Compenso per un lavoro a dipendente in quiescenza per limiti di età

Affinchè l’atto di una pubblica amministrazione sia legittimo (Comune), qual’è l’iter di un provvedimento per un compenso di lavoro ad un ex dipendente in quiescenza, per aver svolto una tantum la gestione allo sportello SUAP atto a ricevere e catalogare le pratiche relative ai libretti di caccia e ricezione e archiviazione MVV vendemmia 2026 (ex DOCO). Ringrazio anticipatamente, seguo con interesse le diverse rubriche.

Per garantire la legittimità amministrativa e contabile dell’atto, occorre esaminare con rigore il quadro normativo vigenti in materia di incarichi pubblici ed ex dipendenti.

1. Il nodo della legittimità: Il divieto di compensi ai pensionati

L’ostacolo principale per il conferimento di un compenso a un ex dipendente risiede nell’art. 5, comma 9, del D.L. 95/2012 (convertito con L. 135/2012) e nelle relative Circolari applicative (Circolare DFP n. 6/2014).

  • Regola generale (Divieto di retribuzione): È fatto divieto assoluto alle Pubbliche Amministrazioni di attribuire incarichi retribuiti (di studio, consulenza, collaborazione o gestione) a soggetti già lavoratori pubblici o privati collocati in quiescenza.

  • Eccezione (A titolo gratuito): Tali incarichi possono essere conferiti esclusivamente a titolo gratuito (fatto salvo il solo rimborso delle spese documentate, se previsto e regolamentato dall’Ente) e per una durata non superiore a un anno.

  • Divieto di mansioni ordinarie (Art. 7, c. 6, D.Lgs. 165/2001): La gestione dello sportello SUAP (ricezione/catalogazione libretti caccia e documenti di accompagnamento MVV/ex DOCO per la vendemmia) costituisce attività gestionale e di supporto ordinario. Gli incarichi esterni (anche d’opera o di collaborazione) non possono mai avere ad oggetto prestazioni corrispondenti alle competenze ordinarie della struttura amministrativa.

In sintesi: Un provvedimento che eroghi un vero e proprio “compenso di lavoro” (retributivo o professionale) a un ex dipendente in pensione per attività di sportello ordinario espone l’Ente e il Responsabile del Servizio a rilievi per danno erariale dalla Corte dei Conti per violazione del D.L. 95/2012.

2. Le alternative legittime per l’Ente

Se l’amministrazione necessita del supporto dell’ex dipendente per la gestione dell’afflusso stagionale della vendemmia e della caccia, le vie perseguibili sono:

  1. Incarico a titolo gratuito (con eventuale rimborso spese): Formalizzazione di una collaborazione gratuita ex art. 5, c. 9, D.L. 95/2012 .

  2. Lavoro autonomo occasionale a soggetto NON in quiescenza: Se è necessario prevedere un compenso oneroso, la procedura ex art. 7, comma 6, D.Lgs. 165/2001 va rivolta a soggetti estranei ai ruoli pensionistici, previa verifica dell’impossibilità di far fronte all’esigenza con il personale di ruolo.

  3. Prestazioni di lavoro straordinario o Progetti Obiettivo: Incentivazione del personale interno in servizio nel Comune durante i picchi stagionali (vendemmia/caccia).

3. L’Iter procedurale per la formalizzazione dell’Atto

Ipotizzando l’adozione di un provvedimento conforme ai requisiti di legge (es. incarico a titolo gratuito oppure incarico a compenso verso soggetto legittimato), l’iter amministrativo sequenziale per il Comune si articola nelle seguenti fasi:

Fase 1: Verifiche e Attestazioni Preliminari

  1. Attestazione di indisponibilità interna: Il Responsabile del Servizio/Settore attesta l’impossibilità oggettiva di far fronte al picco di lavoro straordinario (sportello SUAP/MVV vendemmia) con il personale in organico.

  2. Verifica dei requisiti del soggetto: Acquisizione della dichiarazione sostitutiva sull’insussistenza di cause di inconferibilità, incompatibilità e sul rispetto dei limiti di quiescenza (D.Lgs. 39/2013 e D.L. 95/2012).

Fase 2: Programmazione e Copertura Finanziaria

  1. Inserimento nella programmazione: Coerenza dell’intervento con il Piano Esecutivo di Gestione (PEG) e il Dup.

  2. Impegno di Spesa: Qualora siano previsti rimborsi spese documentati (o compensi nei casi consentiti), predisposizione dell’impegno sui capitoli pertinenti del bilancio di previsione (art. 183 D.Lgs. 267/2000 - TUEL).

Fase 3: Adozione della Determinazione Dirigenziale

Il Responsabile del Servizio adotta la Determina di Affidamento/Convenzionamento che deve contenere espressamente:

  • Richiamo normativo: Indicazione dettagliata della norma giustificativa.

  • Oggetto e Durata: Precisazione dell’oggetto dell’attività (ricezione e catalogazione pratiche libretti caccia, protocollo ed archiviazione MVV 2026) e termine temporale cert o.

  • Natura della prestazione: Esplicita menzione della gratuità (o dell’esatto ammontare e modalità di rendicontazione delle spese).

  • Attestazioni obbligatorie:

    • Parere di regolarità tecnica (art. 147-bis, c. 1, D.Lgs. 267/2000).

    • Visto di regolarità contabile e attestazione di copertura finanziaria da parte del Servizio Finanziario/Ragioneria.

Fase 4: Pubblicazione ed Efficacia dell’Atto

  1. Amministrazione Trasparente: Pubblicazione obbligatoria dell’atto e del CV dell’incaricato nella sezione “Consulenti e Collaboratori” ai sensi dell’art. 15 del D.Lgs. 33/2013 e dell’art. 53, comma 14, del D.Lgs. 165/20 01.

    Nota sulla condizionante di efficacia: L’omessa pubblicazione sul sito istituzionale rende l’atto inefficace e ne vieta la liquidazione.

  2. Stipula della Convenzione/Disciplinare: Sottoscrizione per accettazione da parte del soggetto incaricato.

Fase 5: Rendicontazione e Liquidazione

  1. Attestazione di regolare esecuzione: A conclusione del servizio o del periodo stabilito, il Responsabile rilascia l’attestazione di regolare svolgimento delle attività.

  2. Determinazione di liquidazione: Adozione dell’atto di liquidazione ai sensi dell’art. 184 del TUEL, previa verifica della documentazione giustificativa delle spese effettivamente sostenute e ammissibili.