Casette acqua adempimenti

Buongiorno.

In merito all’istallazione delle cosiddette “casette dell’acqua” volevamo sapere come le trattate, come distributori automatici con verifica anche del requisito professionale o solo come notifica sanitaria ?

Grazie

Buona giornata

Casette dell’acqua: adempimenti normativi

CONTENUTO

Le casette dell’acqua, ovvero i distributori pubblici di acqua depurata, rappresentano una soluzione innovativa e sostenibile per la distribuzione di acqua potabile. Tuttavia, la loro installazione e gestione richiedono il rispetto di specifici adempimenti normativi per garantire la qualità e la sicurezza dell’acqua erogata. Di seguito, vengono analizzati i principali obblighi normativi a cui devono attenersi i gestori di queste strutture.

  1. Certificazione della qualità dell’acqua: È fondamentale effettuare analisi annuali per verificare la presenza di contaminanti, come la salmonella, e per controllare i parametri microbiologici. Questi requisiti sono stabiliti dalla Deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 453/2021, che sottolinea l’importanza della qualità dell’acqua distribuita.

  2. Manutenzione e sicurezza: I gestori devono predisporre un Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) ai sensi del D.Lgs. 81/2008, che disciplina la sicurezza nei luoghi di lavoro. Inoltre, è obbligatorio dotare le casette di estintori a CO2 e di una cassetta di pronto soccorso, come previsto dal D.M. 388/2003.

  3. Norme igienico-sanitarie: Le casette dell’acqua devono rispettare le disposizioni del D.Lgs. 31/2001, che regola la qualità dell’acqua potabile, e adottare sistemi di gestione della qualità conformi alla norma UNI EN ISO 9001.

  4. Efficienza energetica: È necessario garantire che gli apparecchi utilizzati per la distribuzione dell’acqua siano conformi all’etichetta energetica dell’Unione Europea, in linea con la Direttiva 2012/27/UE e il D.Lgs. 102/2014, per promuovere un uso sostenibile delle risorse.

  5. Installazioni comuni: Nel caso in cui le casette dell’acqua siano installate in contesti condominiali, è importante considerare la proprietà condivisa degli impianti idrici, come stabilito dall’Art. 1117 del Codice Civile.

Infine, è fondamentale che i gestori delle casette dell’acqua siano a conoscenza della vigilanza regionale prevista dalla L.R. 7/2020 e verifichino i regolamenti locali per ottenere le necessarie autorizzazioni da parte delle ASL competenti.

CONCLUSIONI

Le casette dell’acqua rappresentano un’opportunità per promuovere l’uso di acqua potabile di qualità e ridurre l’uso di plastica. Tuttavia, il rispetto degli adempimenti normativi è cruciale per garantire la sicurezza e la salute pubblica. I gestori devono essere ben informati e preparati ad affrontare le responsabilità legate alla loro gestione.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, la conoscenza delle normative relative alle casette dell’acqua è essenziale, sia per la gestione delle pratiche autorizzative sia per garantire il rispetto delle normative igienico-sanitarie. La preparazione su questi temi può rivelarsi un vantaggio competitivo nei concorsi pubblici e nelle carriere nella pubblica amministrazione.

PAROLE CHIAVE

Casette dell’acqua, normativa, qualità dell’acqua, sicurezza, igiene, efficienza energetica, pubblica amministrazione.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Deliberazione G.R. Lazio n. 453/2021
  2. D.Lgs. 31/2001
  3. D.Lgs. 81/2008
  4. D.M. 388/2003
  5. Direttiva 2012/27/UE
  6. D.Lgs. 102/2014
  7. L.R. 7/2020
  8. Codice Civile, Art. 1117

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Se mi potete rispondere su quanto richiesto.

grazie

Vedi le “Linee guida sui dispositivi di trattamento delle acque destinate al consumo umano ai sensi del D.M. 7 febbraio 2012, n. 25” adottate dal ministero competente in data 20/03/2013.
le Linee Guida hanno disposto che “le suddette unità distributive di acqua", in base a disposizioni del Ministero della Salute, attuano una “somministrazione di bevande” e i gestori di tale attività rappresentano “operatori del settore alimentare”” che sono pertanto tenuti al rispetto della disciplina vigente in particolare Reg CE 852/2004 per l’adozione di piani di autocontrollo e la notifica.

Sul fatto che occorra anche la SCIA comerciale di distributore automatico sono più scettico (posto che si paghi (alcune casetta fanno pagare l’aqua gassata), altrimenti il problema non si pone. Se è un servizio pubblico, non occorre in ogni caso.