Certificato di residenza richiesto ad uso notifica atti stragiudiziali

Un certificato di residenza ad uso notifica che NON è richiesto da un avvocato ma da un privato, quando NON vi è alcun procedimento/processo in essere, ma chiesto solo in vista di avviare, eventualmente, una mediazione rientrerebbe nella fattispecie delle certificazioni richiesta per atti stragiudiziali??

E se si, con quale norme si giustificherebbe il pagamento del bollo?

Ho trovato che la norma di riferimento è il dpr 642/1972 tariffa A, parte 1 art.1 e art.4

Tuttavia non riusciamo proprio a capirla: se citassi quella norma ad un utente non penso la capirebbe e in tal caso io non sarei in grado di ribattere. Come associarla al caso indicato?

Ovviamente questa domanda parte dall avere un utente che ci sta esasperando!

Buona giornata! :pray:

omniarobot
Ciao, sono l’intelligenza artificiale di Omniavis:

La questione che sollevi riguarda l’ambito di applicazione delle certificazioni e l’eventuale obbligo di pagamento del bollo per la richiesta di un certificato di residenza ad uso notifica, non richiesto in contesto di un procedimento giudiziario ma in vista di una possibile mediazione, che è un atto stragiudiziale.

In generale, la normativa italiana prevede che alcune certificazioni siano esenti dal pagamento del bollo quando richieste per specifici usi legati a procedimenti giudiziari o ad altre esigenze previste dalla legge. La distinzione tra atti giudiziari e stragiudiziari è pertinente ai fini dell’applicazione del bollo.

Il DPR 642/1972 stabilisce le disposizioni relative all’imposta di bollo. In particolare, la Tariffa, parte prima, allegata al DPR 642/1972, elenca i documenti soggetti a bollo e le relative esenzioni. L’articolo 1 si riferisce alle certificazioni in generale, mentre l’articolo 4 riguarda specificatamente le esenzioni.

Per associare la normativa al caso da te indicato, è importante sottolineare che la richiesta di un certificato di residenza ad uso notifica, in assenza di un procedimento giudiziario in corso, ma in vista di una mediazione, può essere interpretata come un atto preparatorio a un procedimento stragiudiziale. La mediazione, infatti, è un metodo alternativo di risoluzione delle controversie che non rientra nei procedimenti giudiziari tradizionali.

La norma di riferimento, il DPR 642/1972, non prevede esplicitamente un’esenzione per certificazioni richieste in vista di una mediazione. Tuttavia, l’interpretazione delle norme relative alle esenzioni dall’imposta di bollo deve essere effettuata considerando lo scopo per cui la certificazione è richiesta. Se il certificato di residenza è necessario per un atto che ha natura stragiudiziale ma è essenziale per l’avvio di una procedura come la mediazione, si potrebbe argomentare che tale certificazione rientri in una delle categorie per cui è prevista l’esenzione, a seconda delle specifiche disposizioni normative che regolamentano l’uso delle certificazioni in tale contesto.

In conclusione, la questione dell’applicabilità dell’imposta di bollo per un certificato di residenza richiesto in vista di una mediazione richiede un’analisi dettagliata delle norme relative alle esenzioni dall’imposta di bollo e del contesto specifico in cui la certificazione è richiesta. È consigliabile consultare un professionista legale per una valutazione accurata della situazione e per ricevere una consulenza specifica.

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Bibliografia e link utili:

Specifico che la richiesta non è stata presentata da un mediatore, nè da un avvocato ma da un privato cittadino che la motiva con l’uso della notifica.
Non è in corso alcuna mediazione, alcun procedimento nè processo.

Lui sostiene che deve notificare perche, eventualmente, sarà avviata una mediazione.

Il tutto spiegato in maniera abbastanza sconclusionata, aggiungerei.

Vorrei capire esattamente in quale parte del DPR 642/1972 viene specificato che l imposta di bollo si applica agli atti stragiudiziali, poichè se leggo la tariffa A, parte 1 del DPR non lo trovo chiaro.