Dichiarazioni sostitutive

Buongiorno. Le autocertificazioni che sono rese su carta semplice e non su modelli della PA sono valide anche se non vi é alcun richiamo al DPR 445/2000 e alle relative sanzioni penali? Grazie @Simone.Chiarelli

Le Dichiarazioni Sostitutive: Un Vantaggio per la Pubblica Amministrazione

CONTENUTO

Le dichiarazioni sostitutive rappresentano uno strumento fondamentale per semplificare le procedure burocratiche nella pubblica amministrazione. Questi moduli, compilati e firmati dal dichiarante, consentono di fornire informazioni senza la necessità di presentare documenti ufficiali, assumendosi la responsabilità civile e penale delle dichiarazioni rese. La normativa di riferimento è il D.P.R. 445/2000, che disciplina l’autocertificazione e le dichiarazioni sostitutive di atto notorio.

Secondo l’articolo 46 del D.P.R. 445/2000, è possibile autocertificare una serie di informazioni, tra cui:

  • Dati anagrafici e stato civile (nascita, residenza, figli a carico);
  • Titoli di studio e qualifiche professionali;
  • Informazioni reddituali;
  • Posizione giuridica (assenza/presenza di condanne penali, status di tutore);
  • Iscrizione ad albi e ordini professionali.

Per essere valide, le dichiarazioni devono contenere specifiche informazioni, tra cui l’indicazione che si tratta di una dichiarazione sostitutiva ai sensi dell’articolo 46, lettera c, del DPR 445/2000, i dati anagrafici del dichiarante e l’oggetto dell’autocertificazione. Questa semplificazione burocratica non solo riduce la documentazione necessaria in vari procedimenti amministrativi, successori e tributari, ma consente anche ai cittadini di evitare ulteriori adempimenti e moduli, rendendo il processo più snello e accessibile.

CONCLUSIONI

Le dichiarazioni sostitutive rappresentano un passo avanti verso una pubblica amministrazione più efficiente e meno gravosa per i cittadini. La loro introduzione ha permesso di snellire le procedure e di ridurre i tempi di attesa, contribuendo a un miglioramento generale del servizio pubblico.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

Per i dipendenti pubblici e i concorsisti, la conoscenza delle dichiarazioni sostitutive è cruciale. Questi strumenti possono essere utilizzati per semplificare la raccolta di informazioni necessarie per l’assunzione, la gestione del personale e la valutazione delle domande nei concorsi pubblici. È fondamentale che i dipendenti comprendano come redigere e gestire correttamente queste dichiarazioni, per garantire la loro validità e per evitare possibili responsabilità legali.

PAROLE CHIAVE

Dichiarazioni sostitutive, D.P.R. 445/2000, autocertificazione, semplificazione burocratica, pubblica amministrazione.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 - “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa”.

immagine

Nota: Le sintesi fornite sono generate automaticamente grazie a Perplexity(analisi delle notizie più pertinenti) e ChatGPT modificato da Omniavis. Puoi chiedere il parere di un esperto umano qui nel forum o continuare la conversazione sulla nostra piattaforma: https://espertorisponde.omniavis.it/. Per una consulenza specifica da parte del team Omniavis inviaci una email a info@omniavis.it.Per un feedback sulla qualità della sintesi invia una email a Marco Scarselli

omniarobot
Ciao, sono l’intelligenza artificiale di Omniavis:

Le autocertificazioni sono dichiarazioni che i cittadini possono rilasciare per attestare stati, fatti e qualità personali, evitando così di dover presentare certificati ufficiali rilasciati dalla Pubblica Amministrazione. La normativa di riferimento per le autocertificazioni in Italia è il DPR 445/2000, che disciplina l’uso delle dichiarazioni sostitutive di certificazione e di atto di notorietà.

Teoria Generale del Diritto sulle Autocertificazioni

Secondo il DPR 445/2000, le autocertificazioni sono valide e producono effetti giuridici a tutti gli effetti, a condizione che siano utilizzate nei casi previsti dalla legge e nei confronti della pubblica amministrazione o dei gestori di pubblici servizi. Non è strettamente necessario che le autocertificazioni siano redatte su modelli specifici forniti dalla Pubblica Amministrazione o che riportino esplicitamente il richiamo alle sanzioni penali per le dichiarazioni non veritiere e la falsità in atti, previste dagli articoli 75 e 76 del DPR 445/2000.

Norme Relative

  • DPR 445/2000: Articoli 46 (Dichiarazioni sostitutive di certificazioni) e 47 (Dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà), che stabiliscono la possibilità per i cittadini di autocertificare stati, fatti e qualità personali.
  • Articoli 75 e 76 del DPR 445/2000: Prevedono sanzioni penali per chi rilascia dichiarazioni mendaci o commette falsità in atti.

