Dalla CGUE-sulla possibile conversione del TD in TI (Fondazioni lirico-sinfoniche)

È possibile convertire un contratto a tempo determinato nella PA in contratto a tempo indeterminato?

La questione è stata recentemente affrontata dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, sentenza 29 gennaio 2026, C-668/24, relativa al settore delle fondazioni lirico-sinfoniche.

:one: Cosa afferma la CGUE

La Corte chiarisce che:

  • Il diritto dell’Unione (Direttiva 1999/70/CE e clausola 5 dell’Accordo quadro) non impone la conversione automatica del contratto da tempo determinato (TD) a tempo indeterminato (TI), nemmeno in presenza di abuso.
  • Gli Stati membri possono prevedere misure alternative alla conversione, purché siano:
    • effettive,
    • proporzionate,
    • dissuasive.

Tra tali misure rientrano, ad esempio:

  • un’indennità risarcitoria adeguata,
  • la responsabilità dei dirigenti che abbiano abusato dello strumento del contratto a termine.

La conversione può dunque essere esclusa, a condizione che il sistema alternativo sia realmente idoneo a prevenire e sanzionare l’abuso.

Spetta al giudice nazionale verificare, caso per caso, se le misure previste dall’ordinamento interno siano concretamente efficaci.

Se tali misure non risultassero adeguate, il giudice è tenuto a interpretare il diritto interno in modo conforme alla direttiva europea, nei limiti del possibile e senza giungere a interpretazioni contra legem.

:two: La situazione italiana (fondazioni lirico-sinfoniche)

In Italia, la giurisprudenza delle Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 5542/2023) ha escluso la conversione automatica del rapporto nel settore lirico-sinfonico.

Il sistema sanzionatorio prevede:

  • un’indennità risarcitoria compresa tra 2,5 e 12 mensilità,
  • la possibilità di provare un danno ulteriore,
  • la responsabilità dirigenziale in caso di dolo o colpa grave.

La CGUE ha ritenuto tale disciplina astrattamente compatibile con il diritto dell’Unione, purché le misure risarcitorie e deterrenti siano effettive e dissuasive nella pratica.

:three: Esiste uno spiraglio per la conversione?

La Corte non impone la conversione, ma non la esclude in modo assoluto.

In via eccezionale, qualora il giudice nazionale accerti che:

  • l’indennità è in concreto insufficiente,
  • il sistema sanzionatorio non è realmente dissuasivo,
  • l’abuso resta privo di adeguata reazione,

potrebbe rendersi necessario individuare un rimedio idoneo a garantire la piena efficacia della direttiva.

Tuttavia, tale soluzione dovrebbe sempre rimanere entro i limiti dell’interpretazione conforme e non potrebbe tradursi in una lettura contra legem della normativa nazionale.

In sintesi:
la sentenza non introduce un obbligo di conversione, ma condiziona la legittimità del divieto all’effettiva efficacia delle misure alternative.

:four: Il dibattito dottrinale

La pronuncia ha generato letture differenti:

  • Calcaterra (Rivista Italiana di Diritto del Lavoro) individua nella decisione un possibile spiraglio verso la conversione, qualora il sistema risarcitorio si riveli inadeguato.
  • Buzzini (Giuffrè Quotidiano Più) propone invece una lettura più sistematica e restrittiva, valorizzando la legittimità del modello alternativo risarcitorio, purché effettivo.

Conclusione

La CGUE conferma che nel pubblico impiego – e nel settore lirico-sinfonico in particolare – la conversione del contratto a termine non è un rimedio imposto dal diritto europeo.

Resta tuttavia una clausola di salvaguardia:
se il sistema alternativo non garantisce una tutela effettiva contro l’abuso, il giudice nazionale deve assicurare la piena efficacia della direttiva, nei limiti dell’ordinamento interno.

La conversione, dunque, non è la regola, ma potrebbe configurarsi solo come extrema ratio in presenza di un sistema sanzionatorio concretamente inefficace.

CGUE sulla conversione TD in TI nelle Fondazioni lirico-sinfoniche

CONTENUTO

La recente pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) ha messo in luce importanti aspetti riguardanti la conversione dei contratti a tempo determinato (TD) in contratti a tempo indeterminato (TI) per i lavoratori delle fondazioni lirico-sinfoniche. La CGUE ha confermato la validità della Direttiva 2022/2041, che stabilisce tutele contro l’abuso di contratti a termine, richiedendo agli Stati membri di garantire rimedi efficaci per i lavoratori, come la stabilizzazione del rapporto di lavoro.

In particolare, la clausola 4, par. 1 della Direttiva sottolinea l’importanza di proteggere i lavoratori da contratti a termine ripetuti, evidenziando che la conversione automatica dei contratti TD in TI non è espressamente prevista, ma è comunque necessaria per garantire diritti fondamentali. La giurisprudenza della CGUE, come evidenziato nella causa C-596/20 (FCI), sostiene che i lavoratori devono avere accesso a rimedi effettivi in caso di violazione delle normative sui contratti a termine.

In Italia, il D.Lgs. 81/2015, all’articolo 21, stabilisce che i contratti a tempo determinato non possono superare i 24 mesi, e la conversione in TI è possibile in caso di violazione di tale limite. La CGUE ha chiarito che le tutele devono essere applicate anche nel contesto delle fondazioni culturali, senza deroghe specifiche per questi enti.

CONCLUSIONI

La CGUE ha ribadito l’importanza di garantire diritti adeguati ai lavoratori con contratti a termine, sottolineando che le normative nazionali devono essere in linea con le direttive europee. La stabilizzazione dei lavoratori delle fondazioni lirico-sinfoniche è quindi un passo necessario per garantire la loro protezione e il rispetto dei diritti fondamentali.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, questa pronuncia rappresenta un’importante opportunità di riflessione sulle proprie condizioni lavorative. È fondamentale essere consapevoli dei diritti derivanti dalle normative europee e nazionali, in particolare riguardo alla stabilizzazione dei contratti a termine. La conoscenza di queste disposizioni può rivelarsi cruciale in fase di concorso e nella gestione della carriera all’interno della pubblica amministrazione.

PAROLE CHIAVE

CGUE, contratti a tempo determinato, contratti a tempo indeterminato, fondazioni lirico-sinfoniche, Direttiva 2022/2041, stabilizzazione, diritti dei lavoratori.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  • Direttiva 2022/2041 del Parlamento Europeo e del Consiglio
  • Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, art. 20
  • D.Lgs. 81/2015, art. 21
  • Causa C-596/20, Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

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