Congedo Parentale 2026: Novità e Regole
CONTENUTO
A partire dal 1° gennaio 2026, la Legge di Bilancio introduce significative modifiche al congedo parentale, come stabilito dal D.Lgs. 151/2001. Questa riforma estende il diritto al congedo parentale per i lavoratori dipendenti fino ai 14 anni di vita del figlio, un incremento rispetto ai precedenti 12 anni. Tale estensione si applica anche ai genitori di bambini adottati o in affidamento, fino a 14 anni dall’ingresso del minore nella famiglia, con un massimo di 18 anni in caso di adozione o affidamento[1][2][3][5][6].
La durata complessiva del congedo parentale è fissata a un massimo di 10 mesi, che possono diventare 11 se il padre decide di astenersi per almeno 3 mesi. È importante notare che i genitori possono fruire del congedo anche simultaneamente, permettendo una maggiore flessibilità nella gestione della vita familiare[2].
Per quanto riguarda l’indennità, il nuovo regime prevede che i primi 3 mesi di congedo non siano trasferibili tra i genitori (la madre deve fruirne entro i 12 anni del bambino, mentre il padre può farlo anche dopo). Inoltre, è previsto un mese di congedo retribuito all’80% della retribuzione, fruibile entro i 6 anni di vita del bambino; il resto del congedo sarà retribuito al 30%[2][4]. La richiesta di congedo deve essere presentata tramite il portale telematico dell’INPS, come indicato nel messaggio n. 251/2026[1][3].
È fondamentale sottolineare che queste disposizioni non si applicano ai lavoratori della Gestione Separata, che possono richiedere un congedo massimo di 12 anni, né ai lavoratori autonomi, per i quali il congedo è limitato a un anno[3][4].
CONCLUSIONI
Le nuove norme sul congedo parentale rappresentano un passo avanti significativo nella tutela dei diritti dei genitori lavoratori, offrendo maggiore flessibilità e supporto nella gestione della vita familiare. È essenziale che i dipendenti pubblici e i concorsisti siano informati su queste modifiche per poter pianificare adeguatamente le proprie scelte lavorative e familiari.
IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA
Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, la riforma del congedo parentale implica la necessità di aggiornarsi sulle nuove procedure e requisiti per la richiesta del congedo. È fondamentale comprendere le tempistiche e le modalità di fruizione, nonché le implicazioni economiche legate all’indennità. La consapevolezza di queste novità può influenzare le decisioni lavorative e familiari, rendendo necessario un attento monitoraggio delle proprie esigenze e diritti.
PAROLE CHIAVE
Congedo parentale, Legge di Bilancio 2026, D.Lgs. 151/2001, indennità, lavoratori dipendenti, adozione, affidamento.
ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI
- D.Lgs. 151/2001 - Testo Unico sulla maternità e paternità.
- Legge di Bilancio 2026.
- Messaggio INPS n. 251/2026.
- Normativa sulla Gestione Separata.
- Normativa sui lavoratori autonomi.
- Riferimenti a leggi e decreti correlati.

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