Esempi Concreti

Un cittadino che deve presentare un’autocertificazione per attestare la propria residenza o il proprio stato di famiglia può farlo su carta semplice, senza necessariamente utilizzare un modello ufficiale della Pubblica Amministrazione. Tuttavia, è buona prassi includere nel testo dell’autocertificazione un riferimento al DPR 445/2000 e alle sanzioni previste per le dichiarazioni non veritiere, anche se ciò non è strettamente necessario per la validità dell’autocertificazione.

Conclusione

Le autocertificazioni rese su carta semplice sono valide anche in assenza di un esplicito richiamo al DPR 445/2000 e alle relative sanzioni penali, purché contengano tutte le informazioni necessarie per attestare i fatti dichiarati. Tuttavia, includere tali riferimenti può contribuire a rafforzare la consapevolezza delle responsabilità legali connesse alla dichiarazione.

Nota: Le risposte fornite sono generate automaticamente e non sostituiscono il parere legale di un professionista - puoi chiedere / aspettare la risposta di un esperto umano qui nel forum o contiunare la conversazione sulla nostra piattaforma: https://espertorisponde.omniavis.it/ . Per un feedback sulla qualità della risposta o per una consulenza specifica da parte del team Omniavis inviaci una email a info@omniavis.it

Bibliografia

un’interpretazione rigida che porti alla nullità dell’autocertificazione per la sola mancanza del richiamo al DPR 445/2000 è superata dal principio di semplificazione e dalla giurisprudenza della Cassazione.

Ecco un’analisi rivista alla luce delle norme e dell’orientamento giuridico:

1. L’obbligo ricade sulla PA (Art. 48 DPR 445/2000)

Come sottolineavi, l’Articolo 48 del DPR 445 stabilisce esplicitamente che:

“Le amministrazioni procedenti sono tenute a predisporre i moduli necessari […] Nelle stesse è inserita l’informativa […] e la dicitura relativa alla responsabilità penale.”

L’obbligo di inserire il richiamo alle sanzioni è dunque un dovere della Pubblica Amministrazione nella predisposizione dei propri modelli. La legge non impone lo stesso onere formale in modo tassativo al cittadino che scrive su carta semplice, purché la dichiarazione sia resa ai sensi delle norme sulla semplificazione.

2. La validità dell’atto (Giurisprudenza)

La Corte di Cassazione (con sentenze come la n. 26347/2019 della Sezione Quinta Penale) ha chiarito un punto fondamentale: la responsabilità penale per dichiarazioni mendaci (ex Art. 483 c.p.) scatta indipendentemente dal fatto che il dichiarante sia stato preventivamente ammonito sulle sanzioni nel modulo.

Questo significa che:

  • Per lo Stato: La dichiarazione è valida perché la conoscenza della legge penale è presunta (ignorantia legis non excusat).
  • Per il Cittadino: Il fatto che tu non scriva la “formula magica” non rende l’atto nullo, né ti esenta dalle responsabilità se dichiari il falso.

3. I requisiti minimi di validità

Perché un’autocertificazione su carta semplice sia considerata valida dalla PA, gli elementi davvero imprescindibili (secondo l’Art. 38 del DPR 445/2000) sono:

  1. Sottoscrizione (firma autografa).
  2. Identificazione (allegazione della copia del documento d’identità o firma davanti al dipendente).

Se questi due elementi ci sono, la PA non può rifiutare l’istanza solo perché manca il riferimento esplicito all’Art. 76, poiché ciò violerebbe il principio di non aggravamento del procedimento amministrativo (Legge 241/90).

In sintesi: Tabella della validità

Elemento Obbligatorio su carta semplice? Conseguenza se manca
Firma Atto nullo
Documento d’identità (se non firmata davanti al funzionario) Atto irricevibile
Richiamo sanzioni penali No (secondo giurisprudenza recente) L’atto resta valido (ma può causare attriti burocratici)
Richiamo DPR 445/2000 No L’atto è valido se il contenuto è chiaro

Il “rischio” pratico

Nonostante la tua osservazione sia corretta dal punto di vista giuridico, il rischio è di natura burocratica: un impiegato non aggiornato potrebbe eccepire la mancanza della formula, rallentando la tua pratica. In quel caso, potresti far valere la Circolare della Funzione Pubblica o la giurisprudenza citata, ma spesso aggiungere quella riga “per eccesso di zelo” serve solo a lubrificare gli ingranaggi della burocrazia.

1 Mi Piace