Sanatoria paesaggistica: effetti del parere tardivo | LavoriPubblici Sanatoria paesaggistica: effetti del parere tardivo | LavoriPubblici
TAR Campania n. 4406/2025: il parere tardivo della Soprintendenza non è vincolante e impone al Comune una valutazione autonoma
CONTENUTO
La recente sentenza del TAR Campania n. 4406/2025 (in linea con il precedente del Consiglio di Stato n. 2136/2015) affronta il tema dell’efficacia del parere espresso dalla Soprintendenza oltre i termini di legge nel procedimento di sanatoria paesaggistica.
Secondo l’art. 167, comma 5, del D.Lgs. 42/2004, la Soprintendenza deve rendere il proprio parere entro 90 giorni. Qualora tale termine venga superato, il parere:
- Perde la sua natura vincolante e la sua efficacia prescrittiva.
- Non determina la formazione del silenzio-assenso ai sensi dell’art. 17-bis della L. 241/1990, poiché si tratta di un procedimento co-decisorio.
- Viene degradato a mero elemento istruttorio, che il Comune può e deve valutare liberamente.
Il ragionamento dei giudici chiarisce che il Comune non può limitarsi a recepire passivamente un parere negativo tardivo (motivazione per relationem). Al contrario, l’ente locale è tenuto a esprimere una valutazione autonoma, motivando l’eventuale diniego con ragioni proprie. Un provvedimento di rigetto basato esclusivamente su un parere pervenuto fuori termine, senza un’autonoma adesione motivata del Comune, è da considerarsi illegittimo.
Si ricorda, inoltre, che la sanatoria paesaggistica è circoscritta esclusivamente agli abusi minori che non abbiano comportato aumenti di volumetrie o superfici, come stabilito dall’art. 167, comma 4, del D.Lgs. 42/2004.
CONCLUSIONI
In presenza di un parere tardivo della Soprintendenza, il Comune riacquista la pienezza del proprio potere decisionale. Il parere della Soprintendenza non scompare dal procedimento, ma perde la capacità di condizionare automaticamente l’esito della pratica: spetta al Comune l’onere di una motivazione congrua e indipendente per giustificare la decisione finale.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
- Per il Dipendente: è fondamentale monitorare i tempi di ricezione dei pareri. In caso di parere tardivo, il responsabile del procedimento non deve recepirlo acriticamente. Adottare un diniego basato solo su un atto privo di forza vincolante espone l’amministrazione a ricorsi dinanzi al TAR e a potenziali responsabilità per difetto di istruttoria e di motivazione.
- Per il Concorsista: il tema riguarda il Diritto Amministrativo (silenzio della P.A., efficacia degli atti endoprocedimentali, art. 17-bis L. 241/1990) e la Legislazione sui Beni Culturali e Paesaggistici (D.Lgs. 42/2004). È un classico esempio di come il decorso del tempo incida sulla natura giuridica di un atto amministrativo (da vincolante a facoltativo/istruttorio).
PAROLE CHIAVE
Sanatoria paesaggistica, parere tardivo, Soprintendenza, art. 167 D.Lgs. 42/2004, motivazione autonoma, silenzio-assenso, abuso edilizio.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- TAR Campania n. 4406/2025: Sentenza cardine sull’inefficacia vincolante del parere paesaggistico tardivo.
- Consiglio di Stato n. 2136/2015: Precedente giurisprudenziale sulla natura del parere oltre i termini.
- Art. 167, commi 4 e 5, D.Lgs. 42/2004: Disciplina i casi ammessi alla sanatoria e i termini (90 giorni) per il parere della Soprintendenza.
- Art. 17-bis, L. 241/1990: Norma sul silenzio-assenso tra amministrazioni, non applicabile in via automatica ai procedimenti co-decisori in materia paesaggistica secondo la citata giurisprudenza.
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