Ciao @FabioV33 e @MariaFrancescaT28 ,
innanzitutto il comando è l’istituto che dispone che il pubblico impiegato, titolare di ruolo presso una pubblica Amministrazione, può essere assegnato, con accordo delle due Amministrazioni, temporaneamente ed in via eccezionale a prestare servizio presso altra Amministrazione/Ente pubblico e nell’interesse dell’Amministrazione di destinazione.
Il dipendente comandato presso altra Amministrazione non acquisisce un nuovo rapporto di impiego né modifica quello originario, restando sottoposto alla pregressa regolamentazione giuridica dell’Ente di provenienza con l’unica variante della prestazione di fatto del servizio a favore di un’Amministrazione diversa, sostituendosi, quest’ultima, solo nell’esercizio dei poteri di supremazia gerarchica.
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si applica il contratto dell’ente di provenienza; infatti il comando del dipendente presso altra Amministrazione non incide sullo stato giuridico del pubblico dipendente, né comporta il sorgere di un nuovo rapporto di impiego con l’Ente di destinazione, ma lascia inalterato quello originario alla cui disciplina il dipendente rimane sottoposto, con la sola evidente eccezione concernente il rapporto gerarchico nel quale, all’Ente di appartenenza, si sostituisce quello di destinazione.
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per la regolazione dei rapporti finanziari tra le pubbliche Amministrazioni interessate, l’articolo 70, comma 12, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, prevede che è a carico dell’Amministrazione che utilizza il personale in posizione di comando, il corrispondente costo per il trattamento economico fondamentale, che dovrà essere rimborsato all’Amministrazione di appartenenza .
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in considerazione del vantaggio del solo ente di destinazione, spetterà a quest’ultimo attribuire il salario accessorio con le modalità previste dalle regole della contrattazione integrativa e nei limiti delle disponibilità delle risorse accessori.
Per approfondimenti : https://www.filodiritto.com/assegnazione-temporanea-dei-dipendenti-degli-enti-locali
Buona lettura
Simona