Appalti, costo della manodopera: la Consulta dimostra che la fissazione chiara di minimi salariali è possibile - Le Autonomie Appalti, costo della manodopera: la Consulta dimostra che la fissazione chiara di minimi salariali è possibile - Le Autonomie
Appalti pubblici: la Corte Costituzionale conferma la possibilità di fissare minimi salariali chiari
CONTENUTO
La recente sentenza n. 79/2023 della Corte Costituzionale ha aperto nuove prospettive nel campo degli appalti pubblici, stabilendo la legittimità della fissazione di un trattamento salariale minimo netto e fisso per gli operatori economici partecipanti. Questa decisione si inserisce in un contesto normativo volto a garantire la tutela dei lavoratori e a mantenere la parità di condizioni tra i concorrenti, senza compromettere il principio di concorrenza.
La Corte ha chiarito che tale intervento “dirigista” non interferisce con il diritto privato generale, ma si propone di garantire una continuità procedurale, come già evidenziato nella sentenza n. 44/2023. In questo modo, si intende tutelare i diritti dei lavoratori, assicurando che i salari non scendano al di sotto di una soglia minima stabilita.
In aggiunta, il Consiglio di Stato ha fornito chiarimenti importanti riguardo alle tabelle ministeriali sul costo medio del lavoro, sottolineando che queste sono da considerarsi indicative. È possibile, infatti, che si verifichino disallineamenti rispetto a tali tabelle, purché giustificati da efficienze organizzative e senza violare i minimi salariali stabiliti. È importante notare che i ribassi sui costi della manodopera sono consentiti, sempre nel rispetto delle disposizioni del D.Lgs. 36/2023.
Infine, le verifiche in gara, come previsto dall’art. 110 del Codice degli Appalti, devono includere controlli sui Criteri Ambientali Minimi (CAM) e sulle clausole sociali, rendendo obbligatoria la loro applicazione per garantire la correttezza e la trasparenza delle procedure di gara.
CONCLUSIONI
La sentenza della Corte Costituzionale rappresenta un passo significativo verso la protezione dei diritti dei lavoratori nel settore degli appalti pubblici. La possibilità di fissare minimi salariali chiari non solo tutela i lavoratori, ma contribuisce anche a garantire una concorrenza leale tra gli operatori economici.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, questa evoluzione normativa implica una maggiore attenzione alla gestione delle gare d’appalto e alla verifica del rispetto dei minimi salariali. È fondamentale che i funzionari pubblici siano formati e aggiornati su queste disposizioni per garantire l’applicazione corretta delle normative e la tutela dei diritti dei lavoratori.
PAROLE CHIAVE
Appalti pubblici, Corte Costituzionale, minimi salariali, trattamento salariale, Consiglio di Stato, Criteri Ambientali Minimi, clausole sociali.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- Corte Costituzionale, sentenza n. 79/2023.
- Corte Costituzionale, sentenza n. 44/2023.
- D.Lgs. 36/2023.
- Consiglio di Stato, sentenze nn. 7813/2025, 5712/2025.
- Codice degli Appalti, art. 110.

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