e termini perentori/ordinatori) e della Legislazione sui Beni Culturali e Paesaggio. È un esempio perfetto di come il decorso del tempo incida sull’attribuzione delle competenze (effetto devolutivo) e sulla gerarchia tra organi diversi nella gestione dei procedimenti complessi.

PAROLE CHIAVE

Sanatoria paesaggistica, parere tardivo, TAR Campania, Soprintendenza, efficacia vincolante, effetto devolutivo, contributo istruttorio, motivazione autonoma.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Sentenza n. 1039/2026 del TAR Campania, Sezione I: Pronuncia che sancisce la trasformazione del parere paesaggistico tardivo da vincolante a mero contributo istruttorio dopo il termine di 90 giorni.
  2. Orientamento del Consiglio di Stato: Giurisprudenza richiamata che supporta la tesi dell’effetto devolutivo della competenza decisionale in caso di inerzia della Soprintendenza.

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