
Corte costituzionale sentenza n.202 del 2022*
Comunicato Stampa
La Corte costituzionale non può estendere l’ambito dell’assicurazione contro
il rischio infortunistico per invalidità permanente causata dalle attività di cura delle
persone e dell’ambiente domestico. Ma è ineludibile un intervento del legislatore
per individuare gli strumenti e le modalità migliori per fruire di tali prestazioni.
Lo ha affermato la Corte costituzionale con la sentenza n.202 depositata oggi
(redattrice la giudice Maria Rosaria San Giorgio) con la quale ha
dichiarato inammissibile la questione volta ad includere nella copertura assicurativa
prevista dall’articolo 6 della legge 493/1999 (Norme per la tutela della salute nelle
abitazioni e istituzione dell’assicurazione contro gli infortuni domestici) anche eventi
verificatisi al di fuori della dimora del nucleo familiare, presso l’abitazione di “stretti
familiari non conviventi per quanto bisognosi di assistenza domestica”.
Nella fattispecie, la rendita da infortunio domestico era stata richiesta dal
marito di una donna morta per un incidente verificatosi nell’abitazione dei genitori,
dove si era recata per prestare assistenza.
Nella sentenza si afferma che l’estensione della copertura assicurativa auspicata
dall’ordinanza di rimessione richiederebbe una riforma di sistema, inibita alla Corte
e rimessa alle scelte discrezionali del legislatore. Essa implica infatti una molteplicità
di soluzioni praticabili quanto a soggetti e contesti assicurabili, all’esigenza di
evitarne un utilizzo fraudolento, alla valutazione dell’operatività dell’ampliamento
nella logica assicurativa di un sistema guidato dall’applicazione del metodo della
capitalizzazione dei contributi.
Il piano sul quale opera la legge in questione, ha sottolineato la Corte, è,
infatti, quello dello strumento assicurativo a tutela di posizioni previdenziali insorte
in ambito domestico-familiare, e non già quello delle politiche di welfare statale, volte
a tutelare il benessere della popolazione, anche attraverso il sostegno dei caregivers,
impegnati in modo gratuito in favore delle persone non autosufficienti.
Tuttavia, conclude la sentenza, la doverosa attenzione e sensibilità ai temi della
solidarietà e dell’aiuto rende necessario un forte richiamo al legislatore affinché la
rete sociale sia rinsaldata attraverso l’individuazione dei più idonei strumenti e delle
più adeguate modalità di fruizione delle prestazioni di cui si tratta.