Art.20 legge 7 agosto 1990 n.241

Premesso che al posto del legislatore non avrei mai legiferato per l istituto del silenzio assenso o rigetto, avrei legiferato per delle sanzioni più severe per i funzionari o istruttori ma questa è una mia opinione, nell’art.20 si parla di silenzio assrnso come regola generale salvo eccezioni…il mio prof di diritto amministrativo dice che oggi c’è questa tendenza del legislatore a tipizzare l’istituto del silenzio assenso per evitare confusione con il silenzio inadempimento nonostante sia ,ripeto la regola generale. Quindi si è reso conto della difficoltà degli interpreti e vuole facilitare il loro lavoro e anche quello dei cittadini se vogliamo per ciò che li interessa. E’ giusto ho capito bene? Grazie I anticipo

omniarobot
Ciao, sono l’intelligenza artificiale di Omniavis:

La tua comprensione dell’argomento sembra corretta. Il silenzio assenso e il silenzio rigetto sono istituti del diritto amministrativo che regolano gli effetti del mancato riscontro da parte della pubblica amministrazione entro determinati termini a una richiesta o a un’istanza presentata da un privato. La tendenza legislativa a tipizzare e chiarire l’applicazione del silenzio assenso risponde alla necessità di rendere più trasparente e prevedibile l’azione amministrativa, facilitando sia il lavoro degli interpreti (giuristi, avvocati, magistrati) che quello dei cittadini.

Teoria Generale del Diritto

Nel diritto amministrativo, il silenzio assenso si verifica quando la mancata risposta da parte dell’amministrazione entro un termine prestabilito equivale a un’accettazione della richiesta presentata dal cittadino. Al contrario, il silenzio rigetto si verifica quando la mancata risposta equivale a un rifiuto. Questi istituti sono regolati da norme specifiche che stabiliscono i casi e le condizioni in cui si applicano.

Norme Relative alla Teoria

La normativa di riferimento per il silenzio assenso e il silenzio rigetto è variata nel tempo e può differire a seconda del contesto specifico. A livello generale, il Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000) e il Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) contengono disposizioni in materia. Inoltre, il Nuovo Codice degli Appalti (D.Lgs. 50/2016, recentemente sostituito dal D.Lgs. 36/2023) include disposizioni specifiche per il settore degli appalti pubblici.

Esempi Concreti

Un esempio di silenzio assenso si può trovare nella procedura di autorizzazione per l’apertura di attività commerciali, dove, se l’amministrazione non risponde entro i termini previsti dalla legge, l’autorizzazione si intende concessa. Al contrario, in alcuni procedimenti amministrativi, se non vi è risposta entro il termine stabilito, si può presumere un rigetto della richiesta.

Conclusione Sintetica

La tendenza a tipizzare e chiarire l’applicazione del silenzio assenso risponde a una necessità di maggiore trasparenza e prevedibilità dell’azione amministrativa, facilitando il lavoro degli interpreti e dei cittadini. Questo approccio mira a ridurre l’incertezza e a garantire una maggiore efficienza nella gestione delle istanze amministrative.

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Bibliografia

  • Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000): Link al testo
  • Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005): Link al testo
  • Nuovo Codice degli Appalti (D.Lgs. 50/2016, sostituito dal D.Lgs. 36/2023): [Link al testo](Normattiva - Errore

In teoria, l’Articolo 20 della Legge 241/90 pone il silenzio-assenso come la “regola aurea” per i procedimenti a istanza di parte. Tuttavia, la realtà pratica è molto più complessa e il tuo professore ha ragione: c’è una forte spinta verso la tipizzazione (ovvero l’elencazione specifica dei casi) per rimediare a un’incertezza che danneggia tutti.

Ecco perché la tua interpretazione è corretta e quali sono le dinamiche in gioco:

1. La “Trappola” della Regola Generale

L’Art. 20 dice che il silenzio equivale ad accoglimento, ma poi il comma 4 elenca una serie di eccezioni pesantissime: patrimonio culturale, paesaggistico, ambiente, difesa nazionale, pubblica sicurezza, salute, e tutti i casi in cui la normativa comunitaria impone un provvedimento espresso.

Il problema: Capire se un caso specifico rientri in queste eccezioni non è sempre facile.

  • Per il cittadino: “Posso iniziare i lavori o rischio un abuso edilizio perché c’è un vincolo paesaggistico che non avevo considerato?”
  • Per il funzionario: “Se sto zitto, sto dando un assenso legittimo o sto commettendo un’omissione d’atti d’ufficio perché il bene è tutelato?”

2. Perché la “Tipizzazione” è la soluzione (pragmatica)

Il legislatore si è reso conto che la “regola generale” era troppo generica. Per questo oggi tende a scrivere leggi speciali dove dice esplicitamente: “In questo caso specifico, si applica il silenzio-assenso”.

Questo serve a:

  • Eliminare il Silenzio-Inadempimento: Se la legge non è chiara, il silenzio resta “inadempimento” (la PA non ha fatto il suo dovere e il cittadino deve fare ricorso al TAR per obbligarla a rispondere). Tipizzando, si trasforma il “nulla” in un “sì” giuridicamente certo.
  • Certezza del Diritto: Sapere con precisione quando scatta il termine (es. 60 o 90 giorni) e cosa si ottiene permette alle imprese di investire e ai cittadini di agire senza paura di sanzioni future.

3. La tua opinione sulle sanzioni

Non sei solo in questa riflessione. Molti giuristi sostengono che il silenzio-assenso sia una “resa” dello Stato: siccome la PA non funziona, facciamo finta che abbia detto sì.

