Autorizzazione paesaggistica postuma: termini, silenzio e limiti | Consiglio di Stato - LavoriPubblici Autorizzazione paesaggistica postuma: termini, silenzio e limiti | Consiglio di Stato - LavoriPubblici
Autorizzazione Paesaggistica Postuma: Termini, Silenzio e Limiti
CONTENUTO
L’autorizzazione paesaggistica postuma, disciplinata dall’articolo 167, commi 4 e 5 del D.Lgs. 42/2004 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio), rappresenta un importante strumento per la regolarizzazione di interventi edilizi effettuati senza la necessaria autorizzazione paesaggistica. Questo procedimento si articola in due fasi: la prima verifica l’ammissibilità dell’intervento, escludendo incrementi di superficie o volume utile, mentre la seconda fase accerta la compatibilità dell’opera con il paesaggio, valutando eventuali pregiudizi.
I termini per l’istruttoria da parte della Soprintendenza sono fissati in 90 giorni. Se tale termine scade senza una risposta, si applica il principio del silenzio-assenso, come previsto dall’art. 17-bis della Legge 241/1990. Tuttavia, è importante notare che questo principio non si applica nei rapporti tra pubbliche amministrazioni e Soprintendenze, né in caso di condoni edilizi.
In merito ai limiti dell’autorizzazione postuma, essa è esclusa per interventi che comportano un aumento della volumetria o del carico urbanistico. La Legge 105/2024 ha introdotto due regimi distinti per gli abusi edilizi commessi prima e dopo l’entrata in vigore del Codice, richiedendo un parere motivato da parte della Soprintendenza, evitando formule generiche. Il Consiglio di Stato ha ribadito che qualsiasi incremento volumetrico è ostativo all’ottenimento dell’autorizzazione. Infine, per la sanatoria prevista dall’art. 36 del DPR 380/2001, è necessaria una compatibilità paesaggistica preventiva.
CONCLUSIONI
L’autorizzazione paesaggistica postuma si configura come un importante strumento di regolarizzazione, ma è soggetta a rigide condizioni e limiti. È fondamentale che i dipendenti pubblici e i concorsisti comprendano le specifiche normative e i termini di riferimento per gestire correttamente le pratiche edilizie e paesaggistiche.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, la conoscenza approfondita delle norme riguardanti l’autorizzazione paesaggistica postuma è cruciale. Essi devono essere in grado di valutare correttamente le richieste di autorizzazione, rispettando i termini e i limiti previsti dalla legge, e garantendo la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale.
PAROLE CHIAVE
Autorizzazione paesaggistica postuma, D.Lgs. 42/2004, silenzio-assenso, limiti, compatibilità paesaggistica, sanatoria.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- D.Lgs. 42/2004 - Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
- Legge 241/1990 - Nuove norme in materia di procedimento amministrativo.
- DPR 380/2001 - Testo Unico dell’Edilizia.
- Legge 105/2024 - Disposizioni in materia di abusi edilizi.

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