Scia per mezzi pubblicitari

Quindi, ultima e chiudo, nel caso il mezzo pubblicitario con SCIA regolarmente presentata sia rinvenuto collocato ad esempio su una intersezione o su una curva (non vi è dubbio che la rimozione immediata è d’obbligo in questo caso CDS), il tecnico avrà sicuramente delle responsabilità?
Non è possibile non dedurne quanto sopra.
Altrimenti l’unico orizzonte è rassegnarsi all’ennesima legge shocking che favorisce il già complicato stato di fatto e l’abusivismo che già oggi sta diventando irrecuperabile. Grazie per i chiarimenti.

Dipende, occorre valutare caso per caso.
Ad esempio:
Un conto è se il cartello è stato installato esattamente nella posizione indicata dalla SCIA e il tecnico - nella sua asseverazione - ha occultato il fatto che in realtà si trattasse di una posizione irregolare ai sensi del C.d.S. e del suo regolamento o, peggio, ha asseverato falsamente le diverse condizioni della posizione.
Un altro, invece, è se il titolare del cartello l’ha installato di sua iniziativa in una posizione differente da quella indicata nella SCIA e asseverata dal tecnico…

Qualora il mezzo dovesse essere installato in una posizione diversa da quella indicata negli elaborati grafici l’amministrazione, a mio avviso, dovrebbe ordinare il divieto di prosecuzione dell’attività per carenza dei presupposti e dei requisiti richiesti. Cosa ne pensate?

La vedrei diversamente.
Se Tizio presenta una SCIA per collocare un cartello pubblicitario nella posizione A e poi lo stesso Tizio installa un cartello pubblicitario in una posizione totalmente differente (posizione B), ne dedurrei che:

  1. La SCIA per il cartello nella posizione A è relativa ad un cartello pubblicitario che per il momento non è stato ancora installato (e forse mai lo sarà…);
  2. Il cartello installato nella posizione B è totalmente abusivo, in quanto privo di titolo abilitativo (SCIA).

Ne consegue che non applicherei la procedura prevista dal comma 3 dell’art. 19 della L. 241/90, mancando proprio la presentazione di una SCIA relativa a quel cartello, ma contesterei direttamente la sanzione prevista dal comma 11 dell’art. 23 del C.d.S. e procederei con la diffida alla rimozione ai sensi del successivo comma 13-bis.

Qualcuno è a conoscenza di corsi di formazione inerenti alle nuove procedure in ambito di mezzi pubblicitari (scia) ?

buon pomeriggio,
vorrei una interpretazione sul problema dell’acquisizione della concessione di suolo pubblico se il mezzo pubblicitario per cui viene presentata la Scia art. 23 CDS è su suolo pubblico.
Secondo me la concessione di suolo pubblico NON può essere oggetto della scia ma deve essere acquisita separatamente (prima, dopo, non ce l’ho chiaro) oppure presentando istanza contestualmente alla scia art. 23 CDS che in questo caso diventa scia condizionata e pertanto efficace solo dopo aver ottenuto la concessione di suolo pubblico.
Per altri rappresentanti dell’Ente invece la concessione del suolo pubblico per l’installazione dei mezzi pubblicitari è sostituita dalla scia art. 23 CDS (??).
A me questa interpretazione non pare giusta in quanto la concessione di suolo pubblico comporta una valutazione discrezionale per valutare l’opportunità di sottrarre alla collettività un bene comune per assegnarlo in esclusiva ad un unico soggetto.
E’ possibile avere una interpretazione giuridica su quanto sopra esposto?
grazie mille
Anna - Suap Empoli

A parere mio non ci sono problemi interpretativi su questi aspetti. La SCIA riguarda il procedimento di cui all’art. 23 del CdS e, quindi, ha solo quelle valenze. Come in molti altri ambiti abilitativi, l’effettiva realizzazione di ciò che è sottoposto a SCIA (esercizio di attività, realizzazione fisica di qualcosa) può essere anche sottoposto a ulteriori ed eventuali procedure di diversa natura. In edilizia è un’ipotesi assai ricorrente. È chiaro che se occorre una concessione di suolo pubblico o un’autorizzazione paesaggistica, queste devono arrivare a seguito del loro “procedimento”. In questi due casi il procedimento non può trasformarsi in SCIA, sono ambiti in cui la SCIA non opera ex lege. Come accade in edilizia, il procedimento di natura autorizzatoria o concessoria collegato all’attività sottoposta a SCIA può essere presentato e concluso prima di presentare la stessa SCIA oppure, se presentato contestualmente, fa della SCIA una SCIA condizionata. In ogni caso, nulla di nuovo. Molto spesso è lo stesso privato a scegliere di presentare la SCIA un attimo dopo aver ottenuto il provvedimento autorizzaztorio/concessorio collegato (la SCIA è a efficia immediata, quindi…).

In particolare, come ribadito dalla giurisprudenza (vedi consiglio di stato n. 2874/2026),la SCIA (come anche il silenzio-assenso) non è applicabile ai provvedimenti concessori, e in particolare all’occupazione di suolo pubblico, poiché si tratta di una fattispecie in cui la pubblica amministrazione esercita un potere discrezionale nella valutazione dell’interesse pubblico alla concessione

Buongiorno, l’assurdità di questa Legge è che la SCIA è indispensabile anche per le vetrofanie, le targhe, insomma tutto ciò che riguarda le semplici insegne d’esercizio. Il legislatore non si è assolutamente preoccupato ai costi aggiuntivi che dovrà sostenere l’utilizzatore finale. Confidiamo in una revisione di quanto legiferato.

