Clausole territoriali negli appalti: i limiti secondo ANAC | LavoriPubblici Clausole territoriali negli appalti: i limiti secondo ANAC | LavoriPubblici
ANAC Delibera n. 130/2025: illegittime le clausole territoriali come requisiti di partecipazione negli appalti
CONTENUTO
LâANAC, con la Delibera n. 130/2025, ha fornito importanti chiarimenti circa la legittimitĂ delle clausole territoriali allâinterno delle procedure di evidenza pubblica. Il principio cardine stabilito dallâAutoritĂ prevede una netta distinzione tra la fase di ammissione alla gara e quella di valutazione dellâofferta.
Secondo lâorientamento espresso, le clausole che impongono un legame territoriale (come la presenza della sede legale in una specifica Regione, citando lâesempio della Valle dâAosta) sono vietate se configurate come requisiti di partecipazione. Tali barriere allâingresso violano il principio di tassativitĂ dei requisiti previsto dallâart. 100 del Codice e si pongono in contrasto con i principi di libera concorrenza e paritĂ di trattamento, richiamati dallâart. 1, comma 1 D.L. 76/2020 e dallâart. 30 Dlgs 50/2016.
Al contrario, le clausole territoriali risultano legittime solo se inserite come criteri premiali nellâambito dellâofferta tecnica, ai sensi dellâart. 108 Dlgs 36/2023. In questo caso, la territorialitĂ non impedisce lâaccesso alla gara, ma serve a valorizzare profili qualitativi dellâofferta.
Un caso emblematico di illegittimitĂ riguarda la clausola che impone la disponibilitĂ di un cantiere-deposito in un comune specifico come condizione per partecipare: tale previsione è stata giudicata illegittima per esclusione, determinando lâannullamento della gara per violazione grave della normativa.
CONCLUSIONI
La territorialità non può mai diventare uno strumento di esclusione automatica. Le stazioni appaltanti devono limitarsi a valorizzare la prossimità logistica o operativa esclusivamente come punteggio aggiuntivo (merito tecnico), garantendo che la partecipazione resti aperta a tutti gli operatori economici del mercato unico.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
- Per il Dipendente: estrema cautela nella redazione dei bandi e dei disciplinari di gara. Lâinserimento di un requisito territoriale come condizione di accesso espone lâamministrazione al rischio di annullamento della procedura in autotutela o in sede giurisdizionale, con possibili conseguenze in termini di responsabilitĂ erariale per i ritardi e i costi derivanti dal rifacimento della gara.
- Per il Concorsista: il tema rientra nel Diritto Amministrativo e nella disciplina dei Contratti Pubblici. Ă fondamentale conoscere la distinzione tra requisiti di capacitĂ (art. 100) e criteri di aggiudicazione (art. 108 Dlgs 36/2023), nonchĂŠ il principio di concorrenza come limite alla discrezionalitĂ della Pubblica Amministrazione.
PAROLE CHIAVE
Clausole territoriali, ANAC, Requisiti di partecipazione, Criteri premiali, Libera concorrenza, Codice Appalti, Dlgs 36/2023.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- Delibera ANAC n. 130/2025: Chiarimenti sulla tassativitĂ dei requisiti e divieto di clausole territoriali escludenti.
- Art. 108 Dlgs 36/2023: Disciplina i criteri di aggiudicazione dellâofferta, permettendo lâuso di criteri premiali.
- Art. 100 Dlgs 36/2023: Stabilisce la tassativitĂ dei requisiti di partecipazione alle gare.
- Art. 1, comma 1 D.L. 76/2020: Normativa sulla semplificazione che richiama i principi di concorrenza.
- Art. 30 Dlgs 50/2016: Principi sullâaggiudicazione e sullâesecuzione degli appalti pubblici (paritĂ di trattamento).
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