Ancora sulla trasmutazione dell’affidamento diretto in procedura negoziata – Le Autonomie Ancora sulla trasmutazione dell’affidamento diretto in procedura negoziata – Le Autonomie
TAR Lombardia n. 28/2025: l’affidamento diretto trasmuta in procedura negoziata con il confronto comparativo
CONTENUTO
Secondo la recente pronuncia del TAR Lombardia, Milano, sez. I, n. 28/2025, la qualificazione giuridica di una procedura di gara non dipende esclusivamente dal nomen iuris attribuito dalla stazione appaltante, ma dalle modalità concrete con cui la stessa viene svolta.
Il Collegio ha chiarito che l’affidamento diretto subisce una vera e propria “trasmutazione” in procedura negoziata qualora l’azione amministrativa sia preceduta dalla pubblicazione di un avviso esplorativo, dalla ricezione di manifestazioni di interesse e, soprattutto, dall’instaurazione di un confronto comparativo tra gli operatori economici.
Il punto di diritto poggia sulla distinzione strutturale contenuta nel nuovo Codice dei Contratti Pubblici:
- L’art. 50 d.lgs. 36/2023 disciplina le procedure sottosoglia, distinguendo l’affidamento diretto dalle procedure negoziate.
- L’allegato I.1, art. 3, lett. d) definisce l’affidamento diretto come l’assegnazione del contratto avvenuta attraverso una scelta discrezionale del contraente, operata senza gara.
Laddove la stazione appaltante decida di autovinicolsi a un meccanismo di valutazione dei preventivi o delle offerte basato su criteri predeterminati e comparativi, essa fuoriesce dallo schema semplificato dell’affidamento diretto per approdare a quello della procedura negoziata, con tutte le conseguenze in termini di oneri motivazionali e di rispetto delle garanzie partecipative tipiche della gara.
CONCLUSIONI
La sentenza stabilisce che il criterio discriminante tra le due fattispecie è l’assenza o la presenza di una dinamica competitiva. Se la PA sceglie di confrontare le offerte a seguito di un avviso pubblico, l’atto finale non è più una scelta “secca” e discrezionale, ma l’esito di una selezione tra più concorrenti, configurando una procedura negoziata.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
- Per il Dipendente: è necessario prestare massima attenzione alla redazione degli atti di avvio della procedura. Se si intende procedere con un affidamento diretto puro per ragioni di celerità, bisogna evitare di strutturare la selezione come una gara (confronto comparativo di preventivi), poiché ciò potrebbe esporre l’amministrazione a ricorsi basati sulle regole della procedura negoziata (es. soccorso istruttorio, termini di stand-still, criteri di esclusione). Un errore nella qualificazione della procedura può generare responsabilità per ritardi o contenziosi evitabili.
- Per il Concorsista: il tema ricade nell’ambito della materia del Diritto dei Contratti Pubblici. È fondamentale conoscere la differenza tra le procedure sottosoglia previste dall’art. 50 d.lgs. 36/2023 e la definizione di “affidamento diretto” fornita dall’allegato I.1. Il collegamento principale riguarda il principio di auto-vincolo: la PA, pur avendo la facoltà di affidare direttamente, se sceglie una via comparativa, è obbligata a rispettarne le forme.
PAROLE CHIAVE
Affidamento diretto, Procedura negoziata, d.lgs. 36/2023, TAR Lombardia 28/2025, Avviso esplorativo, Confronto comparativo, Contratti pubblici.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- TAR Lombardia, Milano, sez. I, n. 28/2025: sentenza che sancisce il principio della trasmutazione dell’affidamento diretto in procedura negoziata in presenza di confronto comparativo.
- Art. 50 d.lgs. 36/2023: norma del Codice dei Contratti Pubblici dedicata alle procedure per l’aggiudicazione dei contratti sotto le soglie di rilevanza europea.
- Allegato I.1, art. 3, lett. d), d.lgs. 36/2023: definizione normativa dell’affidamento diretto inteso come scelta del contraente senza il ricorso a una gara.

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