Assolutamente vero!
Alla faccia della semplificazione: prima un artigiano che voleva mettere un’insegna o una vetrofania poteva farlo con due spicci e - almeno nel mio Comune - otteneva l’autorizzazione nel giro di una settimana; ora deve spendere soldi per un tecnico abilitato (e ho sentito di cifre assurde!).

La SCIA sostituisce semplicemente quello che già prima era soggetto addirittura ad autorizzazione ex art. 23 C.d.S.

Diversi comuni si erano già premuniti, da anni, per inserire nei loro regolamenti sulla pubblicità particolari esenzioni per i mezzi pubblicitari ritenuti irrilevanti dal punto di vista della sicurezza stradale.

Il problema è che per ottenere l’autorizzazione NON era obbligatorio rivolgersi a un tecnico, mentre adesso per fale la SCIA è obbligatorio farlo.
La seconda cosa che scrivi, invece, è interessante e potrebbe essere una bella via d’uscita per diverse situazioni in cui il ricorso a una SCIA (e, ripeto, a un tecnico che la possa presentare) pare del tutto sproporzionato. Sapresti dirmi il nome di qualche Comune che l’ha fatto?

Ad esempio, in tema di vetrofanie, il regolamento comunale per la disciplina della pubblicità del Comune di Seriate
204801_CIMUNIC-09bg17i628AM.pdf (365,0 KB), che all’art. 21 prevede che “L’autorizzazione non è necessaria per le pubblicità da collocare all’interno delle vetrine o delle porte d’ingresso. Anche le vetrofanie sono consentite senza autorizzazione alcuna, purché le stesse rispettino quanto previsto dall’articolo 16 del presente regolamento.”

Oppure, in tema di targhe, il regolamento comunale del Comune di San Benedetto del Tronto, che all’art. 41 prevede che "L’esposizione di mezzi pubblicitari è consentita senza il rilascio della prescritta autorizzazione nei casi di esposizione di targhe professionali di formato non superiore a cm 40x40, di locandine, targhe o scritte sui veicoli in genere, di pubblicità relativa a vendite e locazione di immobili posta sui fabbricati in vendita, fermo restante l’obbligo dell’assolvimento tributario di
cui al punto 7."

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per quanto riguarda il Comune di Seriate non sono sicura: in assenza di insegna d’esercizio (tipo pannello o cassonetto luminoso, nelle dimensioni e posizioni previste dal Regolamento) le vetrofanie vengono assimilate alle insegne d’esercizio, pertanto vedremo come si comporteranno. C’è il Regolamento Edilizio entrato in vigore nel 2023 che sostituisce quello precedente del 1994

Regolamento edilizio del Comune di Seriate:

Art. 120
1. L’apposizione e l’esposizione di mezzi pubblicitari o informativi, escluse le targhe e la pubblicità con veicoli, è subordinata al rilascio di autorizzazione pubblicitaria.
(…)
4. L’autorizzazione non è necessaria per le pubblicità da collocare all’interno delle vetrine o delle porte d’ingresso. Anche le vetrofanie sono consentite senza autorizzazione alcuna, purché le stesse rispettino quanto previsto dall’Articolo 114.

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Buongiorno,
come vi state regolando per la verifica del pagamento del canone unico patrimoniale, laddove dovuto?
Avete inserito la ricevuta di pagamento tra gli allegati obbligatori della SCIA o la trasmissione all’esattore avviene in un secondo momento?

Buongiorno, vi risulta si possa presentare la CILA invece che la SCIA? in un comune della Provincia di Bergamo è stato indicato questo percorso.

La CILA è regolata dall’art. 6 bis del D.P.R. 380/2001, il quale stabilisce che è possibile eseguire determinati interventi edilizi (SOLO gli interventi non riconducibili all’elenco di cui agli articoli 6, 10 e 22 del medesimo T.U. Edilizia) dopo aver comunicato all’amministrazione competente l’inizio dei lavori.
Semplicemente, NON è prevista per l’installazione di mezzi pubblicitari e non a caso - in relazione a questi ultimi - l’art. 5 del D.L. 19/2026 parla espressamente di “segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), di cui agli articoli 19 e 19-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241”.
E’ superfluo ricordare che le procedure e i tempi previsti dagli artt. 19 e 19-bis sopra citati non sono applicabili ad una CILA edilizia.

grazie per il riscontro.

Buongiorno, seguo per la questione canone unico che ha posto @mirkof . Aggiungo un mio dubbio: con la SCIA è ancora necessario il nulla osta dell’ente proprietario della strada, quando siamo all’esterno del centro abitato? Mi sembra una contraddizione in termini (se la strada è del comune, basta la SCIA; se è della Regione, basta la SCIA; se siamo fuori centro abitato, SCIA al comune con nulla osta della Regione). Attualmente il portale impresainungiorno è così configurato (scia per i comuni e nulla osta per gli altri enti).

In relazione ai commi 1°e 6° dell’articolo 53 del DPR 495/92 la validità di anni 3, non si riferisce esclusivamente all’installazione di impianti pubblicitari collocati fuori dai centri abitati ? Ringrazio per l’attenzione