Digitalizzazione dei contratti pubblici: limiti dell’automazione decisionale e riserva di umanità

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TAR: la digitalizzazione dei contratti pubblici richiede la “riserva di umanità” contro l’automatismo acritico

CONTENUTO

Il TAR, intervenendo in materia di appalti digitalizzati, ha espresso un principio fondamentale riguardante i limiti dell’automazione decisionale. Secondo l’orientamento dei giudici amministrativi, la Pubblica Amministrazione non può affidarsi in modo acritico a un algoritmo senza conoscerne e verificarne preventivamente le regole di calcolo.

La trasformazione digitale della macchina amministrativa non può e non deve comprimere i pilastri dell’azione pubblica: legalità, imparzialità e trasparenza. Il ragionamento giuridico poggia sulla necessità di garantire sempre la cosiddetta “riserva di umanità”. Questo concetto implica che ogni decisione automatizzata deve essere soggetta a controlli e potenziali correzioni umane, impedendo che il software diventi un “giudice” insindacabile.

Il quadro normativo di riferimento si rinviene nel nuovo d.lgs. 36/2023 (Codice dei contratti pubblici), con particolare attenzione a:

  • Art. 1 d.lgs. 36/2023: che definisce il principio del risultato come criterio interpretativo e applicativo.
  • Art. 28 d.lgs. 36/2023: relativo alla trasparenza dei contratti pubblici e alla digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti.
  • CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale): che disciplina l’uso delle tecnologie nelle comunicazioni e nei procedimenti amministrativi.

In sintesi, l’uso dell’algoritmo è legittimo solo se i criteri di funzionamento sono conoscibili e se l’amministrazione mantiene il potere-dovere di intervenire per evitare esiti irragionevoli o illegittimi.

CONCLUSIONI

La digitalizzazione è uno strumento di efficienza, ma non esonera la P.A. dal dovere di istruttoria. La decisione finale deve restare imputabile a un soggetto umano, assicurando che la tecnologia sia al servizio del diritto e non viceversa.

IMPLICAZIONI PER IL DIPENDENTE PUBBLICO / CONCORSISTA

  • Per il Dipendente: deve evitare l’adozione “cieca” di atti prodotti da piattaforme digitali. La responsabilità (anche erariale e disciplinare) rimane in capo al funzionario che sottoscrive l’atto; è pertanto necessario verificare che la piattaforma segua correttamente i criteri stabiliti nel bando o nella normativa vigente.
  • Per il Concorsista: il tema rientra pienamente nelle materie di Diritto Amministrativo (procedimento amministrativo informatico) e Legislazione sui contratti pubblici. È fondamentale collegare questo argomento al principio di trasparenza e al sindacato del giudice amministrativo sugli atti “algoritmici”.

PAROLE CHIAVE

Digitalizzazione, Appalti, Algoritmo, Riserva di umanità, d.lgs. 36/2023, Trasparenza, Automazione decisionale.

ELENCO RIFERIMENTI NORMATIVI

  1. Art. 1 d.lgs. 36/2023: introduce il principio del risultato e della fiducia nell’azione amministrativa.
  2. Art. 28 d.lgs. 36/2023: norma cardine sulla digitalizzazione e trasparenza del ciclo dei contratti pubblici.
  3. CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale): normativa generale sull’informatizzazione della Pubblica Amministrazione.
  4. Sentenza TAR: ribadisce l’obbligo di conoscibilità dell’algoritmo e il principio della riserva di umanità.

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