Buongiorno
è stata presentata allo sportello SUAP, attraverso il portale STAR, la richiesta per l’Autorizzazione alla coltivazione di una cava ai sensi della L.R. 35/2015. Il SUAP ha convocato la conferenza dei servizi ai sensi dell’art. 14 e seguenti della L. 241/90. A conclusione della conferenza dei servizi il responsabile SUAP ha redatto il verbale di conclusione e con una determina ha preso atto del presente verbale. L’autorizzazione alla coltivazione della cava da chi deve essere rilasciata?
Dal responsabile SUAP oppure dal dirigente del servizio del territorio (ufficio ambiente)
Autorizzazioni Cave in Italia: Un Panorama Normativo
CONTENUTO
Le autorizzazioni per l’apertura e la gestione di cave in Italia sono disciplinate da normative regionali che variano significativamente da un territorio all’altro. In Calabria, la Legge Regionale 40/2009 stabilisce che la ricerca di materiali da cava deve essere autorizzata dal Comune, con una validità massima di due anni. È necessario ottenere un parere dall’Osservatorio Regionale per le Attività Estrattive (ORAE) e dimostrare la conformità al Piano Regionale delle Attività Estrattive (PRAE). La coltivazione delle cave può durare fino a vent’anni.
Nel Lazio, la Legge Regionale 17/2004, articoli 12-25, prevede un’autorizzazione unica che comprende sia la coltivazione che il recupero ambientale. Questa autorizzazione è obbligatoria anche in caso di abusi, sottolineando l’importanza della legalità e della sostenibilità ambientale.
In Lombardia, la Deliberazione della Giunta Regionale 5442/2025, in combinazione con la Legge Regionale 20/2021, articolo 12 comma 19, introduce l’obbligo di un Piano di Monitoraggio Ambientale (PMA) per garantire che le attività estrattive non compromettano l’ambiente circostante.
In alcune regioni, come la Toscana e il Lazio, sono state introdotte procedure unificate per semplificare il processo di autorizzazione, come previsto dal D.Lgs. 152/2006, articolo 27-bis. Tuttavia, ci sono anche casi di revoca delle autorizzazioni, come dimostrato da una sentenza del TAR di Catania riguardante il Comune di Belpasso, dove l’autorizzazione è stata annullata per decorrenza dei termini.
È fondamentale che le attività estrattive siano accompagnate da un obbligo di recupero ambientale, per garantire che il territorio non subisca danni irreversibili.
CONCLUSIONI
Le autorizzazioni per le cave in Italia sono regolate da un complesso sistema normativo che richiede attenzione e rispetto delle procedure. Ogni regione ha le proprie specificità, ma il comune denominatore è l’importanza della sostenibilità ambientale e della legalità.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, è cruciale comprendere le normative regionali e nazionali relative alle autorizzazioni per cave. La conoscenza di queste leggi non solo facilita il lavoro quotidiano, ma è anche fondamentale per garantire che le pratiche amministrative siano conformi alle normative vigenti, evitando sanzioni e problematiche legali.
PAROLE CHIAVE
Autorizzazioni cave, normativa regionale, recupero ambientale, sostenibilità, D.Lgs. 152/2006, Calabria, Lazio, Lombardia.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- L.R. 40/2009 Calabria
- L.R. 17/2004 Lazio, artt. 12-25
- DGR 5442/2025 Lombardia
- L.R. 20/2021 Lombardia, art. 12 c. 19
- D.Lgs. 152/2006, art. 27-bis
- Sentenza TAR Catania, Comune di Belpasso
- Normativa Sicilia
- Normativa Brescia

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dal responabile SUAP. Il digente del servio territorio firma l’atto che identifica la conclusione dell’endo-procedimento e che confluisce, quale parte integrante e sostanziale, nel provvedimento finale a firma SUAP
Il responsabile del servizio attività produttive può avvalersi dei propri poteri di polizia amministrativa per verificare il rispetto delle prescrizioni riportate in autorizzazione (esempio orari dell’attività di escavazione)?