Dehors pubblico esercizio su marciapiede privato ma ad uso pubblico

Buongiorno, ho un pubblico esercizio che ha chiesto di poter mettere tavoli, sedie ed ombrellino, così come previsti dal regolamento comunale, sul marciapiede antistante l’attività. Si tratta di un marciapiede privato, ma ad uso pubblico (infatti oltre al pubblico esercizio vi sono altre attività commerciali). Il marciapiede è tutto percorribile e non vi nè sono ostacoli nè delimitazioni. Il titolare del Bar afferma che una volta autorizzato a posizionare il dehors non dovrà pagare l’occupazione del suolo pubblico.
Ritengo che non sia assolutamente così.
Voi cosa ne pensate? C’è giurisprudenza in merito?
Ringrazio

Dehors su marciapiede privato ad uso pubblico: Normativa e Obblighi

CONTENUTO

La questione del dehors su marciapiede privato ad uso pubblico è di grande rilevanza per i dipendenti della pubblica amministrazione e i concorsisti pubblici, poiché coinvolge aspetti di diritto civile, diritto amministrativo e responsabilità. Sebbene il marciapiede sia di proprietà privata, la sua utilizzazione per il transito pubblico comporta una serie di obblighi e limitazioni.

Obblighi del proprietario

Il proprietario di un marciapiede privato che consente il transito pubblico ha l’obbligo di manutenzione. Questo è sancito dall’articolo 2051 del Codice civile, che stabilisce la responsabilità per danni derivanti da omessa custodia e manutenzione. In particolare, il proprietario deve garantire che il marciapiede sia in condizioni di sicurezza per gli utenti, evitando situazioni che possano causare infortuni o danni.

Limitazioni all’installazione del dehors

L’installazione di un dehors su un marciapiede privato ad uso pubblico richiede l’autorizzazione amministrativa del Comune. Questo è previsto dalla normativa urbanistica e dal Codice della Strada, che stabiliscono che l’uso di spazi pubblici o accessibili al pubblico deve essere regolamentato. Pertanto, anche se il suolo è di proprietà privata, non può essere occupato senza il consenso dell’autorità competente. La richiesta di autorizzazione deve tenere conto della sicurezza, dell’estetica e della funzionalità dello spazio pubblico.

Conclusione normativa

La questione della doppia conformità (urbanistica e civilistica) è fondamentale. Il Comune ha il dovere di verificare il rispetto delle normative, mentre eventuali accordi privati tra il proprietario e l’esercente non esonerano dall’obbligo di ottenere l’autorizzazione amministrativa. In caso di violazioni, il Comune può adottare misure sanzionatorie, inclusa la rimozione del dehors.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, è essenziale comprendere le normative che regolano l’uso degli spazi pubblici e privati. La gestione dei dehors su marciapiedi privati richiede una conoscenza approfondita delle leggi e delle procedure amministrative. Inoltre, è fondamentale saper interagire con i cittadini e gli esercenti, garantendo il rispetto delle normative e la sicurezza degli spazi pubblici.

PAROLE CHIAVE

Dehors, marciapiede privato, uso pubblico, autorizzazione amministrativa, responsabilità civile, doppia conformità.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Codice Civile, Art. 2051 - Responsabilità per danno cagionato da cosa in custodia.
  2. Normativa Urbanistica - Leggi regionali e comunali relative all’uso del suolo.
  3. Codice della Strada - Regolamentazione dell’uso degli spazi pubblici e della sicurezza stradale.

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La questione controversa nasce perché la norma che ha istituito il Canone Unico Patrimoniale (legge 160/2019, art. 1, commi da 816 a 836) dice che il presupposto del canone è “a) l’occupazione, anche abusiva, delle aree appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile degli enti e degli spazi soprastanti o sottostanti il suolo pubblico; b) …omissis…”, senza nulla precisare in merito alle occupazioni effettuate su aree private soggette a servitù di pubblico passaggio (vedi comma 819).
Sia nel regime della Tosap che nel regime della Cosap, invece, era espressamente prevista l’assoggettabilità anche degli spazi privati destinati ad uso pubblico.

Secondo alcuni, il legislatore - nel non richiamare espressamente le suddette situazioni - avrebbe inteso escluderle dal CUP.
Secondo altri, e sono la grande maggioranza, questa “esclusione” deve essere invece intesa come una definitiva e pacifica inclusione senza bisogno di ulteriori precisazioni, in quanto è l’art. 825 del codice civile a stabilire in termini assoluti che le aree private gravate da servitù siano soggette al regime del demanio pubblico tutte le volte che i diritti stessi sono costituiti per il conseguimento di fini di pubblico interesse corrispondenti a quelli a cui servono i beni medesimi.

In ogni caso, dovrebbe essere il vostro regolamento comunale per l’applicazione del canone unico patrimoniale, nonché quello per le occupazioni del suolo pubblico, a stabilire in quali casi è applicabile il canone.

Grazie mille Marco. Complimenti per la preparazione TOP