Contratti analoghi e requisito esperienziale negli appalti | LavoriPubblici https://share.google/VuEwbmmz22RFM8zPJ

Contratti analoghi e requisito esperienziale negli appalti | LavoriPubblici Contratti analoghi e requisito esperienziale negli appalti | LavoriPubblici

TAR LAZIO N. 7942/2026: I “CONTRATTI ANALOGHI” RICHIEDONO SIMILITUDINE FUNZIONALE E NON IDENTITÀ DI SETTORE

CONTENUTO

Con la sent. n. 7942 del 4 maggio 2026, il TAR Lazio ha fornito un’importante interpretazione evolutiva circa il concetto di contratti analoghi nell’ambito delle gare d’appalto. La pronuncia si sofferma sull’art. 100 del D.Lgs. 36/2023, norma che disciplina i requisiti di capacità tecnica e professionale necessari per la partecipazione alle procedure di affidamento.

Secondo i giudici, la valutazione del requisito esperienziale non deve basarsi sulla rigida appartenenza allo stesso settore merceologico, bensì sulla similitudine sostanziale e funzionale tra le prestazioni già eseguite dal concorrente e quelle oggetto dell’appalto. Il principio cardine espresso è che l’esperienza richiesta deve essere idonea, ma non necessariamente identica.

Il ragionamento del Tribunale impone alle stazioni appaltanti di verificare se le esperienze pregresse abbiano permesso all’operatore economico di acquisire il know-how tecnico necessario per l’esecuzione della commessa. Viene dunque censurata ogni interpretazione della lex specialis che risulti eccessivamente restrittiva o meramente letterale, privilegiando una visione che favorisca la massima partecipazione, purché sia garantita l’affidabilità professionale.

CONCLUSIONI

La sentenza stabilisce che il criterio dell’analogia deve prevalere su quello dell’identità. L’effetto pratico è l’impossibilità per la stazione appaltante di escludere un concorrente solo perché il settore di attività dei contratti precedenti non coincide perfettamente con quello della gara, a patto che le prestazioni siano funzionalmente sovrapponibili.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

  • Per il Dipendente: In fase di redazione dei bandi e di valutazione delle offerte, il RUP e le commissioni devono evitare requisiti troppo stringenti che limitino la concorrenza. È necessario motivare adeguatamente l’eventuale esclusione, dimostrando perché l’esperienza pregressa non garantisca il know-how richiesto, evitando automatismi basati solo sul settore merceologico.
  • Per il Concorsista: Il tema rientra pienamente nello studio del Diritto Amministrativo e della disciplina dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023). È fondamentale conoscere l’art. 100 relativo ai requisiti di partecipazione e il principio del favor participationis, collegandolo alla discrezionalità tecnica della Pubblica Amministrazione nella valutazione delle offerte.

PAROLE CHIAVE

Contratti analoghi, requisiti di partecipazione, D.Lgs. 36/2023, know-how, similitudine funzionale, appalti pubblici.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. D.Lgs. 36/2023, art. 100: Disciplina i requisiti di ordine speciale, tra cui la capacità tecnica e professionale, che deve essere idonea a garantire l’esecuzione dell’appalto.
  2. TAR Lazio, sent. n. 7942 del 4 maggio 2026: Sentenza che chiarisce la necessità di valutare i “contratti analoghi” in base alla sostanza e alla funzione della prestazione piuttosto che all’identità formale del settore.

Nota: Le sintesi fornite sono generate automaticamente grazie a Gemini (analisi della notizia di origine) e ChatGPT modificato da Omniavis. Puoi chiedere il parere di un esperto umano qui nel forum o continuare la conversazione sulla nostra piattaforma: https://espertorisponde.omniavis.it/. Per una consulenza specifica da parte del team Omniavis inviaci una email a info@omniavis.it. Per un feedback sulla qualità della sintesi invia una email a Marco Scarselli