In effetti, riforme recenti (come il D.L. Semplificazioni del 2020) hanno provato a seguire la tua scia:

  • Hanno stabilito che i provvedimenti adottati in ritardo (dopo che è scattato il silenzio) sono inefficaci.
  • Hanno introdotto l’obbligo per la PA di rilasciare, su richiesta, un’attestazione che confermi l’avvenuta formazione del silenzio-assenso.

Tabella Riassuntiva: I volti del Silenzio

Tipo di Silenzio Significato Quando avviene?
Assenso La domanda è accolta. Regola generale (Art. 20) ma tipizzata per sicurezza.
Diniego (Rigetto) La domanda è respinta. Solo in rari casi specifici (es. accesso ai documenti).
Inadempimento La PA è inerte e illegittima. Quando non scatta l’assenso (es. interessi sensibili).

In sintesi, hai capito benissimo: la legge si sta muovendo verso una “mappatura” dei diritti, perché una regola generale piena di eccezioni finisce per non essere affatto una regola, ma un labirinto.

Compilare un elenco preciso è un ottimo esercizio per capire quanto sia vasta l’applicazione di questo istituto. Come ti accennavo, il “testo sacro” per orientarsi è il D.Lgs. 222/2016 (noto come Decreto Madia), che contiene una tabella (la famosa Tabella A) dove il legislatore ha fatto esattamente quello che diceva il tuo professore: ha “mappato” le procedure per dire chiaramente al cittadino quando c’è silenzio-assenso, quando serve la SCIA o quando serve un provvedimento espresso.

Ecco una lista di oltre 30 procedure divise per settori, basata sulla normativa vigente:

1. Edilizia e Urbanistica

  1. Permesso di Costruire (PdC): È il caso più celebre. Decorso il termine (di regola 90 giorni), il silenzio equivale ad assenso, salvo nei casi di vincoli ambientali, paesaggistici o culturali.
  2. Certificato di agibilità: Se non viene rilasciato entro i termini, si intende formato il silenzio-assenso (purché ci sia la dichiarazione del tecnico).
  3. Autorizzazione per interventi in zone sismiche: Formazione del silenzio dopo il termine stabilito per il parere tecnico.
  4. Permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici: Per edifici pubblici o di interesse pubblico.
  5. Varianti ai piani urbanistici esecutivi: In alcuni casi di accordi tra privati e PA.

2. Commercio e Attività Produttive (SUAP)

  1. Apertura di medie strutture di vendita: Superati i termini per la conferenza di servizi.
  2. Grandi strutture di vendita: Meccanismo di silenzio-assenso su istanze di autorizzazione.
  3. Esercizio di impianti di distribuzione carburanti: Autorizzazione all’installazione e all’esercizio.
  4. Trasferimento di farmacie: Autorizzazione allo spostamento in altra zona della sede.
  5. Apertura di sale giochi e scommesse: (Soggetta a verifiche di pubblica sicurezza, ma con termini procedimentali per l’autorizzazione amministrativa).
  6. Licenza per depositi di oli minerali.
  7. Autorizzazione per rivendite di generi di monopolio (Tabaccai).
  8. Autorizzazione per l’esercizio di scuole guida.
  9. Licenza per spettacoli viaggianti (Luna Park).

3. Ambiente ed Energia

  1. AUA (Autorizzazione Unica Ambientale): Per alcune tipologie di scarichi o emissioni, se non arrivano dinieghi nei termini.
  2. Autorizzazione allo scarico di acque reflue: Al di fuori della rete fognaria.
  3. Approvazione di progetti per impianti di energia da fonti rinnovabili: (Procedure semplificate o abilitazione unica).
  4. Autorizzazione all’installazione di infrastrutture di comunicazione elettronica (Antenne 5G/4G): Termine di 90 giorni (fondamentale per lo sviluppo tecnologico).
  5. Nulla osta per l’impiego di sorgenti di radiazioni ionizzanti (Cat. B).

4. Sanità e Sociale

  1. Riconoscimento dei titoli di studio esteri: Per le professioni non regolamentate.
  2. Autorizzazione all’apertura di laboratori di analisi cliniche.
  3. Autorizzazione per ambulatori specialistici privati.
  4. Accreditamento istituzionale delle strutture sanitarie.
  5. Autorizzazione per asili nido e strutture per l’infanzia.
  6. Concessione di contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

5. Beni Culturali e Territorio (Casi Specifici)

  1. Autorizzazione paesaggistica semplificata: Quando il parere della Soprintendenza non arriva nei termini (pur essendo “interessi sensibili”, qui il silenzio è stato introdotto per accelerare).
  2. Nulla osta per sorvolo aree protette o parchi.
  3. Autorizzazione per cartelli pubblicitari lungo le strade.

6. Rapporti tra Pubbliche Amministrazioni (Art. 17-bis L. 241/90)

Questo è il cosiddetto “Silenzio-Assenso Orizzontale”. Qui non è il cittadino a chiedere, ma una PA a un’altra PA: 29. Parere tecnico tra Ministeri (es. Ministero Ambiente su parere Ministero Infrastrutture). 30. Nulla osta tra Soprintendenza e Comune. 31. Concerto o intesa tra Regioni e Stato per opere strategiche.

Una precisazione fondamentale per i tuoi studi

Il fatto che esista il silenzio-assenso non significa che l’atto sia “intoccabile”. Anche se il termine scade e tu ottieni l’assenso “silenzioso”, la Pubblica Amministrazione conserva sempre il potere di:

  • Annullamento d’ufficio (Autotutela): Se si accorge che non avevi i requisiti, può annullare l’assenso entro 12 mesi.
  • Revoca: Se cambiano le condizioni di interesse pubblico.

Curiosità per il tuo esame: Con il D.L. Semplificazioni 2020, il legislatore ha stabilito che se la PA emette un provvedimento di diniego dopo che sono già scaduti i termini del silenzio-assenso, quel provvedimento è inefficace.