Appalti verdi: fino al 21% in meno di emissioni. E l’Italia ha un vantaggio da giocare | Il Giornale dei Comuni https://share.google/gG0uTZi6m7Q2TLpV9
D.LGS. 36/2023, ART. 57: L’OBBLIGO DEI CRITERI AMBIENTALI MINIMI (CAM) RIDUCE LE EMISSIONI DEL 21%
CONTENUTO
Il Green Public Procurement (GPP) rappresenta oggi uno dei pilastri fondamentali dell’azione amministrativa per la sostenibilità. In Italia, questo percorso ha trovato una base giuridica solida a partire dal 2 febbraio 2016, data in cui il sistema è divenuto pienamente operativo. L’obbligo per le stazioni appaltanti di inserire i Criteri Ambientali Minimi (CAM) nella documentazione di gara è stato sancito inizialmente dal d.lgs. 50/2016, art. 34.
Tale impostazione è stata rigorosamente confermata e rilanciata dal nuovo Codice dei Contratti Pubblici, il d.lgs. 36/2023, art. 57, che consolida il dovere della Pubblica Amministrazione di contribuire agli obiettivi ambientali attraverso la domanda pubblica. Il fondamento europeo di tale approccio risiede nella giurisprudenza della Corte di giustizia UE, con particolare riferimento alla sentenza Concordia Bus, che ha legittimato l’utilizzo di criteri di aggiudicazione di natura ambientale, superando una visione meramente economica dell’appalto.
Sotto il profilo operativo, l’applicazione dei CAM non è solo un adempimento formale, ma produce risultati tangibili: le stime indicano che l’adozione sistematica degli appalti verdi può ridurre le emissioni fino al 21%. L’Italia gode attualmente di una posizione di vantaggio in questo ambito, avendo strutturato un sistema normativo che integra la tutela ambientale nel ciclo dei contratti pubblici.
CONCLUSIONI
L’inserimento dei CAM è un obbligo di legge inderogabile che trasforma il procurement pubblico in uno strumento di politica ambientale. Il passaggio dal d.lgs. 50/2016 al d.lgs. 36/2023 assicura la continuità di un modello che garantisce una riduzione drastica dell’impatto ecologico (fino al 21% di emissioni in meno).
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
- Per il Dipendente: è necessaria la massima attenzione nella redazione dei bandi e dei capitolati: l’omessa integrazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) previsti dal d.lgs. 36/2023 può determinare l’illegittimità degli atti di gara, con conseguenti rischi di contenzioso e responsabilità per la stazione appaltante.
- Per il Concorsista: il tema rientra pienamente nella disciplina del Diritto dei Contratti Pubblici. È fondamentale conoscere il passaggio normativo tra l’art. 34 del d.lgs. 50/2016 e l’art. 57 del d.lgs. 36/2023, oltre a saper inquadrare il GPP come principio di derivazione europea (sentenza Concordia Bus).
PAROLE CHIAVE
Green Public Procurement, Criteri Ambientali Minimi, CAM, d.lgs. 36/2023, d.lgs. 50/2016, Concordia Bus, Sostenibilità, Appalti Verdi.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- d.lgs. 36/2023, art. 57: Disciplina attuale che conferma l’obbligo di inserimento dei criteri ambientali negli appalti pubblici.
- d.lgs. 50/2016, art. 34: Norma che ha introdotto l’obbligo di applicazione dei CAM in Italia.
- Sentenza Concordia Bus (Corte di Giustizia UE): Pronuncia fondamentale che ha riconosciuto la legittimità dei criteri ambientali per l’aggiudicazione delle gare.
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