Contratti analoghi e requisito esperienziale negli appalti | LavoriPubblici https://share.google/ZOtIHp6f9BKAVxtMk

Contratti analoghi e requisito esperienziale negli appalti | LavoriPubblici Contratti analoghi e requisito esperienziale negli appalti | LavoriPubblici

TAR LAZIO n. 7942/2026: I contratti analoghi richiedono similitudine funzionale, non identità di settore

CONTENUTO

Il tema dei requisiti di capacità tecnica e professionale negli appalti pubblici riceve un importante chiarimento interpretativo. Secondo la sentenza TAR Lazio n. 7942/2026, il concetto di contratti analoghi non deve essere sovrapposto a quello di “contratti identici”.

Il fulcro del ragionamento giuridico risiede nell’analisi dell’art. 100 del D.Lgs. 36/2023, norma che disciplina i requisiti di partecipazione. La giurisprudenza precisa che, per dimostrare l’esperienza pregressa necessaria a garantire l’affidabilità dell’operatore economico, ciò che rileva è la similitudine sostanziale e funzionale tra le prestazioni precedentemente svolte e l’oggetto specifico dell’appalto in corso.

Non è dunque legittimo richiedere che l’esperienza del concorrente appartenga necessariamente al medesimo settore merceologico o professionale, purché le attività pregresse presentino caratteristiche tali da garantire la medesima competenza tecnica richiesta. Questo orientamento si pone in linea con il richiamo sistematico ai principi di:

  • Proporzionalità: i requisiti non devono eccedere quanto necessario rispetto all’oggetto della gara.
  • Massima partecipazione: le clausole del bando devono favorire l’accesso al mercato del maggior numero possibile di operatori idonei, evitando barriere eccessive.

CONCLUSIONI

L’effetto pratico della pronuncia è l’impossibilità per le stazioni appaltanti di escludere operatori economici solo perché i loro contratti passati non sono “fotocopie” di quello bandito. Il giudizio di analogia deve basarsi sulla coerenza delle competenze tecniche acquisite e sulla loro spendibilità funzionale rispetto al nuovo servizio o fornitura.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

  • Per il Dipendente: In fase di predisposizione della legge di gara e di verifica delle buste amministrative, il RUP e i commissari devono evitare interpretazioni restrittive dei requisiti esperienziali. Una clausola che richieda l’identità assoluta tra contratti pregressi e oggetto dell’appalto viola il principio di massima partecipazione e può esporre l’amministrazione a ricorsi e a censure per irragionevolezza.
  • Per il Concorsista: Il tema rientra nel Diritto Amministrativo, specificamente nella disciplina dei contratti pubblici. È essenziale collegare l’istituto dei requisiti di capacità (art. 100 D.Lgs. 36/2023) ai principi generali del nuovo Codice dei Contratti, evidenziando come la flessibilità nell’analogia contrattuale sia funzionale alla tutela della concorrenza.

PAROLE CHIAVE

Contratti analoghi, D.Lgs. 36/2023, Capacità tecnica, Massima partecipazione, Proporzionalità, TAR Lazio n. 7942/2026.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Sentenza TAR Lazio n. 7942/2026: definisce il criterio di analogia funzionale e sostanziale per la valutazione dei requisiti di partecipazione.
  2. Art. 100 D.Lgs. 36/2023: disciplina i requisiti di capacità tecnica e professionale che le stazioni appaltanti possono richiedere per la partecipazione alle gare.
  3. Principi di Proporzionalità e Massima Partecipazione: canoni ermeneutici cardine del sistema degli appalti per garantire la concorrenza e l’efficienza dell’azione amministrativa.

Nota: Le sintesi fornite sono generate automaticamente grazie a Gemini (analisi della notizia di origine) e ChatGPT modificato da Omniavis. Puoi chiedere il parere di un esperto umano qui nel forum o continuare la conversazione sulla nostra piattaforma: https://espertorisponde.omniavis.it/. Per una consulenza specifica da parte del team Omniavis inviaci una email a info@omniavis.it. Per un feedback sulla qualità della sintesi invia una email a Marco Scarselli