Accesso alla dirigenza: il "troppo studio" non va bene. Sì all'università "della vita". - Le Autonomie https://share.google/J2xkJJecQAbSCnCwH

Accesso alla dirigenza: il “troppo studio” non va bene. Sì all’università “della vita”. - Le Autonomie Accesso alla dirigenza: il "troppo studio" non va bene. Sì all'università "della vita". - Le Autonomie

Riforma dell’Accesso alla Dirigenza nella Pubblica Amministrazione: Un Nuovo Equilibrio tra Studio e Esperienza

CONTENUTO

La riforma dell’accesso alla dirigenza nella Pubblica Amministrazione ¶, attualmente in discussione, introduce un cambiamento significativo nel modo in cui vengono selezionati i dirigenti. Secondo il disegno di legge (ddl) in arrivo, l’accesso alla dirigenza sarà sdoppiato: il 50% del punteggio sarà attribuito a titoli ed esami, mentre l’altro 50% sarà basato sulle capacità dimostrate sul campo. Questa proposta mira a superare il modello attuale, che tende a privilegiare eccessivamente la preparazione accademica a scapito delle competenze pratiche e della capacità di gestione dei servizi pubblici.

L’articolo di G. Trovati su Il Sole 24 Ore (27 gennaio 2026) sottolinea come l’obiettivo sia quello di bilanciare il merito accademico con quello pratico, promuovendo un approccio più olistico alla selezione dei dirigenti. Tuttavia, il periodico Le Autonomie ha sollevato preoccupazioni riguardo ai rischi di politicizzazione del processo, suggerendo che la nuova impostazione potrebbe svalutare la formazione professionale a favore di una “tessera giusta”, creando una divisione tra chi ha una preparazione accademica e chi ha esperienza sul campo.

Le norme di riferimento per questa riforma includono l’articolo 49, comma 5, del D.Lgs 36/2023, che prevede l’esclusione della rotazione nelle procedure aperte, e la Legge 241/1990, che stabilisce l’obbligo di motivazione dei provvedimenti amministrativi. Tuttavia, ci sono critiche riguardo al principio del “risultato”, che potrebbe portare a violazioni e semplificazioni illegali nel processo di selezione.

CONCLUSIONI

La riforma dell’accesso alla dirigenza nella PA rappresenta un tentativo di modernizzare e rendere più equo il processo di selezione dei dirigenti, ma è fondamentale monitorare attentamente l’implementazione di queste nuove norme per evitare possibili derive politicizzate e garantire che la qualità della dirigenza pubblica non venga compromessa.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, questa riforma implica una maggiore attenzione non solo agli studi accademici, ma anche all’acquisizione di esperienze pratiche e competenze operative. Sarà fondamentale sviluppare un profilo professionale che integri formazione e pratica, per rispondere alle nuove esigenze del mercato del lavoro nella PA.

PAROLE CHIAVE

Riforma dirigenza, Pubblica Amministrazione, accesso alla dirigenza, merito pratico, titoli accademici, politicizzazione, competenze.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. D.Lgs 36/2023, art. 49, co. 5.
  2. L. 241/1990, Norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.
  3. Articolo di G. Trovati su Il Sole 24 Ore (27.1.2026).
  4. Periodico Le Autonomie.

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