Siamo in Veneto - E’ pervenuta una richiesta di informazioni riguardo all’apertura di una attività da parte di una insegnante di pilates, in possesso di partita iva, presso un locale commerciale nel nostro Comune.
La signora mi riferisce che il suo progetto è quello di aprire una piccola attività organizzando classi di Pilates e ginnastica dolce/posturale con piccoli gruppi da 6/7 persone nell’arco della giornata.
Devo applicare la L.R. Veneto n. 8/2015 “Disposizioni generali in materia di attività motoria e sportiva”? Come dovrei inquadrare l’attività “Pilates”?
Grazie mille in anticipo
Apertura di uno Studio di Pilates in Italia: Guida Normativa
CONTENUTO
Aprire uno studio di pilates in Italia è un’impresa che richiede una buona conoscenza delle normative vigenti. È fondamentale considerare quattro ambiti principali: diritto societario, normativa sportiva, urbanistico-edilizia e fiscalità.
Forma Giuridica e Inquadramento Lavorativo
La prima decisione da prendere riguarda la forma giuridica dell’impresa. Le opzioni più comuni includono:
- Società a responsabilità limitata (SRL): offre una protezione patrimoniale limitata.
- Impresa individuale: semplice da gestire, ma con responsabilità illimitata.
- Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD): ideale per chi desidera promuovere attività sportive senza scopo di lucro.
- Società Sportiva Dilettantistica (SSD): simile all’ASD, ma con possibilità di generare utili.
Gli istruttori di pilates possono essere considerati lavoratori sportivi solo se operano in enti sportivi riconosciuti e iscritti al Registro delle Associazioni Sportive Dilettantistiche (RASD). In caso contrario, il loro inquadramento sarà come lavoratori autonomi, subordinati o occasionali, con conseguente applicazione della fiscalità standard.
Adempimenti Amministrativi
Prima di avviare l’attività, è necessario completare vari adempimenti amministrativi:
- SUAP comunale: presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA).
- Ufficio Tecnico: verifica della destinazione d’uso e dell’agibilità dei locali.
- ASL territoriale: accertamento dei requisiti igienico-sanitari.
- Comando Provinciale Vigili del Fuoco: valutazione della sicurezza e prevenzione incendi, soprattutto se si supera un certo numero di affollamento.
- Ufficio Tributi: registrazione per la TARI e altre tasse locali.
Scelta del Modello Operativo
Un altro aspetto cruciale è la scelta del modello operativo. È necessario decidere se orientarsi verso:
- Matwork: esercizi a corpo libero.
- Pilates Reformer: utilizzo di attrezzature specifiche.
- Modello misto: combinazione dei due.
- Servizio personalizzato/semi-privato: per un approccio più individualizzato.
Queste scelte influenzeranno le esigenze organizzative e spaziali dello studio.
CONCLUSIONI
Aprire uno studio di pilates in Italia è un processo complesso che richiede attenzione a diversi aspetti normativi. È fondamentale pianificare con cura la forma giuridica, rispettare gli adempimenti amministrativi e scegliere il modello operativo più adatto.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, comprendere queste normative è essenziale non solo per eventuali progetti imprenditoriali futuri, ma anche per garantire che le pratiche amministrative siano gestite in modo corretto e conforme alle leggi vigenti. La conoscenza delle normative può rivelarsi un vantaggio competitivo in ambito lavorativo.
PAROLE CHIAVE
Apertura studio pilates, diritto societario, normativa sportiva, adempimenti amministrativi, SUAP, ASL, sicurezza, fiscalità.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- Riforma dello Sport 2021 e successive modifiche.
- Normativa SUAP.
- D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro).
- Codice dell’Ordinamento Sportivo (D.Lgs. 36/2021).

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A parere mio si applica la LR citata, in particolare l’art. 22. Il problema è che non esiste una definizione legale di pilates né delle norme che lo disciplinino in modo specifico sottraendolo ad altre discipline. Sul web puoi trovare molte interpretazioni, anche che si tratta di una “disciplina del benessere” e, in quanto tale, di libero esercizio.
Tuttavia, in Veneto, la LR definisce un campo applicativo molto vasto:
Le attività motorie e sportive non finalizzate all’agonismo, comportanti il pagamento di corrispettivi a qualsiasi titolo, anche sotto forma di quota associativa, si svolgono nelle palestre o in altri impianti sportivi aperti al pubblico, sulla base di programmi di attività predisposti, sotto la responsabilità di un operatore qualificato o, limitatamente alla disciplina di competenza, di un operatore di specifica disciplina sportiva, che ne supervisioni l’applicazione.
Dove, per attività motoria e sportiva, si intende:
qualsiasi forma di attività fisica, spontanea o organizzata, che abbia come obiettivo la formazione e l’educazione della persona, il raggiungimento di risultati agonistici, il miglioramento degli stili di vita, l’accrescimento del benessere psicofisico e lo sviluppo delle relazioni sociali ;
Sicuramente, il Pilates sta dentro.
Che poi, alla fine, il pilates è un’attività tipica di ogni palestra con i clenti che eseguono esercizi posturali sotto il controllo di un insegnante
grazie mille del riscontro