Buona fede e tutela dell’affidamento negli appalti pubblici | Art. 5 Codice contratti - LavoriPubblici https://share.google/CoCxND41kbwPH7rH0

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Buona fede e tutela dell’affidamento negli appalti pubblici (Art. 5 D.Lgs. 36/2023)

CONTENUTO

Il nuovo Codice dei contratti pubblici, introdotto dal D.Lgs. 36/2023, pone un forte accento sui principi di buona fede e tutela dell’affidamento. Questi principi non sono semplici clausole generali, ma strumenti fondamentali per valutare le condotte degli operatori economici e della Pubblica Amministrazione ¶. L’Art. 5 del D.Lgs. 36/2023 stabilisce che la buona fede deve qualificare le azioni sia degli operatori che delle amministrazioni, mentre la tutela dell’affidamento si basa sulla fiducia riposta dagli operatori nella correttezza delle procedure amministrative.

La buona fede implica che le condotte amministrative siano improntate a correttezza e trasparenza. Tuttavia, la tutela dell’affidamento è garantita solo se si fonda su un comportamento complessivo della PA che escluda illegittimità evidenti o comportamenti scorretti da parte del concorrente. Questo significa che la buona fede non amplia le tutele, ma ne delimita l’ambito, richiedendo verifiche puntuali e non riequilibrando gli esiti delle gare.

La giurisprudenza ha confermato che esiste un obbligo di segnalazione immediata in caso di falsa dichiarazione, come previsto dall’Art. 80 del D.Lgs. 36/2023. La violazione di questo obbligo può generare responsabilità per colpa. Inoltre, il principio di buona fede si integra con l’Art. 1375 del Codice Civile, che impone l’esecuzione dei contratti in buona fede, prevedendo la possibilità di risarcimento per comportamenti scorretti della PA.

CONCLUSIONI

In sintesi, i principi di buona fede e tutela dell’affidamento rappresentano un’importante evoluzione nel panorama degli appalti pubblici, orientando le condotte verso una maggiore responsabilità e trasparenza. La loro applicazione richiede una valutazione attenta e puntuale delle condotte, sia da parte della PA che degli operatori economici.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, la comprensione di questi principi è fondamentale. Essi devono essere consapevoli che la buona fede e la tutela dell’affidamento non solo influenzano le decisioni amministrative, ma anche le responsabilità legali in caso di violazioni. È essenziale che i dipendenti pubblici agiscano sempre in modo trasparente e corretto, per evitare conseguenze negative sia per l’amministrazione che per gli operatori economici.

PAROLE CHIAVE

Buona fede, tutela dell’affidamento, appalti pubblici, D.Lgs. 36/2023, responsabilità, trasparenza, condotte amministrative.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. D.Lgs. 36/2023, Art. 5
  2. D.Lgs. 36/2023, Art. 80
  3. Codice Civile, Art. 1375
  4. D.Lgs. 36/2023, Art. 2
  5. Giurisprudenza in materia di appalti pubblici.

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