Coprogettazione

In una procedura di coprogettazione co ets ai sensi dell’art 55 e 57 del dlgs 117/2017 per la realizzazione o gestione di una struttura sociale o sportiva vorrei sapere se:
1)è possibile prevedere che gli ets incassono delle rette o tariffe da parte degli utenti;
2) la rendicontazione può prevedere un contributo forfettario riguardante i costi amministrativi o di gestione (ad esempio 15% sul costo orario del personale oppure il 15% sul totale);
3) la rendicontazione deve essere fatta a costi reali per forza o può essere fatta a costi UCS (unità di costi standard);
4) è possibile valorizzare il lavoro del volontariato quale compartecipazione, anche se gli enti del terzo settore non pagano nulla al volontario;

Grazie

La Co-Progettazione: Un Nuovo Modello di Collaborazione tra Pubblica Amministrazione e Terzo Settore

CONTENUTO

La co-progettazione rappresenta un approccio innovativo e collaborativo tra la pubblica amministrazione e il Terzo settore, finalizzato a rispondere in modo efficace ai bisogni collettivi. Questo modello, previsto dal Decreto Legislativo 117/2017 (Codice del Terzo Settore), supera la tradizionale logica dell’appalto, promuovendo un percorso di amministrazione condivisa.

A differenza degli appalti competitivi, la co-progettazione implica una partecipazione attiva degli enti non profit nella fase di progettazione dei servizi, consentendo una maggiore flessibilità e adattamento alle esigenze locali. Questo approccio non solo migliora la qualità dei servizi offerti, ma favorisce anche l’inclusione sociale e la partecipazione dei cittadini.

Applicazioni pratiche

La co-progettazione trova applicazione in diversi ambiti, tra cui:

  • Accoglienza e integrazione: Ad esempio, il Comune di Spoleto ha attivato una procedura di co-progettazione per il progetto SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione), creando 71 posti di accoglienza diffusa.
  • Servizi familiari: Sono stati sviluppati centri servizi per le famiglie, con attività di sostegno educativo e prevenzione del disagio.
  • Contrasto all’emarginazione: Interventi integrati per affrontare la grave emarginazione adulta, promuovendo l’inclusione sociale.
  • Politiche territoriali: Rafforzamento dei meccanismi di partecipazione nella programmazione strategica regionale, coinvolgendo attivamente le comunità locali.

Vantaggi

I vantaggi della co-progettazione sono molteplici. Essa valorizza la collaborazione tra istituzioni e Terzo settore, consolidando la partecipazione come elemento strutturale della governance. Inoltre, promuove risposte innovative e tempestive ai bisogni emergenti del territorio, migliorando l’efficacia e l’efficienza dei servizi pubblici.

CONCLUSIONI

In sintesi, la co-progettazione rappresenta un passo avanti significativo nella gestione dei servizi pubblici, favorendo una maggiore sinergia tra pubblico e privato. Questo modello non solo risponde in modo più adeguato ai bisogni della comunità, ma contribuisce anche a costruire un sistema più inclusivo e partecipativo.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, comprendere il funzionamento della co-progettazione è fondamentale. Essi devono essere in grado di collaborare efficacemente con il Terzo settore, partecipando attivamente alla progettazione e implementazione dei servizi. La conoscenza delle normative e delle procedure di co-progettazione diventa quindi un requisito essenziale per chi opera nella pubblica amministrazione.

PAROLE CHIAVE

Co-progettazione, pubblica amministrazione, Terzo settore, amministrazione condivisa, servizi pubblici, inclusione sociale.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  • Decreto Legislativo 117/2017 - Codice del Terzo Settore
  • Progetti e iniziative locali (Comune di Spoleto, Sistema di Accoglienza e Integrazione)

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