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Affidamenti diretti: ANAC su frazionamento e rotazione | LavoriPubblici Affidamenti diretti: ANAC su frazionamento e rotazione | LavoriPubblici

Art. 49 D.Lgs. 36/2023: ANAC ribadisce lo stop al frazionamento artificioso e l’obbligo di rotazione

CONTENUTO

L’ANAC è intervenuta per chiarire i confini degli affidamenti diretti, precisando che la reiterazione di affidamenti diretti verso il medesimo operatore economico non può e non deve trasformarsi nella modalità di gestione ordinaria di un servizio continuativo. Tale condotta risulta particolarmente censurabile quando gli importi degli affidamenti vengono calibrati ad arte per rimanere sotto le soglie di legge.

Secondo l’Autorità, il ricorso al frazionamento artificioso e la contestuale mancata rotazione determinano una violazione diretta del Codice dei contratti pubblici. Il quadro normativo attuale trova il suo pilastro nel principio di rotazione disciplinato dall’art. 49 del D.Lgs. 36/2023. Tale norma impone un divieto stringente che riguarda il contraente uscente, al fine di garantire l’effettiva concorrenza e l’alternanza tra gli operatori economici.

Il legislatore ha previsto un’unica soglia di tolleranza: il principio di rotazione può essere derogato esclusivamente per gli affidamenti diretti di valore inferiore a 5.000 euro. In tutti gli altri casi, la stazione appaltante è tenuta a rispettare l’alternanza, evitando di eludere le procedure di evidenza pubblica attraverso la scomposizione della commessa, pratica vietata dall’art. 14, comma 4, D.Lgs. 36/2023. Tale impianto normativo prosegue nel solco già tracciato dal previgente art. 36 D.Lgs. 50/2016, rafforzando l’obbligo di trasparenza nella fase di scelta del contraente.

CONCLUSIONI

La rotazione degli affidamenti è un principio precettivo che non ammette deroghe per servizi continuativi, salvo che per importi minimi (sotto i 5.000 euro). La gestione “frammentata” di un servizio per evitare le procedure concorrenziali costituisce un illecito amministrativo che inficia la legittimità dell’operato della stazione appaltante.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

  • Per il Dipendente: è necessario vigilare sulla programmazione degli acquisti per evitare che la somma di più affidamenti diretti allo stesso soggetto configuri un frazionamento artificioso. L’inosservanza dell’art. 49 del D.Lgs. 36/2023 espone il Responsabile del Progetto (o RUP) a responsabilità per violazione del Codice, con possibili rilievi in sede di controllo da parte dell’ANAC o della Corte dei Conti per danno erariale qualora la mancanza di concorrenza abbia comportato un esborso superiore ai prezzi di mercato.
  • Per il Concorsista: il tema rientra pienamente nella materia del Diritto Amministrativo e della Legislazione sui Contratti Pubblici. È fondamentale memorizzare la soglia dei 5.000 euro come limite per la deroga alla rotazione e il collegamento tra l’art. 49 (rotazione) e l’art. 14, comma 4 (divieto di frazionamento) del D.Lgs. 36/2023.

PAROLE CHIAVE

Affidamento diretto, Principio di rotazione, Frazionamento artificioso, Operatore economico, Sotto soglia, ANAC, Codice dei Contratti Pubblici.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Art. 49 D.Lgs. 36/2023: Disciplina il principio di rotazione degli affidamenti, vietando l’affidamento consecutivo al contraente uscente, salvo deroghe per piccoli importi.
  2. Art. 14, comma 4, D.Lgs. 36/2023: Sancisce il divieto di frazionare un appalto al fine di escluderlo dall’applicazione delle norme del Codice o per aggirare le soglie di rilevanza comunitaria.
  3. Art. 36 D.Lgs. 50/2016: Norma del precedente Codice dei contratti che regolamentava i contratti sotto soglia e il principio di rotazione, oggi evoluto nel nuovo Codice.

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