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Cons. Stato n. 4185/2026: l’indagine di mercato non trasforma l’affidamento diretto in gara e resta l’obbligo di rotazione

CONTENUTO

Il Consiglio di Stato, con la sentenza 25 maggio 2026, n. 4185, ha fornito importanti chiarimenti in merito al confine tra affidamento diretto e procedure di gara, con particolare attenzione all’operatività del principio di rotazione.

Secondo i giudici di Palazzo Spada, la natura di un affidamento diretto non muta anche qualora la stazione appaltante decida di precedere la scelta del contraente con una indagine di mercato o una manifestazione di interesse. Tali passaggi istruttori, volti a esplorare il mercato, non trasformano la procedura in una gara aperta o in una procedura ordinaria. Di conseguenza, l’uso di elenchi ristretti di operatori economici non altera la qualificazione giuridica dell’affidamento.

Il punto centrale della pronuncia riguarda il contraente uscente. La sentenza ribadisce che quest’ultimo resta pienamente soggetto al principio di rotazione previsto dagli artt. 49 e 50 d.lgs. 36/2023. La rotazione costituisce un presidio fondamentale per garantire la concorrenza e non può essere elusa semplicemente attraverso consultazioni preliminari. Qualora l’amministrazione intenda procedere a un nuovo affidamento al gestore uscente, è obbligata a fornire una motivazione puntuale che giustifichi la deroga al principio di rotazione. In assenza di tale rigorosa motivazione, l’affidamento deve essere considerato illegittimo.

CONCLUSIONI

La pronuncia conferma che la semplificazione procedurale dell’affidamento diretto non deve tradursi in una violazione delle regole di concorrenza. L’indagine di mercato è uno strumento conoscitivo e non una gara; pertanto, il vincolo della rotazione permane invalicabile, salvo casi eccezionali e analiticamente motivati dalla Pubblica Amministrazione.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

  • Per il Dipendente: è necessario prestare massima attenzione alla redazione della determinazione a contrarre. Se si decide di invitare il gestore uscente, la motivazione non può essere generica ma deve essere puntuale e basata su presupposti oggettivi. La violazione del principio di rotazione ex artt. 49 e 50 d.lgs. 36/2023 espone l’atto al rischio di annullamento giurisdizionale, con possibili conseguenze sulla regolarità dell’azione amministrativa.
  • Per il Concorsista: il tema ricade nell’ambito del Diritto Amministrativo e della disciplina sui Contratti Pubblici. È fondamentale conoscere il nuovo assetto del d.lgs. 36/2023 e il delicato equilibrio tra il principio del risultato e il principio di rotazione (istituto affine alla parità di trattamento).

PAROLE CHIAVE

Affidamento diretto, Principio di rotazione, Gestore uscente, D.Lgs. 36/2023, Indagine di mercato, Motivazione puntuale, Contratti pubblici.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Consiglio di Stato, sentenza 25 maggio 2026, n. 4185: chiarisce che l’indagine di mercato non trasforma l’affidamento diretto in gara e conferma l’obbligo di rotazione per l’uscente.
  2. Art. 49 d.lgs. 36/2023: disciplina il principio di rotazione degli affidamenti e degli inviti.
  3. Art. 50 d.lgs. 36/2023: definisce le soglie e le procedure per l’affidamento diretto e le procedure negoziate sotto soglia.

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